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I Mustazzuoli di Erice

Nell'antica Roma, le feste di Saturno celebravano il 25 Dicembre, che rappresentava il natale dell'anno, vale a dire dopo il solstizio d'inverno.


Tra le vivande rituali di quella festa c’erano i “mustacca”, che sono i
mustaccioli di adesso, fatti di farina e miele. Eppoi queste offerte di farina e miele non vi ricordano gli antichi e semplici riti del culto pagano e salendo su su fino ai nostri primi avi della Valle dell’Oxus, non vi ricordano il sacerdote aryano, la nelle fertili regioni dell’Eptasiuda che su la vetta del colle, dinanzi a un rozzo altare, offriva il biondo miele e la candida farina al dio della luce e al dio delle tempeste?

Col termine mustaccioli si indicano dei biscotti, che variano leggermente in tutta la sicilia, il nome deriva, non dal latino “mustum” (il mosto) ma da “mustace”, una specie di alloro: i nostri antenati preparavano il “mustaceum” una focaccia per nozze, un dolce avvolto in foglie di mustace che dava
aroma durante la cottura. Da qui il proverbio “loreolam in mustace quaerere”:
cercare inutilmente nella focaccia le foglie di alloro che si erano bruciate nel
forno.

Mustazzuoli di Erice

Ingredienti:
- 100 gr di mandorle
- 1 kg. di farina
- 400 gr di zucchero
- 10 gr di cannella
- 1 chiodo di garofano
- 1 cucchiaio di lievito
- Burro e farina per la teglia.

Esecuzione:
Versate la farina su una base, disponetela a fontana e al centro ponetevi le mandorle tostate con la buccia e tritate finemente. Unite la cannella il chiodo di garofano tritato e lo zucchero sciolto in un bicchiere d’acqua insieme al lievito. Impastate fino ad ottenere un composto liscio ed elastico, aiutandovi con l’aggiunta di un bicchiere d’acqua. Formate con la pasta dei biscotti di quattro centimetri di lunghezza e larghi due. Imburrate ed infarinate una teglia, allineatevi i biscotti e passateli in forno caldo per 10/15 minuti.

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