Sapa, Saba e Vincotto
Alcuni lo chiamano miele d’uva.
Conosciuta anche al tempo dei romani (latino sapa) e gli spagnoli saba che la usavano al posto del miele.
L’Ariosto scrive nelle sue satire
- dice anche D’annunzio.
In Sardegna la Sapa è molto diffusa e si consuma come dolce, come bibita mista ad acqua, nella preparazione dei piatti ed é anche un ottimo ricostituente per i bambini, presa un cucchiaio al mattino appena svegli.
Ingredienti:
Uva - chiodi di garofano - pezzetti di buccia di limone - un bastoncino di cannella e nella versione pugliese anche qualche fico secco.
Esecuzione:
Lavate con cura l’uva, possibilmente nera, sgranatela e poi mettetela su un panno pulito ad asciugare.
Per la cottura sarebbe indicato il “paiolo” ma in alternativa occorre una pentola grossa.
Passatela dunque in un paiolo e schiacciatela con le mani. Coprite e lasciate riposare per un giorno.
Colate attraverso una garza e poi mettete a bollire a fuoco lento con qualche pezzetto di buccia di limone, qualche chiodo di garofano e la cannella.
Bisogna star attenti che non si attacchi al fondo del recipiente perciò occorre rimestare spessissimo e delicatamente. La colorazione del mosto cotto o della sapa e molto scura somiglia al caramello.
Sarà pronto quando il liquido, bollendo si é ridotto tanto da rimanere solo un quinto del mosto originario, da ogni 5 litri di mosto filtrato si ottiene un litro di mosto cotto.
A parte preparate delle bottiglie pulite, di vetro pesante scure. Versatevi il mosto dopo avere eliminato i chiodi di garofano, la cannella e la buccia di limone.
Chiudete con un tappo che tenga perfettamente. Conservate in un posto fresco ed asciutto.

Angie








