Nella linguistica, la natura del significato ha dato luogo a discussioni concernenti soprattutto il suo grado di “realtà”; esse però insistono concordemente sul fatto che il “significato” non è “una cosa” ma una rappresentazione psichica della “cosa” […] lo stesso Saussure ha evidenziato la natura psichica del “significato” chiamandolo “concetto” […]
Né atto di coscienza né realtà, esso può essere definito solo all’interno del processo di significazione, in modo quasi tautologico: è quel “qualcosa” che colui che impiega il segno intende con esso […] Il “significante” è un relatum, non si può separare la sua definizione da quella del “significato”.
L’unica differenza è che il “significante” è un mediatore […] La sua sostanza è sempre materiale (suoni, oggetti, immagini).
(R. Barthes)

Carmelo








