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La mirra

La mirra è da millenni parte importante di numerose culture umane, specialmente del Vicino e Lontano oriente.

Andrea Mantegna Adorazione dei Magi

Quando parliamo di Mirra, la prima immagine che ci viene in mente e’ quella dei “Magi d’Oriente” che la portarono in dono al Bambin Gesù.
La Mirra è una gommaresina aromatica, estratta da un albero o arbusto del genere Commiphora, della famiglia delle Burseraceae, se ne contano circa cinquanta specie distribuite sulle rive del mar Rosso, in Senegal, in Madagascar e in India.

La specie più usata è la Commiphora myrrha, un tempo nota come Myrrhis odorata (diffusa in Somalia, Etiopia, Sudan, penisola arabica): alla fine dell’estate l’arbusto si copre di fiori e sul tronco compaiono una serie di noduli, dai quali cola la mirra, in piccole gocce gialle, che vengono raccolte una volta seccate.
Una gomma simile, il balsamo della Mecca, è prodotta dalla Commiphora gileadensis (in passato denominata Commiphora opobalsamum).

Il termine è di origine latina murra o myrrha, quest’ultimo a sua volta derivato dal greco e deriva da una radice semitica mrr, con il significato di “amaro”.
Oggi la mirra viene impiegata soprattutto in profumeria ed è una delle piante officinali più diffuse per le sue riconosciute virtù terapeutiche.
venditore di mirra

Una resina ricavata dalla Commiphora,veniva utilizzata nelle cerimonie religiose;
Appartiene alla famiglia delle Burseracee, ed è originaria dell’Africa nord-orientale e dell’Arabia (Egitto), dove un tempo veniva impiegata per preparare unguenti e balsami, per profumare gli ambienti e anche per imbalsamare i defunti.

Inoltre, la mirra è un farmaco, efficace soprattutto nell’igiene orale, si può usare internamente o esternamente, per curare la pelle, i denti, le unghie, la medicina orientale lo prescrive contro il mal di gola e le infezioni delle vie respiratorie, o come cicatrizzante per le ferite da taglio e le scottature della pelle.

Ha proprietà astringenti sulle membrane e sulle mucose e svolge un’attività antimicrobica. Si impiega come antisettico delle mucose della gola e bocca.
In preparazione di collutori e dentifrici, aiuta a proteggere dalle carie e a rinforzare il tessuto gengivale.
Per uso esterno viene utilizzata per far regredire le piccole ulcerazioni della bocca, della gola e della pelle.
È infatti un ingrediente di molte creme per labbra screpolate, ferite e ulcere.
Possiede anche proprietà aromatiche, balsamiche e dermopurificanti.

Per uso interno la mirra eccita l’appetito, stimola la secrezione degli enzimi gastrici ed è un buon carminativo.

Recenti studi a favore della mirra sostengono che può essere usata come anti colesterolo.

Questa è la tesi di una ricerca della King Abdul-Aziz University (Arabia Saudita), diretta dalla dottoressa Nadia Saleh e pubblicata dal
“International Journal of Food Safety, Nutrition and Public Health”.

Il team della dottoressa Saleh ha lavorato con alcune cavie di laboratorio, cui è stato somministrato un composto, formato da mirra ed altri vegetali.
Le analisi successive hanno mostrato come, nell’organismo dei roditori, vi fosse una diminuzione del colesterolo cattivo (LDL) ed un aumento del colesterolo buono (HDL).

Secondo la dottoressa Saleh, la mirra potrebbe serbare questi effetti benefici anche nell’uomo; tuttavia, sono necessari ulteriori studi per studiare a fondo in che modo questa resina possa essere assunta senza particolari complicazioni.

ed ecco qualche utile ricetta a base di mirra.

Acqua profumata sgrassante

Procuratevi 60 grammi ciascuno di olibano (incenso) e mirra, aggiungete 10 grammi d’ambra grigia, riducete gli ingredienti in polvere, poi metteteli in un vaso di vetro, aggiungendovi mezzo litro di acqua di rose.
Lasciate in infusione per qualche giorno; poi distillate e conservate in un’ampolla di vetro ben sigillata.
L’acqua ottenuta, oltre al gradevole profumo, ha il potere di sgrassare l’epidermide, ravvivandone la tinta.

Collutorio per rinfrescare l’alito

Riempite per metà un bicchiere di vodka. Aggiungete una punta di cannella macinata, 3 chiodi di garofano, qualche goccia di olio essenziale di mirra e un anice stellato. Versate in un vasetto, sigillatelo e lasciatelo in infusione per 3 giorni, quindi eliminatene le erbe. Usatene un cucchiaio in mezzo bicchiere d’acqua per sciacquare la bocca. Non mandatelo giù! In alternativa si possono usare menta, arancio, finocchio o prezzemolo.

Bagno d’olio per nutrire le unghie
In 5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva versa due gocce di olio essenziale di limone, due di incenso, due di benzoino e due di mirra. Metti la miscela in una vasetto dall’imboccatura larga e immergi le unghie per almeno cinque minuti. L’olio che resta sui polpastrelli va frizionato poi sulle mani.

Un particolare ringraziamento va a Simona per la sua foto del venditore di mirra, che appare in questo articolo

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