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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>L&#039;evoluzione della lingua Egiziana</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2005/01/194804.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 26 Jan 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_e_glottologia_afroasiatica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le prime testimonianze scritte della lingua egiziana risalgono all&#8217;incirca al 3000 a.C. Rimase in uso per oltre 4000 anni sopravvivendo, nella forma del Copto (fortemente grecizzato), sino agli inizi del Medioevo quando fu gradualmente soppiantata dalla lingua dei conquistatori arabi.</p>
<p>Nel corso della sua lunghissima storia, l&#8217;egiziano subì cambiamenti che si riflettono nella lingua scritta. Ma le scritture erano principalmente tre: quella monumentale (o geroglifica) destinata ad essere scolpinta in monumenti o dipinta artisticamente in templi o tombe, quella ieratica che è una forma di scrittura col pennello su papiro con i segni geroglifici stilizzati, e quella demotica in cui la semplificazione dei geroglifici è estremizzata e la lettura risulta più difficile anche grazie al notevole numero di legature grafiche.</p>
<p>Possiamo identificare cinque diversi stadi di sviluppo di questa lingua:</p>
<p><B>ANTICO EGIZIANO</B> (circa 2900 a.C. - 2134 a.C.). È la lingua dell&#8217;Antico Regno nella quale sono stati scritti i cosiddetti Testi delle Piramidi, che sono stati incisi all&#8217;interno delle camere delle piramidi sotto la V e la VI dinastia.</p>
<p><B>MEDIO EGIZIANO </B>(2134 a.C. -1364 a.C). Parlata nel periodo compreso tra la IX dinastia e l&#8217;inizio della XVIII dinastia. Il suo prestigio letterario fu tale che in essa dovevano essere redatti i testi di carattere religioso o monumentali fino all&#8217;epoca greco-romana.</p>
<p><B>NEO EGIZIANO</B> (1364 a.C. - 700 a.C).  Appare come la lingua scritta  durante il regno del faraone eretico Akhenaton (XVIII dinastia) e venne utilizzata molto per usi quotidiani: in testi privati, amministrativi e giuridici, ma anche  nelle opere letterarie.</p>
<p><B>DEMOTICO </B>(664 a.C. - V secolo d.C).  Questo termine indica non solo uno stadio della lingua egiziana, ma anche la scrittura corsiva (della quale ho accennato in precedenza) con cui è espressa la lingua di quel periodo. Essa fece la sua comparsa a partire dalla XXVI dinastia.</p>
<p><B>COPTO</B> (III secolo d.C. - XI secolo d.C.). Deriva il suo nome dalla arabizzazione del termine greco Aegyptos (Quft), che significa Egitto. È lo stadio conclusivo della lingua egiziana scritta con l&#8217;alfabeto greco maiuscolo integrato da alcuni segni della scrittura demotico, che servivano per esprimere quei suoni della lingua egiziana sconosciuti al greco quali &#8220;sh&#8221;, &#8220;tsh&#8221;, &#8220;f&#8221;.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Asse paradigmatico e asse sintagmatico</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/09/67575.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 24 Sep 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_generale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;asse paradigmatico riunisce tutte quelle parole che sono formate da un elemento comune, ad esempio il tema nominale o il tema verbale (mond-, cant-), unito a desinenze o a suffissi; esempio:</p>
<p><i>mond</i>-o, <i>mond</i>-i, <i>mond</i>-iale;</p>
<p><i>cant</i>-o, <i>cant</i>-iamo, <i>cant</i>-ano, <i>cant</i>-ante.</p>
<p>L&#8217;asse sintagmatico riunisce tutte quelle parole che hanno in comune quell&#8217;elemento che indica il rapporto della parola all&#8217;interno del discorso (sintagma):</p>
<p>ammoni-<i>mento</i>, recluta-<i>mento</i>, movi-<i>mento</i>, perfeziona-<i>mento</i>;</p>
<p>registra-<i>zione</i>, segnala-<i>zione</i>, educa-<i>zione</i>;</p>
<p>cant-<i>iamo</i>, part-<i>iamo</i>, vol-<i>iamo</i>;</p>
<p>lup-<i>i</i>, can-<i>i</i>, uccell-<i>i</i>, alber-<i>i</i>, mont-<i>i</i>.</p>
<p>Comunque i rapporti associativi possono essere tanti; ad esempio dalla parola &#8220;INSEGNAMENTO&#8221; possiamo far derivare una serie che fa riferimento:</p>
<p>- alla radice (<b>insegn</b>o, <b>insegn</b>iamo, <b>insegn</b>ano);</p>
<p>- alla sfera dei rapporti tra valore e significato (apprendimento, educazione);</p>
<p>- al suffisso (cambia<b>mento</b>, arma<b>mento</b>, movi<b>mento</b>).</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>La psefia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/08/57515.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 03 Aug 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>le_antiche_scritture</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Accanto alle abbreviazioni, comuni alle scritture delle due lingue greca e latina, la sola lingua greca adottò un altro tipo di abbreviazione basata sulla proprietà delle lettere di quell&#8217;alfabeto di essere impiegate come numeri. Sommando i valori di ogni lettera che compone una parola si ottiene una numero, la psefia (dal greco h yhfoV &#8216;numero&#8217;), una specie di criptogramma che esprimeva lo stesso concetto della parola.</p>
<p>Un esempio: la sigla in caratteri greci WPH può essere spiegata dalla somma dei valori numerici delle tre lettere, W = 800 + P = 80 + H = 8 che danno come somma 800 esattamenmte come la somma delle lettere che compongono il nome di Gesù IHSOUS (rispettivamente 10+8+200+70+400+200=800).</p>
<p>Dunque la sigla WPH rappresenta la &#8220;psefia&#8221; del nome IhsouV &#8216;Gesù&#8217;, il suo &#8220;numero&#8221; cioè allude al suo nome; inoltre se il 777 è già il massimo, l’888 sarebbe l’incommensurabile. In quest&#8217;ottica il 666, allora, sarebbe la deficienza, la carenza, l&#8217;inferiorità della bestia cui fa riferimento l&#8217;Apocalisse.</p>
<p>Quando due o più parole hanno identico valore numerico si dicono &#8220;isopsefiche&#8221;; l&#8217;&#8221;isopsefia&#8221; accomuna parole di significato diverso.</p>
<p>Questo sistema criptico non incontro grande favore presso i primi cristiani per via delle oscurità cui dava luogo.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>La lingua e le sue sfumature</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/07/53038.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 08 Jul 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_filologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La lingua può essere presa in esame da diverse angolature.</p>
<p>La si può considerare dal punto di vista politico: ogni entità nazionale tende ad identificarsi in una o più lingue, alle quali attribuisce il carattere di ufficialità (la distinzione lingua-dialetto non corrisponde pertanto a gerarchie linguistiche, ma a decisioni politiche e giuridiche).</p>
<p>Può essere presa in esame dal punto di vista sociale: in quanto codice comune ad un insieme di parlanti la lingua funge da strumento di unione sociale, ma anche di individuazione di un gruppo sociale rispetto ad altri.</p>
<p>Esiste poi un rapporto tra lingua ed economia: si deve agli scambi economici lo sviluppo di lingue internazionali per la comunicazione fra nazioni diverse; vi è inoltre un rapporto rilevante tra stratificazione economica e la stratificazione linguistica di una società.</p>
 
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	<description>La lingua può essere presa in esame da diverse angolature.
La si può considerare dal punto di vista politico: ogni entità nazionale tende ad identificarsi in una o più lingue, alle quali attribuisce[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>L&#039;etrusco come tramite tra il latino ed il greco</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/06/49895.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 16 Jun 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_e_filologia_classica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è accertato che molti termini greci siano passati in latino tramite l&#8217;etrusco che, ricordiamolo, non è una lingua indoeuropea.</p>
<p>Alcuni esempi: il latino <I>sporta</I>, per sincope della vocale interna breve e per la trasformazione in sorda della sonora originaria (fenomeni tipici del&#8217;etrusco), non può venire direttamente dal gr. spurida e <I>cisterna</I>, al pari di <I>lanterna</I>, sono adattamenti etruschi rispettivamente del greco kisth e lampthr.</p>
<p>Il latino <I>groma</I> &#8217;strumento di misurazione del terreno&#8217;, risale al greco gnwmwn, ma è passato attraverso un etrusco *<I>cruma</I>; in etrusco il passaggio <I>n - m</I> > <I>r - m</I> è attestato nel nome <I>Memrun</I> = greco Memnwn.</p>
 
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	<description>Ormai è accertato che molti termini greci siano passati in latino tramite l&amp;#8217;etrusco che, ricordiamolo, non è una lingua indoeuropea.
Alcuni esempi: il latino sporta, per sincope della vocale[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Significato e significante</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/05/43065.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 05 May 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_generale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nella linguistica, la natura del significato ha dato luogo a discussioni concernenti soprattutto il suo grado di &#8220;realtà&#8221;; esse però insistono concordemente sul fatto che il &#8220;significato&#8221; non è &#8220;una cosa&#8221; ma una rappresentazione psichica della &#8220;cosa&#8221; [&#8230;] lo stesso Saussure ha evidenziato la natura psichica del &#8220;significato&#8221; chiamandolo &#8220;concetto&#8221; [&#8230;]</p>
<p>Né atto di coscienza né realtà, esso può essere definito solo all&#8217;interno del processo di significazione, in modo quasi tautologico: è quel &#8220;qualcosa&#8221; che colui che impiega il segno intende con esso [&#8230;] Il &#8220;significante&#8221; è un <i>relatum</i>, non si può separare la sua definizione da quella del &#8220;significato&#8221;.</p>
<p>L&#8217;unica differenza è che il &#8220;significante&#8221; è un mediatore [&#8230;] La sua sostanza è sempre materiale (suoni, oggetti, immagini).</p>
<p>(<i>R. Barthes</i>)</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>La lingua ed i poeti</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/04/39078.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 08 Apr 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_filologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le parole sono create da poeti; e perciò la lingua contiene le fonti della storia del mondo e, se si vuole, la tomba delle Muse. Per quanto l&#8217;origine della maggior parte delle parole sia già dimenticata, può darsi tuttavia che ogni parola fu dapprima un lampo di genio ed in seguito ebbe valore generale, perchè nell&#8217;attimo che il primo uomo la pronunziò e la udì fu un&#8217;interpretazione del mondo.</p>
<p>L&#8217;etimologo scopre alla fine che anche il più freddo fossile fu un giorno un&#8217;immagine splendente. <i>La lingua è poesia fossile</i>: come il calcare della crosta terrestre è composto da innumerevoli gusci di minuscoli animali, così la lingua è un deposito di immagini e figure che oggi nel loro significato traslato non svelano più l&#8217;immagine poetica.</p>
<p>(<i>R. W. Emerson</i>)</p>
 
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	<description>Tutte le parole sono create da poeti; e perciò la lingua contiene le fonti della storia del mondo e, se si vuole, la tomba delle Muse. Per quanto l&amp;#8217;origine della maggior parte delle parole sia[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Lingua e concezione del mondo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/03/33637.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 02 Mar 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_generale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Si è trovato che il sistema linguistico di sfondo di ciascuna lingua (in altre parole, la grammatica) non è soltanto uno strumento di riproduzione per esprimere idee, ma esso stesso dà forma alle idee, è il programma e la guida dell’attività mentale dell’individuo, dell’analisi delle sue impressioni, della sintesi degli oggetti mentali di cui si occupa.</p>
<p>La formulazione delle idee non è un processo indipendente, strettamente razionale nel vecchio senso, ma fa parte di una grammatica particolare e differisce, in misura maggiore o minore, da altre differenti grammatiche. Analizziamo la natura secondo linee tracciate dalle nostre lingue.</p>
<p>(<I>B.L. Whorf</I>)</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20010302000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20010302000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20010302000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20010302000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Flinguistica_filologia%2Finterventi%2F2001%2F03%2F33637.shtml"/></p>
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	<description>Si è trovato che il sistema linguistico di sfondo di ciascuna lingua (in altre parole, la grammatica) non è soltanto uno strumento di riproduzione per esprimere idee, ma esso stesso dà forma alle[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Lingua e dialetto</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/03/33638.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 02 Mar 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_generale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il dialetto non è soltanto un differenziarsi, a seconda della spiritualità locale, di una lingua comune, diffusa in più vasto territorio, viva in opere letterarie e ricca di una storia; è altresì la fase giovanile della lingua stessa, la fresca polla di acqua purissima che reca il suo tributo al fiume della lingua […].</p>
<p>Quel che si dice lingua, contrapposto al dialetto, non è poi che un gruppo di dialetti vicini che per speciali cause è stato fuso ed elaborato in vario modo, dalla espressione dei più semplici sentimenti alla manifestazione delle più profonde meditazioni.</p>
<p>(<I>G. Lombardo-Radice</I>)</p>
 
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	<description>Il dialetto non è soltanto un differenziarsi, a seconda della spiritualità locale, di una lingua comune, diffusa in più vasto territorio, viva in opere letterarie e ricca di una storia; è altresì la[...]</description>
	
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	<title>Aristotele e l’analisi del linguaggio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/linguistica_filologia/interventi/2001/02/31193.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 11 Feb 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Carmelo</dc:creator>
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    <category>linguistica_filologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Aristotele nella sua logica iniziò un’analisi delle forme del linguaggio e della struttura formale delle conclusioni e delle deduzioni indipendentemente dal loro contenuto.</p>
<p>In tal modo raggiunse un grado di astrazione e di precisione che era stato sconosciuto fino a quel tempo nella filosofia greca, e contribuì perciò immensamente alla chiarificazione e alla instaurazione di un ordine nei nostri metodi di pensiero.</p>
<p>Egli creò effettivamente la base del linguaggio scientifico.</p>
<p>(<I>W. Eisenberg</I>)</p>
 
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	<description>Aristotele nella sua logica iniziò un’analisi delle forme del linguaggio e della struttura formale delle conclusioni e delle deduzioni indipendentemente dal loro contenuto.
In tal modo raggiunse un[...]</description>
	
	</item>
    

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