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LUIS Un'avventura chiamata magia

Seconda parte dell'intervista esclusiva

Quali sono le esperienze più significative della tua carriera?

Oltre alle navi da crociera quelle che ricordo con piacere sono senz’altro
i 180 shows in un teatro in Giappone con una troupe di 11 persone.

Si lavorava due volte al giorno tutti i giorni e il teatro era inserito
dentro un mega Hotel, stile Las Vegas.

Per tre giorni abbiamo anche avuto un pubblico molto particolare: l’hotel
era stato riservato per l’imperatore del Giappone con il suo staff (300
persone).

Ricordo con piacere anche una nostra creazione magica, la tripla levitazione
dove tre ragazze levitavano insieme contemporaneamente e in posizioni
diverse.

Una di queste saliva su di una scala e, tolta la quale, lei rimaneva
in piedi sul palmo della mia mano a circa due metri di altezza.

Il grande Alberto Sitta ci fece girare, in rappresentanza dell’Italia, nei
migliori festival di allora: Stresa, Plaja de Aro, Bratislava ecc.ecc.

Non posso neanche dimenticare i passaggi televisivi per la rai uno, come discoteca festival o il sabato dello zecchino, dove eravamo ospiti fissi ogni settimana.

Sinceramente le esperienze indimenticabili sono state molte ad elencarle tutte sarebbe lunghissimo.

Quali sono quelle che vorresti cancellare con un colpo di bacchetta
magica?

Ti confesso che non c’è un’esperienza che vorrei cancellare, sono convinto che tutte, quelle buone e quelle cattive contribuiscono alla formazione e al bagaglio personale di un artista.

Gli errori servono per migliorare, i successi per continuare.

Sarebbe troppo semplice se tutto filasse via sempre liscio e con facilità e credo che raggiungere una meta in questa maniera senza sudarsela non dia la stessa soddisfazione di un qualcosa raggiunto con fatica.

Qual è il tuo rapporto tra artista e partner - marito e moglie?

Splendido! Credo sia una grande fortuna quando una coppia riesca a
condividere oltre i piaceri coniugali anche quelli artistici.

Questo si rivela indispensabile soprattutto nelle grandi illusioni dove è necessario un buon affiatamento per una buona presentazione dell’effetto.

Vivere praticamente “In simbiosi” permette di capirsi con uno sguardo se qualcosa non sta andando nel verso giusto e ti permette quindi di risolvere l’eventuale problema senza che il pubblico si accorga di niente.

Inoltre io e mia moglie partecipiamo sempre insieme alla costruzione o modifica delle nostre attrezzature, perciò le conosciamo perfettamente anche sotto il profilo tecnico.

Credo che questa sia la condizione ottimale per raggiungere quella fluidità necessaria a trasformare un trucco in una magia.

Quali sono le tue illusioni preferite?

La preferita è sempre l’ultima, anche se le amo tutte.
Quando fai per molto tempo un effetto non ti dà la stessa carica di quando fai un qualcosa di nuovo, una specie di assuefazione, un numero che fai da anni lo conosci a memoria e per un professionista che lavora tutte le sere diventa quasi automatico.

Una grande illusione nuova invece ti da quell’adrenalina necessaria a tenere
sveglia la tua vena artistica. Fare le prove, personalizzarla,trovare le
musiche adatte e la coreografia, ti aiuta a uscire da quella
monotonia che si può creare facendo lo stesso show per anni.

Poi ricordiamoci una cosa importante, non sempre le cose che piacciono a noi
piacciono anche al pubblico, perciò se vediamo che un numero piace ed è
richiesto, deve diventare un nostro preferito.

Comunque, l’ultima nostra realizzazione che ci ha dato molte soddisfazioni è
stata l’apparizione sul palco di una Porsche vera che abbiamo portato nel
nostro ultimo show nei Casinò della Slovenia.
Nel nostro sito si può vedere questo effetto.