Questo sito contribuisce alla audience di

Malloreddus al Mirto

La ricetta non e' mia ma di Marisa Orru, ma era scritta, a mio avviso in una maniera cosi simpatica, che ho voluto riproporla ai miei lettori


I malloreddus, o gnocchetti sardi, sono le piu’ famose tra le paste sarde. Hanno forma di conchiglia rigata e sono lunghe 2 cm circa e piu’ son fatti di farina di semola e acqua. Si mangiano con varie salse.
Nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logudoro macarones caidos, nel Nuorese cravaos.

Da Wikipedia:
Da sempre i malloreddus sono stati il piatto tradizionale più preparato in Sardegna in tutte le occasioni più importanti, sia nelle feste e nelle sagre paesane, sia durante i matrimoni.

Fin dall’antichità le massaie hanno preparato questo tipo di pasta. L’origine è da ricercarsi nello schema millenario della coltivazione-alimentazione contadina nell’area mediterranea, basata prevalentemente sulla coltura del grano.

Il termine malloreddu (plurale malloreddus) è un diminutivo di malloru, che in sardo campidanese (Sardegna meridionale e centro-meridionale) significa “toro”. Di conseguenza, malloreddus vuol dire “vitellini”.

L’origine di tale denominazione è da ricercarsi nel modo di esprimersi in ambito contadino. La lavorazione manuale dei malloreddus in ambito domestico avveniva impastando la semola di grano duro con l’acqua, e si creavano delle listarelle arrotolate di pasta della lunghezza di circa 15 cm, le quali venivano tagliate a cubetti. Dopodiché si otteneva la forma schiacciando i cubetti di pasta contro l’estremità di un cesto in paglia, detto su ciuliri (”il setaccio”), se ne ricavava un prodotto panciuto che nell’immaginario del mondo agropastorale assumeva la forma di piccoli vitelli (si pensi a espressioni quali bello grasso come un vitellino).


Malloreddus al mirto da marisa.orru.

Esecuzione:
Lasciare a bagno 450 gr di malloreddus per circa un mese, in abbondante mirto rosso.
Dopo la cottura in acqua di mare (rigorosamente sarda, altrimenti il mirto si offende) versateci una spruzzata di olio di gomito destro, a crudo (il gomito sinistro è sempre più acido).
Se volete che il piatto venga ricordato per lungo tempo, aggiungete chiodi di garofano o come nel mio caso puntine da disegno (la resa è uguale….) si fissano nello stomaco e nella mente.
Da bere consiglierei il vostro vino preferito, perchè è probabile che subito dopo, i vostri ospiti vi accoltellino, quindi è come esaudire il proprio ultimo desiderio.
P.s.
Qui viene visualizzato anche il formaggio di capra, ma si può sostituire con del gesso, casomai qualcuno non amasse i gusti un pò forti.

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Vellori Franz

    22 Feb 2009 - 23:10 - #1
    0 punti
    Up Down

    trovo la ricetta simpatica ma un pochino indigesta.vorrei quella degli spaghetti al mirto (QUELLA VERA) GRAZIE.

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati