La scrittura gotica antica

Le antiche scritture

I germani conoscevano un sistema di scrittura nell’alfabeto runico
(il termine runa, con cui si designa la singola lettera, deriva dal
nordico runar runar “scrittura segreta”, cf. gotico “runa” “mistero,
segreto”), molto probabilmente esemplato su alfabeti etruschi
nord-italici.
Ogni segno runico portava, oltre al valore fonetico, un valore
concettuale globale spesso di ordine magico (così ad esempio la runa
oltre
ad indicare il suono “f” designava da sola il concetto di bestiame e
di ricchezza, cf. gotico “faihu”; la runa
oltre
al valore fonetico di “m” indicava il concetto di uomo, cf. gotico
“manna”; la runa
col valore fonetico di “o” è collegata al concetto di bene ereditario,
cf. gotico “oþal”).

Tale carattere pagano probabilmente indusse Vulfila (311-383), vescovo
dei goti che tradusse le sacre scritture in gotico,
ad elaborare un nuovo alfabeto che però conservava quei segni runici
non per dei motivi di natura magica o religiosa,
ma perchè quei segni avevano anche un importante valore giuridico,
alla stregua di abbreviazioni.
L’alfabeto gotico si fonda essenzialmente sull’adattamento dell’alfabeto
greco onciale del IV secolo (reinterpretato in quanto al valore
fonetico di alcuni segni), arricchito di alcune lettere dell’alfabeto
latino e, come già detto, di quello runico.
Così come avviene in greco, i caratteri gotici indicano un numerale,
due di essi hanno anzi quest’unica funzione.

Commenti dei lettori

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  • PIO75

    20 May 2010 - 14:46 - #1
    0 punti
    Up Down

    fffffffffffffffffffffeeeeeeeeeeeeeeeesssssssssssssssssssssssiiiiiiiiiiiiiii

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