Silvestro I - il papa Digiunatore

Con l'aiuto di Mariangela Rinaldi e Mariangela Vicini, autrici del preziosissimo testo: Buon Appetito Santità edito da Golosia & C , voglio raccontarvi di San Silvestro I Papa

San Silvestro
(314-335)

Cenoni e champagne per un Papa digiunatore

Cenoni e champagne per il Papa che digiunava

Silvestro I Papa e’ il santo che chiude l’anno, infatti viene festeggiato, il 31 dicembre, giorno della sua morte, con botti, cenoni pantagruelici, champagne e bagordi fino allalba.
La sua storia e’ quella di un asceta, un digiunatore, eremita che solo le invocazioni disperate dell’imperatore Costantino, colpito dalla lebbra, fecero scendere dagli anfratti del monte Soratte ove si era rifugiato in preghiera e meditazione.
La leggenda aurea di Jacopo da Varagine, la fonte più remota di tutte le vite dei Santi, lo dipinge come una specie di eroe, irremovibile difensore della fede e come colui che convertì al Cristianesimo e battezzò l’imperatore non più lebbroso, ma miracolosamente guarito, dopo averlo fatto digiunare per ben sette giorni, mentre per altri ancora, invece fu un debole, un uomo di paglia nelle mani di Costantino.
Costui, geniale uomo di stato, consapevole della forza raggiunta ormai dal Cristianesimo nei confronti della cultura pagana, si impegnò per sostituire gli ingranaggi dello stato, i religiosi compresi, con quelli cristiani, cercando di dare stabilità alla dottrina della nuova fede ed al contempo maggior forza al suo potere.
Seguiamo allora la verità ispirata e fantastica degli artisti e vediamo che proprio ad una di queste è legata l’allegoria calendariale dell’anno di 365 giorni.
E 365 sono i gradini di un’oscura e paurosa caverna abitata da un ferocissimo drago, che l’impavido Silvestro discese armato della sua sola fede e di un pezzo di pane, e’ cosi’ che sarebbe riuscito a legarlo, ad ammansirlo ed a ritornare su ripercorrendo gloriosamente la scala per festeggiare la fine di un incubo.

Tanti i simboli in questa leggenda: Il drago, che simboleggia il paganesimo e i 365 gradini i giorni del calendario romano che San Silvestro avrebbe consegnato al Cristianesimo, battezzando Costantino.
Dunque, la festa di San Silvestro, fissata non casualmente il 31 dicembre, si riferisce al passaggio dall’era pagana a quella cristiana.
Cosi’ quando allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, nel corso di un cenone fatto di mille delizie, di zampone e lenticchie, di musica ed allegria, stappiamo lo champagne, rinnoviamo, anche senza saperlo, il ricordo di una storia, quasi fiaba, di un antico ascetico Papa divenuto Santo a furor di popolo.
Spulciando nei ricettari più antichi non abbiamo trovato alcun riferimento ai cibi prediletti da questo Papa digiunatore che, al massimo, si sarà nutrito con un po’ d’erbe e pane.
Per concludere bene un anno e per iniziarne un altro all’insegna della prosperità e dell’abbondanza niente di meglio dello “Zampone”, questo gioiello della cucina del nord Italia, ormai adottato dal resto della nazione, accompagnato dalle lenticchie che sono il simbolo e l’augurio di fortuna e abbondanza.

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