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Il peperone

Tutti i segreti di questo coloratissimo e profumato ortaggio, utilissimo nelle diete anche se non dei più digeribili.

In Europa il colore predominante sulle tavole medievali era
il verde, per quanto riguarda i cibi vegetali.

Il colore rosso non compariva mai, perche’
il pomodoro giunse in Italia dopo la scoperta dell’America.

Lo stesso dicasi per il peperone, oriundo
dell’America centromeridionale.

I primi peperoni erano solo quelli piccanti, di forma allungata, provenienti
dall’India, non apprezzati dai buongustai dell’epoca.

Il paziente lavoro di selezione dei botanici e degli articoltori ha consentito
la produzione delle varietà dolci che oggi sono tra le più richieste.

I peperoni sono ortaggi adatti all’alimentazione infantile, perché il sapore più
o meno marcato è dovuto a una sostanza (capsicina) dotata di azione
irritante delle mucose.

Conviene darli crudi, gradatamente e a piccole dosi, dopo i 10 anni, oppure
cotti al forno dopo aver eliminato la sottile buccia esterna e i semi scegliendo
le varieta’ meno piccanti.

Il peperone è un ottima fonte di vitamina C, potrebbe essere largamente
usato se non fosse di difficile digestione per gli stomaci delicati. Nei
peperoncini piccanti la vitamina C sale a 229 mg, è anche vero
che i peproncini piccanti si usano a piccole dosi anche nell’alimentazione dell’adurlo,
di norma e così, poi c’é sempre il solito esagerato, che ne aggiunge così
tanto fino a coprire il sapore della pietanza :-)

Eccetto il contenuto elevato di vitamina C i peperoni non presentano
altre risorse degne di nota dal punto di vista nutritivo. E’ interessante il
basso contenuto calorico, paragonabile alla lattuga: di conseguenza non crea
problemi nei regimi dimagranti, se è gustato con pochi condimenti e grassi.

Nei mesi estivi si usa prepararli come conserve da utilizzare nelle stagioni
invernali (se riescono ad arrivare a quel periodo :))) a casa mia non succedeva
mai :-), a volte nella preparazione di queste squisitezze non vengono adottate
tecniche idonee.

Ebbene ricordare che, l’errore più pericoloso che si verifica nelle conserve
fatte in casa nella particolarità delle preparazioni  che vengono
conservate sott’olio, è che l’olio non ha alcuna funzione battericida. I cibi
si possono conservare benissimo con questa tecnica, però è utile un
trattamento preventivo col calore, in modo che il numero di microrganismi
presente diminuisca notevolmente.

L’olio ha solamente la funzione di impedire il contatto con l’ossigeno
dell’aria: ci sono però dei microbi, un pò  fetentielli(anaerobi)
che possono vivere e svilupparsi anche in assenza di ossigeno. Il bacillo
botulino,
pericolosissimo, è uno di questi. In Italia, come in altri paesi
industrializzati, quasi tutti i casi di botulismo son dovuti a ingestione di
prodotti conservati in casa, senza le dovute precauzioni. Quindi gli alimenti
vegetali, come i peproni, debbono essere bolliti in aceto e acqua prima di
essere immersi nell’olio. Ogni anni si verificano decessi per questo banale
errore di tecnica culinaria.

Ed allora siate previdenti meglio un nocillo in più che aiuta la digestione.

(Liberamente tratto da: “Tutti i Cibi dalla A alla Z” di Rosario Pellati
- Guida ad una alimentazione sana e corretta -  Ed. Oscar Guide Mondadori)

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