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Introduzione alle birre inglesi (prima parte)

Ripercorriamo le fasi principali della storia della birra per poi introdurre le birre inglesi

In collaborazione con Stefano Sarti, la nostra guida di

Itinerari Gastronomici d’Europa
, ecco una breve guida in due parti, alle birre inglesi.

Fino a pochi anni fa si dava poca importanza qualitativa alla bevanda birra. Succedeva sia in America, sia nei tradizionali paesi produttori europei (Inghilterra, Belgio e Germania) dove Budelweiser, Miller e Coors insieme ad alcune birre regionali, avevano relegato in secondo piano le classiche Ale e Lager. Si assiste adesso ad una vera e propria rinascita, cresce la domanda di birra di qualità, quindi aumentano i produttori e i ristoratori che le offrono.
Esattamente non si conosce la data in cui fu prodotta la prima birra, probabilmente la sua scoperta fu casuale. Forse un contadino rischiava di perdere il raccolto d’orzo a causa della pioggia, quindi lo fece essiccare due giorni al sole, questo si trasformò prima in malto e dopo l’aggiunta ulteriore di acqua in un pane, e mentre zucchero e amidi si scioglievano nella pasta di pane i saccaromiceti presenti nell’aria diedero vita al processo di fermentazione. Il contadino, già convinto di aver perso il raccolto, si ritrovò tra le mani questa gustosa bevanda al malto: era nata la birra.

Ma al di là della leggenda, la birra era già nota 9000 anni fa come dimostrato da antichi disegni e altri documenti; l’orzo e altri cereali utilizzati per produrre birra venivano coltivati in Mesopotamia e quasi tutti i popoli in età arcaica provarono a produrre una bevanda simile. I Sumeri (che avevano addirittura la dea della birra Ninkasi, che si credeva portasse alle donne l’orzo e tramandasse loro l’arte della birra - infatti birrai e tavernieri erano tutte donne -) e gli Egizi, che erano considerati i più abili birrai dell’antichità (proprio da una tavoletta sumera di circa 6000 anni fa, si ebbe la ricetta della prima birra).

Le prime birre venivano prodotte da una pasta di pane mezza cruda mista ad acqua, per poi essere aromatizzate con cumino, zenzero, noce moscata, miele, ginepro, frutti o fiori, e gli egizi per primi introdussero l’uso dello zucchero ricavato dai datteri, sfruttandone i maggiori poteri conservanti. La birra veniva posta nei sarcofagi accompagnando il viaggio dei defunti nell’oltretomba. In epoca tardo antica la birra fu sostituita dal vino e la sua produzione si sviluppò soprattutto nei paesi del Nord Europa. Nel Medioevo la produzione della birra (come del resto il vino) fu compito dei monaci, che furono i primi a conservarla in luoghi freschi, per poterla meglio conservare ed avere una migliore qualità.

Il luppolo fu introdotto per la prima volta nella fabbricazione della birra nell’ VIII° o IX° sec., anche se la prima testimonianza scritta risale al XII° secolo ad opera della suora benedettina Ildegarda di Bingen. Il luppolo servì a sostituire le diverse spezie usate per fabbricare birra.
La svolta nella produzione della birra fu data nel 1516 con la proclamazione del Reinheitsgebot bavarese che stabiliva gli unici ingredienti ammessi nella produzione della birra: acqua, malto d’orzo o di frumento, luppolo e lievito, legge non più in vigore, ma ancora seguita.

Alla fine del XVIII° e agli inizi del XIX° secolo con l’invenzione della macchina a vapore, i migliorati mezzi di trasporto e l’utilizzo degli impianti di refrigerazione cambiarono il modo di produrre birra, che fu prodotta su scala industriale grazie anche agli studi di Pasteur sull’influenza del lievito.

La birra lager stabile e maturata a freddo (birra a bassa fermentazione) ebbe successo in Germania e nell’Europa centrale. Nel 1840 fu immessa sul mercato una birra a bassa fermentazione, chiara di colore dorato, proveniente dalla città boema di Pilsen che rivoluzionò il modo di consumare birra, introducendo l’uso dei boccali di vetro al posto di quelli in ceramica per meglio apprezzare le birre chiare e limpide.
Vi fu un rallentamento della produzione della birra con la prima guerra mondiale e per l’azione della lega antialcolica, ed anche dopo che le leggi antialcool vennero ritirate molte fabbriche stentarono a rimettersi in carreggiata. Negli anni ‘60 con lo sviluppo delle case americane, la produzione fu orientata sulle lager chiare a bassa fermentazione, economiche e leggere; negli anni ‘70 si ebbe il primo cambio di indirizzo con la campagna inglese per la produzione della Ale autentica, fino ai nostri giorni dove è ripresa la tradizione delle birre trappiste, con grande impulso al piacere di consumare questa splendida bevanda.

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