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Intervista Gastronomica a Francesco Di Domenico

...sempre in bilico tra l’essere e lo scomparire... Visibilmente contrariato, dall'enormita' di e-mail che gli so cadute tra "capo e collo", dopo esserci conosciuti tramite il mitico Imperatore al Laboratorio di scrittura Umoristica Achille Campanile, il di Domenico mi ha inviato, pe me fa sta quieta, la sua autobiografia autorizzata e si e' prestato molto ironicamente a rilasciarmi una intervista gastronomica...

Francesco Di Domenico

Francesco Di Domenico, nato anni fa a Giugliano in Campania, una città a nord di Napoli e di Corleone.
Scrive da 30 anni di umorismo e satira sui quotidiani partenopei, non ha mai scritto un romanzo su di una donna, in quei momenti non trova mai la penna.
La mattina del 23 luglio 2009 è uscito il suo ultimo racconto su “Il Roma”, non è più rientrato.
Collabora come recensore letterario con il blog d’autore “Letteratitudine” e col sito internazionale Europolar (gente fredda).
Ha pubblicato racconti in sette antologie, non guadagnando una mazza.
A natale 2008 è uscita la sua prima antologia personale: “Storie Brillanti di Eroi Scadenti” Cento Autori Editore, ventuno storie di allucinazione pura (il suo psicanalista ora fa l’idraulico).

Il suo direttore editoriale lo ha definito “il più poliedrico umorista della scena italiana”, ma era solo una mediocre scusa per non farsi licenziare dall’editore.

Ne “L’Eco dell’aggettivo genuflesso”, la critica letteraria Miriade Di Uccellacci ha stroncato il suo romanzo gotico “Santuzza senza cozze con le…”, definendolo troppo criptico, ed eroticamente siculo.

Ultima antologia in cui è presente: “Aggiungi un porco a favola” Cento Autori Editore, Natale 2009.
Prossima presenza: “Se mi lasci non male” Kairòs Editore, nuova antologia umoristica con divertenti nano romanzi d’amore, prevista per aprile.


Angie
: - Quando conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Nessuno scrittore vive vendendo parole, io in particolare faccio il bus driver, solo alimentazione leggerissima. La migliore? Pizzetta al pomodoro yogurt e caffè.

Angie - Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Didò - Umorista surreale ho creato pasti super folli: “…Chen passò a preparare i capperi imbottiti. Erano una delizia, riempiti di fegato di formica nana e uova d’api di Tonchino…” Tratto da “Delitto al Ristorante Cinese”.

Angie - Le tue esperienze lavorative ?
Didò - Scrivo dagli anni ’80 di umorismo, dalle salviettine di carta dei ristoranti, a “Il Mattino” con cui collaborai nella stesura della mitica pagina “Ragù, tutto quanto non fa brodo” (guarda caso).
Ho fatto le prime radio libere, creando la prima trasmissione umoristica partenopea “Broadway”, insieme al mitico disegnatore di Linus e de “Il Mattino”, Riccardo Marassi.
Ho partecipato ad otto (credo) antologie di racconti umoristici, sono recensore per Europolar.eu e per Letteratitudine sul web.
Ho pubblicato una quindicina di mesi fa il mio primo libro in solitaria (è difficile per noi umoristi riuscire a superare le 100 pagine) “Storie Brillanti di Eroi Scadenti”storie brillanti di eroi scadenti
Poi non mi ricordo…prendo il Supradyn e cerco il resto…ah si, ho finito di scrivere la biografia autorizzata del pilota di guerra Gianmarco Bellini (Bellini & Cocciolone Iraq 1991) che è in mano ai pescecani (editori) e non so ancora chi la pubblicherà.

Angie - Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Didò - Non vado più nei ristoranti napoletani, al massimo la pizza; rimpiango le “Cantine – vini e oli” che sono sopravvissute fino agli anni ’80, ora sono tutti snob e ti lasciano digiuno, comunque a Giugliano in Campania (casa mia) ci sono alcuni ristorantini raffinati, per esempio “Da Maurizio” a Camposcino - dove mangiò la cantante ebrea Noah - si mangia una pasta e patate buonissima con la provola affumicata, oltre alla mitica “Margherita” col cornicione ripieno di ricotta.

Angie - Sei mai stato a dieta?
Didò - Sono stato 75 kg fino a 35 anni, poi ho cominciato ad ingrassare fino ad arrivare ad 80, se metto un chilo in più sarà stitichezza: che dieta vuoi che faccia? Dio è stato generoso con me.

Angie - Meglio carne o pesce?
Didò - Del pesce amo i molluschi, vengo dalla campagna, mi hanno educato che la carne è cibo e ‘o pesce è sfizio.

Angie - Se fossi un dolce, quale saresti?
Didò - Uno strudel, insomma un dolce insipido a base di frutta. In fondo non amo i dolci.

Angie - Vino?
Didò - Qualunque schifezza ingurgitabile che non sia tossica, senza vino non pasteggio. La falanghina, ma è difficile trovarla buona, quella di Mastroberardino e dei Feudi di San Gregorio, e i rossi siciliani.

Angie - Il tuo punto debole
Didò - Riuscire ad essere sempre e comunque simpatico, un mio amore dice che ho la faccia di Buster Keaton con la mente di un pagliaccio; si riuscire a far capire che non considero niente estremamente serio, ma mi sento spesso incompreso.

Angie - Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Didò - Burro, nonostante adori l’olio d’oliva, il burro è una cosa insostituibile per alcune pietanze, e poi, hai visto mai dovesse servire in altre faccende…lubrificare qualche cardine rumoroso.
Laboratorio achille campanile

Angie - Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? E quello
Didò - Spaghetti al pomodoro fresco o con le vongole, specialmente quelle povere, quelle che noi chiamiamo “Lupini”.

Angie — che ti piace mangiare
Didò - Il ragù, è come una messa. Il ragù che, con i tempi contingentati di lavoro, si consuma anche il lunedì, magari usandolo per la pasta al forno cotta in eccesso la domenica.

Angie - Come ti definiresti a tavola?

Didò - Sono inappetente per natura, quindi se non ci sono piccole porzioni e di buon gusto resto “parco”.
Angie - Di cosa sei più goloso?

Didò - Pizza, pizza. Il ricordo più bello degli Usa, fu all’arrivo a casa della mia cugina giuglianese-americana: mi fece trovare una serie di pizze buonissime che annullarono il jet-lag.
Angie - La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Didò - Il profumo del mio basilico. Ho 2 metri quadri di giardino che coltivo quasi solo ad aromi.
Angie - Non puoi vivere senza …

Didò - Senza l’amore di una donna. Non è importante che sia presente fisicamente, anzi se dorme da un’altra parte è meglio (non amo dormire con estranei nel letto), ma devo sapere con sicumera che mi ama.

Angie - Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Didò - Alle donne piace che sia gradito quello che cucinano loro, secondo me è atavico, anzi credo che quando l’uomo scoprì il fuoco sia stata la donna ad usarlo per cuocere la carne. Le donne sono eterne matrone, piace piacere e governare, e la cucina è come il governo di uno stato. Poi se sei in grado di sorprenderle cucinando ti ameranno per un bel pezzo (almeno finché non trovano un cuoco più virile).

Angie - Una tua ricetta.
Didò - Una sola ne ricordo e l’hai già pubblicata, mi venne mentre ero da solo a controllare il cucciolo di casa (che ora ha 19 anni), mentre contemporaneamente guardavo Alain Delon in tv, in un film dove sparava un po’ dovunque. Per questo la chiamai “Scaloppina del terrorista”: velocità e avanzi di frigo (Vissani docet).
scaloppine

“Spek rosolato in un po’ di burro e cipolle (la cipolla deve diventare bionda come una puttana e non nera come un’africana – frase di Tognazzi), si tolgono e poi al burro si aggiunge olio d’oliva e si fanno rosolare i tocchetti di vitellino. Quando sanguinano, su ogni pezzo di carne va’ messo il pezzetto di speck, irrorato con erbe svizzere (difficili da trovare, forse in farmacie bio) o in alternativa con un poco di trito fine di salvia e rosmarino, quindi un cucchiaio di vino nero siciliano.

Angie - L’ultimo libro che hai letto?
Didò - Ho fatto un recupero storico: “Montedidio”, di Erri De Luca. Leggo mediamente un libro ogni 5 giorni ed ho 55 anni, non avevo mai pianto leggendo un libro: o è senilità o questo è un racconto formidabile.

Angie - Hobby?
Didò - Io non amo definire i passatempi “hobby”, tutto quello che faccio con piacere lo faccio a livello professionale.
Credo, con le grandi tragedie che ci siano in giro per il pianeta, che vivere sia un hobby grandioso (ma avere tante amiche con cui spettegolare non so se possa essere un hobby: a me piace).

Angie - Qual è il tuo sogno più grande?
Didò - Sono un viaggiatore statico per motivi economici, vorrei viaggiare per un anno intero, senza meta.

Angie - Cosa ti dicono più spesso?
Didò - Che parlo troppo, ed è sicuramente vero, sono inarrestabile, è per la mia voglia di piacere. Credo che annoio, ma me ne accorgo sempre tardi.

Angie - Ti fidanzeresti con una cuoca?
Didò - Dipende dalla taglia del reggiseno.

E dopo questa ultima affermazione, direi proprio che sarei potuta essere la candidata ideale se il nostro Didò non fosse gia sposato :-)

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