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La Cicoria

Storia, curiosita' e ricette

Cicoria – Cichorium intybus L.
Conosciuta comunemente come: catalogna, cicoriella, cicoria selvatica, erba fina,insalata matta, radice amara, radicchio, scarola, famiglia delle composite.

La pianta ha molte varietà, può essere annuale, biennale o perenne ed alta fino ad 1 metro, il fusto é rigido, ramificato, angoloso e talvolta cilindrico alla base e angoloso nella parte alta, le foglie, le basali hanno una disposizione a rosetta, oblunghe e profondamente dentate, con una nervatura centrale molto marcata di colore bianco o rossastra a seconda delle varietà,i fiori sono di colore celesti-azzurri, i frutti (acheni) di colore biancastro,con un ciuffo di peli apicali.

Nasce nei campi incolti e nei terreni asciutti fino a 1600 m di altezza. Esistono molte varietà coltivate; la cicoria catalogna si semina in semenzaio a luglio-agosto, si trapianta in ottobre e si raccoglie fra l’inverno e la primavera. Per le altre varietà, se si acquistano le bustine di semi selezionati, occorre seguire le norme colturali riportate sulle istruzioni.

Parti da utilizzare: le foglie, i fiori e la radice.

Quando si raccoglie: le foglie si raccolgono prima della fioritura, che avviene da maggio fino a settembre, i fiori durante il periodo di fioritura, le radici in autunno.

Come si conserva: le foglie si utilizzano fresche; i fiori si lasciano essiccare all’ombra in luogo ventilato, poi si staccano dai rametti e si conservano in sacchetti; le radici si conservano essiccate e anche tostate a seconda dell’uso che se ne vuole fare in barattoli di vetro o sacchetti di tela.

La cicoria (volgarmente conosciuta anche con il termine un po’ ingeneroso di «bruttona», per il suo aspetto non particolarmente attraente) è una pianta apprezzata da millenni: per le sue virtù medicinali è addirittura citata nel celebre papiro egiziano Ebers, di «appena» seimila anni fa.Originaria del bacino del Mediterraneo, porta un nome così antico che non se ne può rintracciare la provenienza e tanto meno il significato: kìchora la chiamavano i greci, che ne apprezzavano le grandi virtù terapeutiche. Dioscoride, nella sua opera, la raccomanda per i disturbi di stomaco, e soprattutto nei casi in cui il processo digestivo necessiti di essere tonificato. A Roma furono Plinio e Galeno a lodare la pianta: Galeno la diceva soprattutto «amica del fegato» e Plinio le attribuiva preziose virtù rinfrescanti.

Nelle credenze popolari germaniche era invece considerata una pianta magica, attraverso la quale si poteva provare il piacere dell’amore, spezzare incantesimi, diventare invisibili e invulnerabili. Per ottenere questi effetti era però necessario dissotterrare la radice nel giorno di San Pietro e Paolo, avvalendosi di un pezzo d’oro o delle corna di un cervo.

Fin dal XVII secolo la cicoria è impiegata per usi alimentari, e ancora oggi alcune varietà della pianta sono comunemente coltivate. A partire dal XVII secolo fu usata anche come surrogato del caffè. Curioso a questo riguardo è l’episodio del blocco continentale operato da Napoleone nel 1806 che, vietando ogni importazione di prodotti provenienti dall’Inghilterra e dalle sue colonie, contribuì a diffondere l’uso del caffè di cicoria. Dopo la soppressione del blocco, la pianta cadde nuovamente in oblio: durante le due guerre mondiali tornò però drammaticamente «di moda», vista la penuria di molti generi alimentari.

La cicoria e’ una verdura molto saporita, spesso

amarognola, ma non infastidisce, e viene servita sia cotta che cruda. Quella più giovane é particolarmente indicata per l’insalata, mentre le altre possono essere lessate e condite con olio, sale e limone, in tempi di dieta !!!.

Le ricette che vado a proporvi sono 2, e facilmente

realizzabili, specie per chi non ha molto tempo in cucina.

Le fonti, non son ricettari ma 2 cari conoscenti:

La prima Cicoria, patate e salsicce, da me ribattezzata “l’intingolo del professore” é frutto dell’estro creativo del prof. Paolo Levi Sandri , amico di IHU ( It.Hobby.Umorismo) che a

modo suo ritiene di saper cucinare, diciamo pure che la mia versione é una versione riveduta e corretta, anche perché l’infedele utilizza la
cicoria surgelata, “strascicando” il tutto in aglio olio e peperoncino

L’altra ricetta e’ di mio zio Gaetano .

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