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L'Intervista a WALTER ROLFO

Con questa prima intervista esclusiva per SuperEVA, inauguriamo la nuova sezione "TALENTI Made in Italy" dedicata ai giovani illusionisti "più promettenti" del nostro Paese, per conoscere piu' da vicino il loro rapporto con la magia. WALTER ROLFO e' l'autore e presentatore di ARCANA, la trasmissione di RaiDue dedicata all'Arte Magica, andata in onda quest'estate tenendo svegli, data l'ora notturna, maghi e appassionati di prestigiazione e che avra' un sicuro seguito. WALTER e' tra i piu' interessanti emergenti del panorama televisivo nazionale. Prestigiatore professionista da diversi anni e' capace di incantare con le sue colombe che appaiono magicamente, divertendo con quella sua caratteristica dialettica, con la quale accompagna illusioni e magie, con abilita' e grande, grande passione che riesce a trasmettere al pubblico. Sara' il presentatore ufficiale del Gala Show del prossimo Congresso del CLUB MAGICO ITALIANO.

Volto televisivo, autore e presentatore ma soprattutto PRESTIGIATORE.
L’intervista a WALTER ROLFOinaugura una nuova SEZIONE in SuperEVA, esclusivamente dedicata ai giovani appassionati e professionisti dell’arte magica italiana, che stanno scalando la montagna del professionismo affermandosi.

Talenti che ben rappresentano, sia sulla scena che nel mondo della prestigiazione il MADE IN ITALY.
Giovani seri, preparati e motivati dal fascino antico della nostra Arte.

Sono sicuro che queste interviste permeteranno di conoscere più da vicino promettenti professionisti che giorno dopo giorno, lavorando sulle tavole di palcoscenici, casinò, navi da crociera, parchi divertimento, circhi e programmi televisivi si sforzano di emergere, eccellendo.

Per questo desidero aprire questa nuova sezione con WALTER ROLFO, da diversi anni protagonista televisivo di trasmissioni RAI e MEDIASET, ideatore e autore di ArcanA, la trasmissione Tv completamente dedicata all’Arte Magica del palinsesto di RaiDue.
Durante la programmazione di ArcanA, tra una puntata e l’altra, ero in contatto con un WALTER ROLFO trafelato, sempre di corsa. Un giorno indaffarato per l’inceppamento di una macchina da montaggio, un altro per il poco tempo rimastogli per completare la sua opera, ma sempre disponibile e cordiale, mai artefatto.
WALTER e’ riuscito a suscitare l’interesse, inizialmente molto, molto freddo, del suo ambiente televisivo facendo ricredere chi dissertava contro “il contenuto magia” differentemente da coloro che “credendo” in WALTER hanno tirato una boccata d’ossigeno per il successo insperato.

Ho applaudito WALTER all’ultimo raduno dei prestigiatori a Colle Don Bosco dove e’ riuscito, nonostante la “pressione del programma” incombeva sulle sue spalle, a rendere piacevole una giornata, caratterizzata dalla presenza di SILVAN, coinvolgendo in maniera garbata, frizzante e magica il pubblico presente.

WALTER non e’ certo agli inizi, ma credo che per lui stia iniziando un periodo fortunato, magico. Quei periodi che segnano la vita di un professionista, se capace di coltivare con amore e professionalita’ il talento che sboccia nell’arte magica.

Leggerete con simpatia la sua intervista (immaginatelo mentre parla con la sua caratteristica “r” moscia, che nasconde con la sua dizione) e incontrerete un giovane che ha messo le ali, che sta tracciando la sua rotta nel cielo stellato e che con grande intelligenza e umilta’ e’ stato ad osservare chi prima di lui ha fatto della magia il completamento della propria vita. E lui e’ riuscito a spiccare un gran balzo in avanti.

Signore e signori ecco a Voi, Walter ROLFO

QUANDO HAI INIZIATO AD OCCUPARTI DI PRESTIGIAZIONE?

Ho iniziato a dodici anni, mi piacevano da impazzire i giochi di prestigio e a tutti proponevo il classico gioco del: “scegli una carta e poi mettila nel mazzo”.

Il sistema era semplice, da bambino prodigio (!!!) sbirciavo la carta precedente e poi con acume e sagacia ritrovavo la carta scelta.
Ovviamente tutti già conoscevano o scoprivano immediatamente il trucco e simpaticamente mi prendevano in giro (a parte mia nonna che dolcemente fingeva di stupirsi ogni volta).

Non mi restavano allora che due possibilità: smettere di fare il mago o imparare nuovi giochi.

Ho trovato il manuale di Paperinik e ho scelto la seconda strada.

CHI SONO STATI I TUOI PRIMI MAESTRI?

Molte persone sono state per me importanti, mi hanno aiutato e mi hanno seguito, e ancora lo fanno, amici con i quali scambio idee e giochi, ma soprattutto condivido l’amore per la magia.

Se invece penso al ruolo istituzionale di maestro, al mio “Albus Silente” personale, mi vengono in mente tre grandi artisti, ma soprattutto tre grandi uomini e amici, che si sono avvicendati in momenti diversi della mia crescita artistica: Enzo Pocher, che mi ha introdotto nel mondo della magia, Vittorio Balli con il quale ho fatto un grande cammino e Don Silvio Mantelli meglio noto come mago Sales, che ancora ora è uno dei miei punti di riferimento, e non solo per quello che riguarda la magia.

QUANDO E COME E’ AVVENUTO IL TUO PASSAGGIO AL PROFESSIONISMO?

Non c’è stata una svolta epocale è stata piuttosto una crescita continua.
Ho iniziato a fare spettacoli da bambino e in pratica ho sempre fatto il professionista, perché di fatto l’arte e la magia sono sempre state la mia principale fonte di reddito e di vita.
Molti artisti abbandonano il proprio lavoro e decidono di dedicarsi alla magia, io ho cominciato con la magia e con la magia continuo, anche ora che mi occupo di televisione. E proprio la televisione mi consente di continuare ad occuparmi della mia passione, di cui posso contagiare milioni di persone.

C’è una frase molto bella di una canzone di Fabrizio De Andrè che recita così: “pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra” e io credo che dalle mia dita debba per forza incominciare una bacchetta magia.

QUANDO HAI INIZIATO AD OCCUPARTI DI TELEVISIONE, COME AUTORE E PRESENTATORE?

La mia carriera di conduttore è iniziata con il canale satellitare “Marco Polo” e con “ZAP ZAP” un programma per ragazzi in onda su TMC. Sono poi passato a Canale 5 dove ho avuto la fortuna di condurre “Operazione Five” un programma dedicato alla storia delle reti Mediaset.

In contemporanea scrivevo i miei testi e i testi per alcuni programmi di Rete 4.
La sterzata definitiva della mia carriera la devo però a Michele Guardì che mi ha aperto le porte della sua famiglia, non solo televisiva, e mi ha permesso di lavorare con lui ad “In Famiglia” su RAI DUE.

Successivamente ho incontrato, per caso nei corridoi di Viale Mazzini, quello che io chiamo affettuosamente il “mio Capo”, ma che di fatto è il mio migliore amico: Gian Stefano Spoto.
Grazie a lui ho avuto la possibilità di crescere, di imparare e, grazie alla fiducia che lui ha riposto in me, di assumermi le prime vere responsabilità come autore di riferimento di un programma televisivo.

PARLACI DEL TUO PROGETTO “ARCANA” ANDATO IN ONDA SU RAIDUE.

Più che di un progetto, vi parlo di un figlio, di un amore senza fine. ArcanA è nata in mensa, parlavo con il “mio capo” che è il Vice Direttore di RAIDUE e, tra una leccornia e un’altra (?!?), gli ho raccontato l’aneddoto di Robert Houdin e della pallottola presa con i denti. Ho visto che la cosa lo appassionava e capiva che dietro ai lustrini e alle paillettes dei prestigiatori c’era un mondo da esplorare.
Anche se subito sottolineò che i giochi di prestigio, fini a se stessi, in televisione non avrebbero mai funzionato.

Tornato in redazione ho scritto il programma pensando di realizzare un documentario storico sulla magia, nel quale i giochi di prestigio erano l’esperimento di chiusura di un dossier, di un’inchiesta nei meandri dell’arte magica.

E dopo quasi tre anni di porte sbattute in faccia, come per magia, il programma è stato approvato.

L’obiettivo era, oltre di fare un bel programma, di dimostrare che la magia è un’arte, un’arte con una storia millenaria alle spalle e non un surrogato di varietà come purtroppo da molti viene considerata.

Il programma è andato benissimo, abbiamo avuto un incredibile successo di pubblico e di critica e credo che lo scopo che ci eravamo prefissi sia stato raggiunto.

IL TUO PROSSIMO IMPEGNO TELEVISIVO?

Sto già lavorando alla seconda edizione di ArcanA e poi collaborerò, come inviato, con Roberto Giacobbo in “Ragazzi c’è Voyager”, la versione pomeridiana di Voyager, il programma cult per tutti gli amanti della televisione d’autore.

CHE COSA RAPPRESENTA PER TE L’ARTE MAGICA?

La vita, grazie alla magia ho vissuto momenti, appunto, magici anche nella mia vita privata, grazie alla magia da anni faccio quello che per me è il lavoro più bello del mondo, il mio soprannome per i miei amici e per la mia squadra di pallavolo è “Mago”, non riesco a concepire la mia vita senza illusionismo e magia.

IL TUO SOGNO ARTISTICO?

Da piccolo andavo ai convegni del CMI a Bologna e mi sedevo sempre in fondo perché costava meno e non potevo permettermi di più. Allora il mio sogno era di riuscire, un giorno lontano, a sedermi in prima fila. Tre anni fa sono riuscito addirittura a salire sul palco e a condurre il Galà del Congresso Nazionale del CMI.

Ad oggi, dopo ArcanA, con due Galà di Abano alle spalle posso dire di essere un mago realizzato!!! Certo un’altra edizione di ArcanA e la conduzione del “Festival di Sanremo” sarebbero il giusto coronamento di una faticosa carriera!!!

Scherzi a parte, dal punto di vista magico mi piacerebbe prima o poi vincere un Gran Premio Fism, ma questo, lo so, è veramente un sogno impossibile.

CHE COSA CAMBIERESTI NELL’”ITALIA MAGICA”?

Ho sempre teorizzato che nel mondo dello spettacolo esistano 4 categorie di persone:

chi non ha mezzi e non si applica: la maggior parte dei praticanti la magia

chi non ha mezzi ma si applica molto: alcuni bravi semi professionisti che portano lustro alla magia.

Chi ha mezzi ma non si applica: alcuni geni che potrebbero raggiungere qualunque risultato ma vengono frenati dal loro stesso genio

Chi ha mezzi e si applica: i grandi, veramente grandi della magia

Se avessi la bacchetta magica vorrei vedere più artisti e meno improvvisati.

Quando un mago non funziona il sillogismo logico porta a dedurre che la magia in genere non funzioni:

Magic-man non funziona, Magic-man è un mago: la magia non funziona!

Non è vero!!! La magia, come ha dimostrato Arcana, attira eccome, deve essere però fatta con arte e con amore!

Purtroppo la presenza di attrezzi e i complimenti della zia hanno convinto molte persone di essere pronte a sfidare il palcoscenico, ma non è così.

Per equità, però, credo sia giusto che tutti possano trarre gioia dall’esibirsi in pubblico, forse si dovrebbe scegliere il contesto giusto: io gioco a calcio, ma non provo ad andare a giocare in serie A perché farei una figuraccia, insomma è solo una questione di contesti giusti.

Più realisticamente, non credo ci sia soluzione, a meno di non avere veramente una bacchetta magica.

PARLACI DEL TUO SPETTACOLO ATTUALE

“Non pensavo che la magia potesse essere divertente, almeno non così tanto divertente”. Questa è il più bel complimento che abbiano mai fatto al mio spettacolo e questo è soprattutto il mio obiettivo: far si che la gente si emozioni.

La durata è di circa un’ora, i primi 15 minuti sono dedicati alla magia classica, con fuoco e colombe, anche se presentati in modo estremamente moderno, con musiche particolari e con un ritmo molto veloce. Nella seconda parte di circa 45 minuti la parola diventa protagonista e ha inizio un viaggio in un mondo magico fatto di battute, di gag, di sorprese ma soprattutto di illusioni molto forti.

Quando termina lo spettacolo spero che il pubblico si sia divertito, abbia riso, ma soprattutto che abbia la sensazione di aver assistito a veri e propri miracoli.

QUALI SONO LE TUE LETTURE PREFERITE

Dal punto di vista magico amo Tamariz, Giobbi e mi hanno divertito molto i libri di Raul Cremona.

Le mie letture extra-magia sono invece più noiose, non leggo mai romanzi perché, sbagliando, mi sembra di perdere tempo e io ho l’ansia di avere troppo poco tempo da vivere comparato con tutte le cose che vorrei fare.

Leggo quindi libri ritenuti “utili” saggi, manualistica e biografie. Se devo consigliare un libro vi suggerisco assolutamente di leggere l’autobiografia di Benjamin Franklin, un vero capolavoro, molto difficile da trovare, però.

I SUGGERIMENTI PER CHI SI VUOLE AVVICINARE AL MONDO DELLA MAGIA

Cercate un circolo magico, vivetelo, respirate l’aria dei congressi, immergetevi nel mondo dei maghi. Iniziate a studiare e non iniziate a fare spettacoli prima di aver letto almeno 20 libri di magia (non note di conferenza, ma libri!!!).

Ma soprattutto, considerate una magia una bellissima donna, fedele ed innamorata, una donna meravigliosa che può cambiare la vostra vita e farvi risultare affascinanti e misteriosi. Una donna così non va però tradita, va coccolata e amata.

Se aveste una donna così andreste ad umiliarla in giro raccontando i vostri segreti? Per lo stesso motivo non svelate mai i segreti della magia.

UN SEGRETO SVELATO SOLO PER NOI DI SUPEREVA.IT+

Mi chiedi di contraddirmi immediatamente!!! Durante l’ultima puntata di ArcanA ho ringraziato pubblicamente una persona misteriosa e in molti mi hanno chiesto chi fosse.
Vi posso confessare che è una persona interna RAI che ci aiutato disinteressatamente, con tutto il cuore e senza averne nessun vantaggio perché ha creduto, fin dall’inizio, nel nostro progetto, e di questo Le sarò per sempre grato.
Ma voglio fare di più, vi voglio svelare i due grandi segreti del successo:

1) non dire mai tutto quello che si sa
2) …

Commenti dei lettori

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  • Silvana Gatti

    09 Jul 2009 - 08:58 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ho avuto la fortuna di conoscere Walter tanti anni fa, quando conduceva un programma su una rete televisiva piemontese. Ho da subito apprezzato la sua sincerità e la sua semplicità, ed ho subito intuito che questo suo carattere amabile lo avrebbe portato lontano, perché Walter segue la voce del cuore, e quella non sbaglia mai, ti guida per mano e ti porta al traguardo, perché la voce interiore è la stessa che guida un artista sulle strade impervie dell’arte, perché un conto è fare arte-mercato, un altro arte vera, quella con la quale l’anima si esprime: e questo è il caso di Walter e dei grandi artisti.