I Krumiri

I krumiri sono dei biscotti fatti con farina di frumento la loro caratteristica è quella di conservarsi a lungo, mantenendo la freschezza ed il profumo, e si possono servire a pranzo, accompagnati da caffè o da il thè.

 

Si dice che questi biscotti, caratteristici di Casale Monferrato, prodotti secondo un’antica ricetta del 1878, siano un omaggio al primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II (il Re Galantuomo), morto proprio in quell’anno. Il re aveva i “baffi a manubrio” e questi biscotti furono creati proprio con quella forma.

Non si hanno notizie certe su che cosa, in realtà ne abbia ispirato il nome; chi parla di un liquore,  chi di soldati algerini.
Probabilmente entrambi, infatti le cronache di quegli anni riportarono l’episodio di una carovana europea soccorsa da una tribù beduina, i Krumiri appunto in possesso di un misterioso, balsamico elisir.
II Krumiri vennero creati, a Casale Monferrato, da Domenico  Rossi nel 1878.
E’ appunto il signor  Domenico Rossi, pasticciere in Casale, che li inventò tra le mura del Caffè un tempo più amato dai Casalesi che pare si chiamasse il “Bottegone”, situato nel centro della città in Piazza Mazzini.

Qui si dava appuntamento il fior fiore della società cittadina del tempo, dagli studenti ai magistrati, dai giornalisti ai 

notabili.

Qui Domenico Rossi trascorreva le sue serate sorseggiando il “krumiro” un liquore di gran moda. Una sera, Rossi ed i suoi amici, dopo il  Bottegone decisero di concludere la serata nella pasticceria di Via Paleologi dove il pasticciere impastò innanzi a loro dando sfoggio della sua bravura, e così… impasta, ….e impasta…e impasta, tirò fuori quello che ancor oggi viene considerato un grande frutto dell’ingeniosa arte pasticciera.

L’inno ai Krumiri, scritto quasi a centanni dalla nascita, era il 1886 da Ottavio Ottavi, forse eccessivamente 

grondante di retorica, ma figlio del suo tempo, sintetizza ancora bene la piacevolezza di questo dolce divenuto simbolo della città.

In più di un secolo il marchio è passato in tre mani, ma I Krumiri di Domenico Rossi divennero rapidamente popolari, e fu grazie alla qualità stessa ed al talento imprenditoriale del loro creatore che giunsero premiati con la medaglia di bronzo all’Esposizione Universale di Torino nel 1884.

Tra il 1886 ed il 1891 il Rossi ricevette i Brevetti di Provveditore delle Case dei Duchi d’Aosta, di Genova e della Real Casa d’Italia i cui rispettivi stemmi sono a tut’oggi presenti sulle scatole di Krumiri.

Nel 1953 1′azienda di Domenico Rossi venne rilevata da Ercole Portinaro, e fu grazie al figlio, Romolo, che i Krumiri Rossi conobbero maggiore notorietà; abbandonando così quel ruolo di fenomeno locale al quale, nonostante i numerosi riconoscimenti, furono fino ad allora relegati. Ed oggi sono Dorotea ed Anna Portinario, moglie e figlia di Romolo, che custodiscono gelosamente la tradizione del loro baffuto concittadino, Domenico Rossi.

 

La bottega dista ancora pochi metri dal luogo dove i biscotti curvi videro la luce. I profumi che il forno rilascia all’esterno durante la cottura funzionano come una macchina del tempo.

 

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