
Sulla panca c’erano anche gli strumenti del mestiere di barbiere: rasoi, pettini, spazzole, bacinelle per l’acqua, coltelli affilati e delle tenaglie.
Al lato della sedia c’era una cinghia di pelle che veniva usata per affilare un rasoio o coltello non affilato.
Alla sinistra del muro c’era un piccolo fuoco aperto, con pezzetti di carbone e alcuni capelli che ancora bruciavano con una pentola piena d’acqua che veniva scaldata per sbarbare.
Non si sarebbero notate le nude tavole di legno del pavimento, con delle macchie scure attorno all’antiquata sedia da barbiere che si trovava al centro del negozio.
La sedia era di legno di quercia con gambe ornate, con un piccolo gradino per far riposare i piedi mentre si era seduti sulla sedia, il che poteva ormai essere già troppo tardi …
Il barbiere stesso poteva essere ancora più sgradevole del suo negozio: una figura arcigna con pesanti sopracciglia, una bocca dura, e un atteggiamento sgraziato.
Ogni giorno alcune persone si raggruppavano fuori dal negozio di barbiere per vedere Gog e Mogog, il nome dato alle due statue al sopra la chiesa che ogni ora colpivano con una mazza la grande campana di St. Dunstan, che si trovava accanto alla bottega di Sweeney.
Le due statue erano state installate nel 1671, intagliate nel legno. Ognuna teneva una mazza, e ruotavano da parte a parte, con due colpi ogni quarto d’ora.
La stessa folla non conosceva i tunnel sotterranei che erano sotto la chiesa. Facevano parte del priorato del monstero dei frati bianchi, che si trova di fronte a quella che è la Bouverie Street di oggi.
- torna alla terza parte -
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Cinzia Di Gennaro








