La Scaloppina del terrorista di Francesco Di Domenico

Simpatica conoscenza (non si sa bene ancora per chi) del Laboratorio di scrittura umoristica che sto frequentando, pe me fa sta quieta, questo a detta sua, mi ha regalato la sua famosissima e collaudata ricetta: La scaloppina del terrorista

Scaloppina del terrorista

Ingredienti:

- Lombo di vaccina (maiale sarebbe più arrapante)
- Un etto di speck tirolese
- Mezza cipolla
- Burro di S.Agata (bianco mi raccomando)
- Olio d’oliva (oliva vergine, anzi extra)
- Pepe bianco in grani e macinato all’occorrenza
- Mezzo bicchiere di chianti rosso o due cucchiai da cucina di Nero d’Avola

Esecuzione (che non significa che ti fucilano, il che non guasterebbe)


Lo speck tagliato a tocchetti (senza asportare il grasso,per carità) va soffritto lievemente nel burro con una spruzzata d’olio e le cipolline, la
cipolla deve diventare bionda come una puttana e non nera come un’africana.
Togliere lo speck imbiondito e le cipolline e riporlo a parte. Le scaloppine impanate di farina vanno “sanguinate” nel sugo avanzato e rimpinguato di
altro olio d’oliva. Appena si scorge il primo sanguinamento si toglie dal fuoco e vi si aggiunge per ogni scaloppa un pezzo di speck, si cosparge di
pepe grattugiato, vi si aggiungono i grani di pepe bianco integri e si rimette sul fuoco, quindi si fiammeggia col vino rosso e si serve in tavola
(volendo con una fetta di limone fresco da spremere al momento).
Si serve con lo stesso vino usato per cuocere, Nero d’Avola, chianti e dimenticavo anche corvo rosso o Rapitalà.
Si serve esclusivamente con panini al lievito napoletani, croccanti e spaccagengive (pane cafone astenersi) con cui è permesso fare la scarpetta.

Dopp’ truovete ‘na brandina ‘ò ‘ffrisco, ca ò guaglione vuole soddisfazione sessuale perché sé allupato!

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