Uno
dei più classici dolci torinesi, e lo zabajone, La ricetta si deve al
frate francescano Pasquale de Baylon, ospitato nel Cinquecento
nella chiesa di San Tommaso. Di Pasquale de Baylon, i biografi
raccontano che durante le sue esequie, al momento dell’elevazione dell’ostia e
del calice, il frate già irrigidito dalla morte, abbia riaperto gli occhi per
fissare il pane e il vino della mensa eucaristica, e rendere così l’ultima
testimonianza del suo amore al divino sacramento. Baylon, oltre ad essere
un uomo di chiesa, era anche un cuoco sopraffino, e alle penitenti che si
lamentavano della scarsa vivacità dei consorti, consigliava una particolare
ricetta fatta con uova e vino. Così nacque la prelibatezza: 1 tuorlo d’uovo, due
cucchiai di zucchero, due gusci d’uovo di vino marsalato, uno d’acqua.
Diventanto Santo nel 1690 venne dunque chiamato “san Bayon”
(pronuncia: sambaiun) e da qui l’etimologia della golosità. Dal 1722
San Pasquale de Baylon è protettore dei cuochi.
Pasquale de Baylon fu fatto santo dopo la metà del ‘600, durante
il pontificato di Alessandro VIII, entrò nella leggenda, perché il suo
nome fu dato alla ricetta della “calda” bevanda, che in dialetto torinese era
chiamata “San Bayon”.

Angie








