Langue - Parole

Nella linguistica di Ferdinand de Saussure sono una dicotomia in cui “langue” indica la componente sociale-covenzionale generale del linguaggio e “parole” l’aspetto individuale

La “langue” (lingua) è la componente sociale del linguaggio, tutto ciò che è stato fissato per convenzione (termini, sintassi, morfologia, ecc.): per esempio dipende dalla differenza delle due “langues” se in italiano distinguiamo singolare e plurale e in greco antico anche il duale, o se noi chiamiamo “casa” quello che i greci chiamano “oikía”; ci si trova di fronte a due convenzioni diverse condivise da due masse parlanti diverse. Una parola turca come “günlük” o una serie di suoni casuali come “gryhii” è una serie di suoni non prevista né dal greco né dall’italiano quindi non convenzionalmente prestabilite, quindi prive di senso.

All’interno di una stessa “langue” troviamo differenze individuali dette genericamente in francese “parole” (parola); il termine indica la componente individuale e quindi libera del linguaggio, l’atto linguistico che ogni parlante realizza servendosi di una lingua. La pronuncia di ciascun individuo (pur pronunciando le stesse parole) non è esattamente la stessa di quella prevista dallo «standard» della lingua e neanche uguale a quella di un altro individuo e così via. Se per esempio qualcuno pronuncia la parola “verità” utilizzando la «R» velare francese (“veRità”) lo capiremo lo stesso (a meno che non storpi gravemente il termine) perché facciamo riferimento al termine convenzionale prestabilito e standard “verità” con la «r» vibrante; allo stesso modo capiremo tranquillamente un abruzzese che pronuncerà la parola “cane” con una lieve differenze rispetto allo standard, cioè “cænë” perché, pur riconoscendo in lui una pronuncia soggettiva, la riconduciamo ad uno modello prestabilito “cane” senza ingenerare confusioni.

È chiaro che nel parlare di tutti i giorni capita a tutti di non pronunciare esattamente le parole, un po’ per la fretta, un po’ perché abbiamo difficoltà ad articolare certi gruppi di consonanti e ancora per vari motivi, inoltre ormai regolarmente omettiamo di distinguere le vocali aperte da quelle chiuse, tanto capiamo lo stesso il senso! (Si pensi a “pèsca” che indica il frutto e a “pésca” che è l’azione del pescare) ecco perché esistono corsi di dizione che si propongono di fare in modo che ogni individuo, nella sua pronuncia, si accosti il più possibile allo standard della lingua.

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