Lo strutturalismo in linguistica

La struttura intima dei sistemi semiologici

Secondo la teoria di Ferdinand de Saussure e delle scuole che si richiamano al suo pensiero, la lingua è intesa come una serie di rapporti interdipendenti e solidali; si tratta di un sistema in cui i vari elementi sono tali in quanto componenti dell’insieme stesso, come una totalità che viene prima delle singole parti. Secondo quanto suggerì il de Saussure possiamo ripensare al gioco degli scacchi, nel quale il valore dei singoli pezzi non dipende dal materiale con cui sono costruiti e neppure dalla loro forma esteriore, ma da una «convenzione» immutabile, la regola del gioco, che esiste prima dell’inizio della partita. Allo stesso modo la lingua è un sistema di elementi oppositivi, i singoli segni, un’entità a due facce , composti da significante (immagine acustica) e significato (immagine concettuale), che non possono essere isolati dal sistema di cui fanno parte e che formano tutta una serie di opposizioni sfruttando anche elementi minimi di varia natura, fonetici come in “lana/rana”, “velo/vello”, “sole/sale” e concettuali come “caldo/freddo”, “bianco/nero”, “bello brutto”.

Bisogna inoltre pensare alla lingua come ad una serie di caselle contenenti al loro un’entità funzionale; se questa viene a mancare deve essere immediatamente rimpiazzata perché non sono ammesse caselle vuote. Un po’ quello che è accaduto col termine latino OS (bocca) che confondendosi spesso con OS (osso) finì per sparire, ma fu immediatamente rimpiazzato da BUCCA; ugualmente la sparizione del termine latino EDERE (mangiare) provocò lo spostamento di significato di MANDUCARE da “masticare” a “mangiare” e nel significato di “masticare” si adottò il greco MASTAZÔ.

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