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  • La Cucina delle Sirene di Francesco Aiello

    E' con immenso piacere che ospito nella mia rubrica, un articolo dedicato ad una gran bella pubblicazione dal titolo "La Cucina delle Sirene" curata dal mio illustre compaesano, Francesco Aiello

  • Gli Struffoli di Lello Bracale

    Lello Bracale, e' uno dei massimi esperti di linguistica e cultura napoletana, e, grazie a lui ci addentriamo, nello specifico, visto che di questo dolce di natale abbiam piu spesso parlato nella nostra rubrica, dell'origine non solo etimologica

  • Folarielli sorrentini

    Queste squisitezze, a Natale si portano in tavola insieme al cesto della frutta secca che a Napoli si chiamano sciòsciole, e sono costituite da noci, noccioline, arachidi e frutta secca in genere, insomma la "botta" finale a conclusione delle luculliane cene natalizie.

  • Tatù ovvero Pullece e’ monaco

    Ricetta tipicissima di Castellammare di stabia, del periodo natalizio, di cui non ero a conoscenza, o meglio nei miei ricordi d'infanzia c'erano dei dolci simili, ricoperti di glassa al cioccolato o bianca, che mia madre chiamava "pulicini" o "castagnelle" ed etimologicamente non son cosi distanti da i "Tatù" o "pullece e' monaco"

  • 'o Suffritto

    Il Soffritto di maiale (polmone, trachea, cuore e milza). A Napoli erano molte erano le venditrici di "zuffritto" . Di solito erano casalinghe che, per arrotondare e guadagnare qualcosina, la mattina presto preparavano fuori dell'uscio del "vascio" la fornacella " dove veniva cotto in un gran pentolone. I lavoratori piu' mattinieri portavano la cosiddetta " capa e pane" e se la facevano imbottire con il suffritto in cambio di poche lire.

  • Per e Muss

    In Campania le zampe ed il muso di maiale sono conosciuti con il termine dialettale di "per' e 'o muss" e, solitamente sono venduti già pronti da mangiare, nelle varie macellerie o su camionette in cui talvolta fa una macabra mostra di se la testa del maiale corredata da una coreografica decorazione di limoni. in condizioni igieniche a volte insufficienti, Spesso mischiati con la trippa, sono lessati e conditi con succo di limone e sale, sono considerati, da molti, alla stregua di una vera e propria leccornia.

  • Taralli "'nzogna e pepe"

    I taralli sugna e pepe sono una intramontabile prelibatezza della gastronomia partenopea, da annoverare nella categoria dei cosidetti "sfizi" e ancora oggi c'e' l'usanza di acquistarli a Mergellina, nei chioschetti sul lungomare, e sgranocchiarli in un "cuppitiello" di carta passeggiando con la vista sul Vesuvio da un lato e Posillipo dall’altra...

  • La scazzetta al Caffè di Pasquale Schettino

    Ritroviamo Pasquale Schettino, pasticciere del Crowne Plaza Hotel di Castellmmare, che ci propone la sua versione della scazzetta al caffè.

  • Scazzettine al Caffè

    Abbiamo parlato della famosissima "Scazzetta del Cardinale" dolce di cui i salernitani vanno fieri, poiche' come si racconta, nato nella famosa pasticceria Pantaleone, ma di questo dolce anche se in versione "pasticcino" e non torta, ce ne e' una al caffè.

  • La scazzetta del cardinale dolce tradizionale campano

    La scazzetta del Cardinale, è uno dei classici della pasticceria campana, il perche' di questo nome? Ma e' semplicissimo il dolce e' di colore rosa, utilizzando quali ingredienti principali le fragole, e quindi richiama il colore del copricapo degli alti prelati, che in napoletano viene chiamato "Scazzetta"

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