On the radio parlando di cucina tunisina

Parlero di cucina tunisina su radioblu vi e' la possibilita di ascoltare il programma condotto da Daniela Lami anche via &#nbsp; internet il tutto con la collaborazione di Cookernet ideato e gestito dai miei amici Marco e Barbara. &#nbsp;

La cucina tunisina è un’esplosione di gusti, sapori e colori, è molto
varia ed e’ arricchita da un grande utilizzo di spezie come l’anice, la
ment
a
ed il cumino. Il “cous cous” e’ il  piatto nazionale e lo si
può gustare a base di carne di agnello oppure di pesce,  il “bric”
e’ una speciale pasta composta da  sottili sfoglie di pasta imbottite con
tonno e uovo, alle verdure, e anche dolci con l’utilizzo di mandorle pistacchi e
frutta secca. La 

 

Harissa è una specialità tunisina ma diffusa oramai in tutto il mondo
arabo. preparata con  un impasto di peperoncino fresco
e di aglio e olio d’oliva E  ricordiamo ancora la  “Chorba” una
zuppa di  verdure con carne d’agnello o manzo e spaghetti; Il  ”Tajine”che
puo’ essere preparata sia con

pollo
che con
agnello
  e naturalmente tante verdure,  il
“Chakchouka”, un tipo di peperonata con spezie e uova. Non mancano vari
tipi di pesci che si accompagnano con pomodori e peperoni.
La frutta locale offre i migliori datteri in
circolazione, oltre a fichi d’india, meloni, arance succosissime, fragole e
angurie. A fine pasto si beve tradizionalmente il thè alla menta, aromatizzato
con pinoli e servito caldissimo.

I liquori nazionali, originali e da non perdere, sono la “boukha”,
un’acquavite
di fichi e il thibarine digestivo a base di datteri.
La preparazione di quest’ultimo, non e’ delle piu’ raffinate, Nassel il mio amico tunisino che vive qui mi ha spiegato che i datteri vengono “masticati” eppoi messi a macerare in alcool. Il digestivo piu’ e’ “vecchio” piu’ e pregiato e piacevole, paesi che vai, usanze che trovi :-))
Tra gli ottimi vini
prodotti in particolar modo nella regione di CAP BON, rosè o rossi,
ricordiamo il Coteaux de Carthage, Tyna, Magon, Gris de
Tunisie
; tra i bianchi il Moscato di Kelibia.

Per quanto riguarda le bevande, sono diffuse le bibite più comuni; la birra
locale (“Celtia” è la più diffusa) costituisce una inaspettata e gradita
sorpresa. Birra, liquori e superalcolici esteri, serviti soprattutto negli
hotel, sono assai cari. Abbondante è il consumo di frutta e soprattutto
dei dolcissimi datteri.
I dessert, solitamente molto zuccherati, sono a base di semola e variamente
aromatizzati: al fiore di arancio, alla mandorla, al pistacchio, al dattero o al
miele. Un vino delicato accompagna ogni pasto. Tra le bevande più diffuse, il té
aromatico alla menta e il caffè turco dall’aroma spesso
profumatissimo. Il tè alla menta è un vero e proprio rito: i tunisini sono
soliti berlo caldissimo, anche se le temperature esterne superano i 40°.

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