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La psefia

Un sistema abbreviativo "criptico" basato sui valori numerici delle lettere dell'alfabeto greco

Accanto alle abbreviazioni, comuni alle scritture delle due lingue greca e latina, la sola lingua greca adottò un altro tipo di abbreviazione basata sulla proprietà delle lettere di quell’alfabeto di essere impiegate come numeri. Sommando i valori di ogni lettera che compone una parola si ottiene una numero, la psefia (dal greco h yhfoV ‘numero’), una specie di criptogramma che esprimeva lo stesso concetto della parola.

Un esempio: la sigla in caratteri greci WPH può essere spiegata dalla somma dei valori numerici delle tre lettere, W = 800 + P = 80 + H = 8 che danno come somma 800 esattamenmte come la somma delle lettere che compongono il nome di Gesù IHSOUS (rispettivamente 10+8+200+70+400+200=800).

Dunque la sigla WPH rappresenta la “psefia” del nome IhsouV ‘Gesù’, il suo “numero” cioè allude al suo nome; inoltre se il 777 è già il massimo, l’888 sarebbe l’incommensurabile. In quest’ottica il 666, allora, sarebbe la deficienza, la carenza, l’inferiorità della bestia cui fa riferimento l’Apocalisse.

Quando due o più parole hanno identico valore numerico si dicono “isopsefiche”; l’”isopsefia” accomuna parole di significato diverso.

Questo sistema criptico non incontro grande favore presso i primi cristiani per via delle oscurità cui dava luogo.

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