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Jack the Ripper (parte 14)

AARON KOSMINSKI - un ebreo

La scritta “JUWES” tuttavia condusse ad un altro sospetto ebreo. Warren aveva ordinato la rimozione della scritta così da evitare un’insurrezione dalla già agitata popolazione di immigrati, specialmente col falso arresto di Pizer ancora fresco nella mente.

Nonostante ciò, un ebreo polacco AARON KOSMINSKI, parrucchiere e residente a Whitechapel fin dal 1882, divenne d’attualità. Un uomo con un estremo odio per le donne, soprattutto per le prostitute, egli era chiaramente il più pazzo di tutti i sospetti. Kosminski venne descritto come avente forti tendenze omicide e un passato di crimini annessi. A seguito della notte del doppio assassinio, George Lusk, leader della vigilanza del Comitato di Whitechapel, ricevette una lettera che dichiarava che l’autore aveva fritto e mangiato metà del rene rimosso dal corpo di Kate Eddowes. Chiaramente l’uomo era folle. La metà non mangiata del rene accompagnava la lettera in una scatola. L’organo era di provenienza umana e apparteneva ad una donna sui 40, affetta da nefrite - come Catherine Eddowes. Tuttavia, lo stile dello scritto non rassomigliava in alcun modo alla prima lettera di “Jack The Ripper” ricevuta dalla polizia, e si arrivò alla conclusione che fosse lo scritto senza senso di un folle. Kosminski era quindi di alto profilo. Non venne mai nemmeno provato che Kosminski avesse perpetrato questi orrendi crimini ma venne rimosso dalla società nel 1890, e posto nel Mile End Infirmary per i malati di mente. Dopo alcuni periodi di tempo a Colney Hatch e Leaversden Asylums, Kosminski degenerò al punto tale che gli divenne impossibile rispondere alle più semplici domande. Morì nel 1919 per cancrena alla gamba e venne definito dai medici come un “demente e incoerente”.

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