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La Gastronomia del Trentino Alto-Adige

Il Trentino non e mai stato un territorio ricco. I contadini della zona di Trento del lago di Garda, messi costantemente in ombra dal fertile Alto Adige, hanno sempre dovuto lottare per sopravvivere, per trarre faticosamente dall’arido terreno il necessario per il proprio sostentamento.

La gastronomia del Trentino Alto Adige

 
Il Trentino non e mai stato un territorio ricco.

Poiché una volta si dava poca importanza al benessere fisico,
praticamente non vi erano specialità regionali. Si era contenti  quando si riusciva a sfamare la famiglia e, presso i modesti focolari contadini,non c’era posto per esperimenti culinari. La situazione sarebbe però mutata radicalmente nel 1550 con la convocazione a Trento del Concilio ecumenico; questo avvenimento storico portò anche al risveglio dell’attivitàgastronomica locale da un sonno centenario.

Gli alti dignitari ecclesiasticisi trasferirono in quella cittàcon il proprio seguito di abili cuochi e, poiché il Concilio durò
alcuni anni, le loro raffinate ricette furono via via adottate anche dagli chef trentini, che dai “cuochi cclesiastici” copiarono soprattutto quelle relative alla preparazione dei pesci d’acqua dolce. Purtroppo di questi segreti gastronomici d’importazione ne è stata tramandata
solo una minima parte, tra cui vi sono però piatti quali gli gnocchi alla ricotta e il pollo ripieno alla trentina. Oltre all’influsso dovuto al Concilio la cucina trentina si avvalse del contributo di quella della Repubblica di Venezia e di quella degli Asburgo.

La cucina dell’Alto Adige vanta invece tutt’altra tradizione.
Affonda le proprie radici nelle specialità alpine e s’ispira all’Europa nordorientale, come dimostrano i numerosi elementi di origine slava, austriaca e ungherese.

Il gulasch è per esempio il piatto della domenica per eccellenza e anche gli innumerevoli strudel e piatti a base di farina ricordano
la monarchia austro-ungarica. Anche le patate, il cavolo e gli gnocchi, o canederli, occupano un posto d’onore nella maggior parte dei menu.

I cavoli, per lo più chiamati crauti dagli abitanti di lingua italiana del Trentino, vengono raffinati con lo strutto e, a tutt’oggi, molte famiglie li mettono personalmente sotto sale.

I canederli vengono ricavati dal pane raffermo e serviti come contorno. Anche ingredienti diffusi in tutta Italia quali pasta, pomodoro e olio d’oliva hanno trovato una propria collocazione ed è proprio tale pacifica coesistenza a rendere così interessante la cucina
di questa regione alpina.

Tratto da Specialità d’Italia -
Le regioni in cucina - Culinaria Konemann

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