
L’influenza storica della lingua nelle isole britanniche si può ben vedere nei nomi dei luoghi e nelle loro derivazioni.
Esempi includono ac (come in Acton, Oakwood) che è oak (quercia) in Anglo-Saxon; by (come in Whitby) che è farm o village (fattoria o paese) in antico nordico; pwll (come in Liverpool) che è anchorage (ancoraggio) in gallese ; baile ( come in Balmoral) che è sempre farm o village in gaelico ; ceaster (come in Lancaster) dal latino castra, fort (fortezza).
Fin dal XVI° secolo, a causa del contatto che i britannici ebbero con altre persone da tutto il mondo, e il rinascimento dell’apprendimento classico, molte parole sono entrate nella lingua, sia direttamente che indirettamente. Si creavano nuove parole in misura sempre maggiore.
Shakespeare coniò oltre 1600 termini. Questo processo è cresciuto in maniera esponenziale nell’era moderna.
Prestiti linguistici includevano i nomi di animali (giraffe, tiger, zebra), vestiario (pyjama, turban, shawl), cibo (spinach, chocolate, orange), termini scientifici e matematici (algebra, geography, species), bevande (tea, coffee, cider), termini religiosi (Jesus, Islam, nirvana), sport (checkmate, golf, billiards), veicoli (chariot, car, coach), musica e arte (piano, theatre, easel), armi (pistol, trigger, rifle), termini politici e militari (commando, admiral, parliament), e nomi astronomici (Saturn, Leo, Uranus).
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Cinzia Di Gennaro








