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L'assenzio

Chiamato anche Fata verde, è un liquore alcolico derivato da erbe quali i fiori e le foglie dell'assenzio - Artemisia absinthium.

assenzio, fata verde

Vermouth (vermut in tedesco significa assenzio), l’Assenzio è un liquore alcolico derivato da erbe quali i fiori e le foglie dell’assenzio, Artemisia absinthium.
La Scuola Medica Salernitana lo consigliava per prevenire mal di mare.

Ebbe notevole popolarità in Francia a causa dell’associazione con gli scrittori ed artisti parigini del Romanticismo alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, fino alla sua proibizione nel 1915.
La marca di assenzio più conosciuta nel mondo era la Pernod Fils.
In erboristeria si utilizzano le foglie e le sommità fiorite. Le foglie si raccolgono da marzo a luglio.
Le sommità fiorite in luglio-agosto, recidendo i fusti qualche centimetro sotto la fioritura. Si essiccano all’ombra e si conservano in sacchetti di carta.
L‘assenzio ha proprietà toniche, aromatizzanti, aperitive, digestive, emmenagoghe, vermifughe e febbrifughe.
L’infuso, molto amaro, si ottiene tenendo in infusione per dieci minuti da 5 a 15 g di foglie e sommità in un litro di acqua bollente.
Se ne bevono due tazze al giorno, prima o dopo i pasti come aperitivo e-o digestivo, nell’inappetenza e nell’atonia gastrica.
artemisia absinthium, pianta

La cura vermifuga si fa con un infuso più concentrato (20 g per litro di acqua bollente).
Se ne beve un bicchiere mattina e sera contro le infestazioni da ascaridi, ossiuri o tenia.
Come aperitivo tonico e digestivo è indicato il vino di assenzio che si prepara mettendo a macerare per quattro giorni in un litro di buon vino bianco 30 g di foglie o sommità. Indi si filtra e se ne beve un bicchierino da liquore prima o dopo i pasti.
Per uso esterno il decotto (una manciata per litro di acqua; bollire per cinque minuti) viene usato per lavaggi di ulcere e piaghe atone, come antisettico e cicatrizzante.
Per i bambini affetti dai vermi si riscalda per un’ora a bagnomaria un bicchiere di olio con 20 g di assenzio. Indi si filtra e si applica sotto forma di compresse sul ventre.

Solitamente è di un colore verde pallido (per questo viene chiamato anche “Fata Verde”) ed ha un sapore simile ad un liquore a base di anice, ma molto più acre cio’ e’ dovuto alle molte varietà di erbe utilizzate, ed ha un retrogusto leggermente amaro. In aggiunta alle foglie di assenzio, esso contiene anice (spesso parzialmente sostituito con anice stellato), finocchio di Firenze, issopo, sostanza aromatica a base di limone, ed assenzio romano (Artemisia pontica). Varie ricette includono anche la radice di angelica, calamo aromatico, foglie di dittamo, coriandolo, ed altre erbe di montagna.

L’assenzio, messo a macerare senza il processo di distillazione dà origine ad una bevanda eccessivamente amara, ciò è dovuto alla presenza di absintina solubile in acqua, una delle sostanze più aspre conosciute.

Ricette autentiche richiedono la distillazione dopo la macerazione principale e prima di quella secondaria o “colorante”. La distillazione di assenzio, anice, e finocchio fiorentino produce un “alcolato” privo di nuance, il colore verde si ottiene, invece, dall’infusione con foglie di assenzio romano, issopo, e melissa.

Varietà meno pregiate vengono ottenute per mezzo di essenze o oli mischiati a freddo nell’alcol, ed in questo caso, il processo di distillazione, in questi casi, può essere omesso.

Estremamente elevato (tra il 45% ed il 90%) è Il contenuto alcolico dato dalla bassa solubilità di molte erbe presenti nell’alcol.

Viene consumato seguendo un cerimoniale eseguito con cura: Su di un particolare cucchiaio incavato viene sistemata una zolletta di zucchero e questo poi viene posto sopra un bicchiere, mentre dell’acqua viene immessa sopra di essa assenzio, zolletta di zucchero

fino a quando lo zucchero non risulterà diluito in una proporzione che va da 3:1 fino a 5:1. Eseguendo questa procedura, gli ingredienti che sono insolubili a contatto con l’acqua affiorano dalla soluzione e rendondola scura; e questa colorazione prende il nome di “louche” (dal francese losco, torbido).
4 le varietà di assenzio: ordinario, semi-eccellente, eccellente, e superiore o svizzero, quest”ultima con un tenore alcolico maggiore rispetto alle altre. Il miglior assenzio contiene dal 65% al 75% di alcol. Nel diciannovesimo secolo l’assenzio, come molti cibi e bevande del tempo,veniva contraffatto da affaristi con rame, zinco, indaco, o altre sostanze coloranti per ottenere il colore verde, questa cosa, illegale, non fu mai fatta nelle migliori distillerie.

In passato si credeva che l’uso continuo ed indiscriminato di bevande a base di assenzio causava una pericolosa intossicazione, detta absintismo, l’olio essenziale di assenzio non distillato contiene, infatti, una sostanza chiamata absintolo, la quale è un epilettico (e può causare disturbi renali) in dosi elevate, ed i supposti cattivi effetti della bevanda erano attribuiti proprio a questa sostanza negli studi del diciannovesimo secolo, effetti che erano specificamente peggiori rispetto a quelli associati ad altre forme di alcol - il che è vero per alcuni dei prodotti meno meticolosamente adulterati, creando uno stato fisico chiamato assenzionismo

In Francia tra il 1880 e il 1900, le associazioni contro l’uso di alcoolici e quelle dei produttori di vino presero di mira l’assenzio indicandolo come una minaccia sociale, dopo la diffusione della notizia secondo cui alcuni crimini violenti sarebbero stati commessi sotto l’influenza diretta della bevanda

asssenzio, edgar degas

Nel 1876 Edgar Degas, realizzò l’opera intitolata L’assenzio, riassumendo così la mentalità popolare secondo cui i bevitori “dipendenti” di assenzio risultavano come instupiditi e mentalmente offuscati, mentre lo scrittore Emile Zola ne descrisse le gravi intossicazioni in una sua novella intitolata L’Ammazzatoio.

Nel 1915 l’assenzio venne ritirato dal commercio in molti paesi e la sua produzione vietata. Studi più recenti hanno dimostrato che nell’assenzio distillato correttamente -anche in quelli prodotti seguendo le ricette ed i procedimenti tradizionali- rimane solo una minima quantità dell’absintolo presente nell’olio non distillato, al punto che un distillatore francese recentemente ha dovuto aggiungere dell’olio di assenzio puro alla sua ricetta per creare una versione “ad alto contenuto di absintolo”, destinato ad una diversa distribuzione. Ne può rimanere in quantità più elevate in olii prodotti attraverso metodi diversi dalla distillazione, o quando l’assenzio viene macerato e non distillato, specialmente quando vengono usati gli steli delle piante, dove il tasso di absintolo è maggiore.

Tipicamente, il basso contenuto di erbe presente in queste bevande mira ad evitare la formazione del “louce”. Così come l’absintolo è ancora associato al mito dell’assenzio come una bevanda stimolante, molte qualità di assenzio sono reclamizzate per la loro quantità maggiore di absintolo contenuto.

La grafia non francese della parola “Absinth” venne introdotta per le bevande a base di assenzio prodotte in Europa centrale (fino all’inizio degli anni ‘90).
Questi prodotti avevano però una ridotta somiglianza all’Assenzio (in inglese scritto “Absinthe” con la ‘e’ finale): essi si presentavano di solito più amari e contenenti una piccola quantità di anice, ma vennero commercializzati esclusivamente per sfruttare le associazioni romantiche dello storico prodotto francese e la reputazione di stimolante psichico.

Recentemente l’Unione Europea ha legalizzato il commercio di assenzio e liquori simili; comunque sono presenti accurati controlli sul livello di absintolo presente.

Durante l’allattamento l’assenzio è controindicato perchè rende amaro il latte.

Un rametto di assenzio messo nell’armadio tiene lontane le tarme e le formiche.



liquore d’assenzio

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