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La puttanella light del Cuciniere Mascherato

...e ritroviamo ancora lui, Zozzo, il cuciniere mascherato, un uomo, un mito, non dubitate della sua esistenza...vi assicuro che non e' solo virtuale, e e solo lui conosce l'antica arte della seduzione.

 

 

 

Puttanella Light

 

 

Il Cuciniere Mascherato non dorme mai.
Specie quando invita una Signora a cena.
E che prepara?
Tenendo conto che ‘sto povero diavolo, che cela la affascinante identità segreta di Zozzo (il suo Diego delle Vega, insomma) non fa il proprietario terriero nella ubertosa California del sud, ma il metalmeccanico nella torpida Campania Saudita?
Una ricetta veloce… e pensando all’imminente rendez-vous il prode Cuciniere pensa…

Pensa (chissà perché): la pasta alla puttanesca.
Buona! Dalle mie parti si fa bella densa e rossa, con le olive nere ed i capperi annegati nel pomodoro, e la si fa cuocere almeno un’ora. Insomma:quasi un ragù alla donna perduta.
Che, poi, chissà perché le chiamano “perdute” queste donne qui.
Io direi “trovate”, visto il numero di colleghi maschietti che le cercano e le trovano.
Sull’elenco del telefono, sugli annunci economici, agli angoli di certe strade….
Insomma: e se ad uno gli piacciono light, le donne “perdute” (e dài!). Nel senso non dell’età ma delle “professionalità”: una che con te ci viene perché:

 Sei il suo Capo
 Spera di ricevere un regalo (SA che lo riceverà…)
 Sei il suo Professore di chimica (era l’unica maniera in cui pensavo di passare l’esame, all’Università: ma lui era maschio, convinto e praticante…poi, l’esame, me  lo  dettero coi punti: ne avevo fatti 29, me ne toccava, evidentemente, uno in omaggio…)
 Ritiene che, se te la dà, poi tu te la sposi (e tu non sei povero)
 E tanti altri nobili scopi (pronunciate bene:con la “o” chiusa di corso…. Se no, si capisce tutta un’atra cosa…)

In questi casi, ragazzi, occorreva inventare una pasta alla “Puttanella light”: detto fatto…

- 300 grammi di pomodorini del mazzo
- Capperi (sotto sale, anche non sciacquati: basta pulirli grossolanamente con un canovaccio e non correte il rischio che l’olio bollente vi schizzi addosso, per gocce d’acqua residue)
- Olive di Itri (ma voi dite pure di Gaeta: l’origine è una diatriba solo basso-laziale)
- Due acciughe sott’olio
- Aglio 2 spicchi e prezzemolo fresco
- Peperoncino (se la fanciulla “trovata” è gagliarda e voi siete giovani, può anche non servire: negli altri casi è meglio tenerlo pronto. Anche perché il viagra, negli ingredienti, non lo si può proprio mettere…)
- Spaghetti q.b. (100g a testa, normalmente. Però….)
- Olio extra-vergine (l’unico, qui, per il quale tale caratteristica è desiderabile…)

Esecuzione:

Soffriggete uno spicchio d’aglio nell’olio, appena è biondo (NON castano: biondo!) aggiungete le acciughe, farle quasi consumare ed infine  capperi sotto sale. Due minuti e la metà delle olive nere (snocciolate, mi raccomando: il dentista è esoso ed a tavola non sai mai dove mettere i noccioli).
Quindi i pomodori. Cuocete per tre o quattro minuti a fuoco vivo col tegame coperto (sì, tegame: qualcuno pensava di usare una pentola? Bleah!)
Scoprite ed assicuratevi che i pomodorini siano dolcemente sfatti, ma non mosci (qui le cose mosce servono a poco).
Aggiungete il secondo spicchio d’aglio spremuto e togliere il primo. Sì, ‘o biondo!
Aggiungete il resto delle olive. Schiacciarle un po’ con il mestolo, per far uscire un po’ di sugo e, quindi, insaporire il sugo.
Calate la pasta ed attendere la cottura, sorvegliando il bollore: che non manchi; all’acqua, se non altro…
Servite con il peperoncino a pezzetti, ma non macinato a parte, ed una sventolata di prezzemolo crudo tritato.

NON dire alla Signora che avete invitato:
“l’ho cucinato pensando a Te!”

So che a lei pensavate.
Ma temo che, poi, non ve la dia più: sono di un suscettibile….

 

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