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"U SFINCIUNI palermitano"

lo sfincione è l'equivalente siciliano della pizza napoletana. E' caratteristico del periodo natalizio e nasce dalla necessità, da parte della cucina povera, di non presentare per la festa il solito pane ma qualcosa di diverso in una veste intonata alla circostanza.

L’origine della sua struttura è probabilmente araba, mentre il
nome gli è stato attribuito in Sicilia.

Nell’isola, infatti, si definisce sfincia qualcosa di soffice come recita il detto: “E’ modda come na’ sfincia” (e’ morbida come una sfincia).

Molte le varianti, soprattutto ad Agrigento e a Mussomeli.

Si dice che lo sfincione sia stato inventato dalle Suore del monastero di S. Vito a Palermo.

Ingredienti: per 4 persone:

- 1 chilo di pasta di pane,

- olio evo,

- 500 grammi di pomodori pelati

- 100 gr. di caciocavallo,

- 2 acciughe salate (o sott’olio),

- 3 cipolle bianche,

- sale e pepe,

- pangrattato

Esecuzione:

Acquistate dal fornaio (o fatevela) la pasta di pane levitata.

Spianatela e sistematela in una teglia ben oliata. A parte schiacciate con una forchetta o altro i pelati e quando si forma un poltiglia acquosa aggiungete
il pangrattato per addensarla un po’ (come per la salsa della pizza in pizzeria) ed aggiungete la cipolla affettata sottilmente o grattuggiata.

Cospargete la pasta di pane con questa salsa ed aggiungete l’acciuga fatta a pezzetti e il caciocavallo parte grattugiato e parte a listerelle, quindi salate, pepate e oliate. Nel frattempo accendete il forno e mettetelo a 260-280 gradi
e quando avrà raggiunto la temperatura introducete la teglia con lo sfincione.

Fate cuocere per 35 minuti circa. Sfornate, condite con olio crudo evo a filo e servite caldo. Attenzione, il risultato deve essere una cosa sofficissima leggermente
tostato sul fondo e ai bordi.

Nota: Anche qui per caciocavallo si intende quello ragusano (*u’ scaluni* di tombolini), si puo’ sostituire con quello classico a caciotta che pero’ deve essere molto stagionato e salato. Si potrebbe usare anche il pecorino, ma il sapore cambia leggermente.

Questo piatto in Sicilia si utilizza per le tre veglie classiche del mese di dicembre: la Madonna, Natale e S. Silvestro.

E’ pure uso, per rompere il gusto molto deciso, ma un po’ pesante (acciughe, cipolle e caciocavallo), di preparare altre teglie dette di pizza, dove al posto di cipolla, acciughe e caciocavallo si mette un po’ di tutto come nella pizza:
mozzarella, wurstel, olive, carciofi, prosciutto, salame,

formaggi vari …………

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