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La Minestra Maritata

Viene detta anche pignato grasso o menesta cu' nu parmo e grascio, ed è una lontana parente della spagnola "olla podrida" E' un piatto popolare, elaborato con ingredienti poveri, ma trasformato con raffinata sapienza.

Zuppa tradizionale ed antica del territorio campano, che ogni paese interpreta a suo modo, rivendicandone la paternità.
E’ un piatto ricco e sostanzioso in cui in cui carne e verdure si “maritano” da cui la denominazione che deriva proprio dal “matrimonio” tra i due ingredienti : ricca di verdure a foglia e carni, anticamente veniva cotta in una pignatta sul fuoco del camino.
Nell’Isola d’Ischia viene tradizionalmente preparata per il giorno di Santo Stefano, ma nell’area napoletana e casertana trova una sua collocazione nel pranzo pasquale.
La ricetta della minestra maritata col passare del tempo ha subito delle variazioni ove alcuni ingredienti sono stati eliminati o modificati perche’ sempre più rari da reperire in commercio.
Ma tuttavia, durante le festività tradizionali, nei mercatini rionali di Napoli ancora vi è la possibilità di poter acquistare le verdure tipiche per prepararla: cicoria, piccole scarole (scarulelle), verza e borragine, che ne conferisce una nota amarognola. In qualche variante si usa anche la catalogna.
La carne è tipicamente di maiale, con tracchie, salsicce e altri tagli.
Nella tradizione più antica al posto del pane tostato venivano usati gli scagliuozzi, tipiche frittelle di farina di mais fritte dalla forma arrotondata, che venivano adagiate sul fondo del piatto.
Come tutte le ricette tradizionali anche questo piatto possiede delle varianti, quella cinquecentesca del Marchese G.B. Del Tufo prevede, la mescolanza, di salsicce di vario tipo, sopressate, pancetta, prosciutto, muso di vitello, piede di porco, carne secca, un orecchio, formaggio, finocchi ed anice, mentre in un altra ricetta del 1600 utilizza “un pezzo di carne di giovenca grassa, un cappone imbottito, una gallina paesana, un  salsiccione, una fetta della parte genitale della scrofa, 4 capi disalsicce cervellate, un pezzo di cacio nostrano, ossa mastre, spezie e foglie scelte nelle più tenere cime.
Questa, è una versione più moderna.

La Minestra Maritata (menestra maritata)

Ingredienti:
- gr. 500 Mascariello (guanciale) e orecchio di maiale freschi
- gr. 400 tracchie di maiale
- 1 osso di prosciutto
- gr. 150 guanciale magro salato
- gr. 100 lardo
- mezza verza- cappuccia
- gr. 500 - scarolelle
-  2 spicchi d’ aglio
- croste di parmigiano
- qualche pezzetto di caciocavallo
- peperoncino rosso
- mazzetto aromatico
- sale q.b.
Esecuzione:
Bollite il “mascariello” e l’orecchio di maiale passateli sulla fiamma,  dopo averli asciugati per eliminare i peli.
Rimetteteli nella pentola con l’osso di prosciutto, il guanciale magro ed il mazzetto e fateli cuocere.

Tagliate le carni a pezzetti, dopo aver spolpato gli ossi e metteteli in  una terrina.
Quando il brodo di cottura che avrete messo da parte, sarà raffreddato,  sgrassatelo e rimettete la pentola sul fuoco.
Cuocete metà  delle verdure in acqua leggermente salata e, dopo averle sgocciolate, calatele nella pentola del brodo, con le croste di  parmigiano, il caciocavallo secco tagliato a pezzetti l’aglio e il  peperoncino.
Completate la cottura delle verdure e aggiungete i pezzetti di carne, che in precedenza avevate messo da parte, aggiustate di sale.

Commenti dei lettori

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  • robertino

    09 May 2009 - 19:51 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ma la minestra ammaritata (si scrive cosi’) non si fa a Natale ????
    Avisss scagnata a’ stagione ????
    Fossi in te metterei pure la ricetta del capitone !!!!!
    :-))
    Roby

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