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Andiamo ad Ascoli Piceno

La capitale dei Piceni, uno scrigno sempre aperto pieno di ricchezze romane e medioevali, raccolta intorno a una delle più belle piazze d’Italia.

La maggior parte degli italiani la conosce per le olive all’ascolana, per il grandissimo ex presidente dell’Ascoli Calcio Costantino Rozzi, e per la splendida Piazza del Popolo, intorno a cui si sviluppa il bellissimo centro medioevale. Ma Ascoli Piceno è sicuramente molto di più: una città affascinante e bella, tutta da scoprire.

In un tempo molto lontano era la capitale dei Piceni, prima che i Romani pigliatutto se ne impadronissero nel 286 a.C.. Ancora oggi è visibile la loro antica presenza, grazie ai resti del teatro, di tratti delle mura, e della porta Gemina, oltre che dei ponti di Cecco (così chiamato perché sembra che Cecco d’Ascoli l’abbia costruito in una notte) e di Solestà. Ma è nel Medioevo che la città ebbe maggior fulgore, regalandoci edifici e scorci che valgono più di una visita. Il Battistero, l’Arringo e il Palazzo dei Capitani del Popolo del XII secolo, S.Angelo Magno, il Palazzo Malaspina (su progetto di Cola dell’Amatrice, che non è uno che cuoceva la pasta…), solo per citarne alcuni. Il Duomo conserva un polittico del Crivelli, e molti altre opere si possono ammirare nella Pinacoteca.

Oddio, magari si allargava Tullio Lazzari (un ascolano doc che nel settecento scrisse una guida alla sua città intitolata “Ascoli in prospettiva colle sue più singolari pitture, sculture e architetture”) quando scriveva che Ascoli era la “città più bella infra le altre” in tutto il mondo, ma sicuramente vale la pena visitarla almeno una volta.

Distanze in kilometri: Macerata 92, Ancona 122, Pesaro 198, Urbino 234, Pescara 88, Terni 150, Perugia 175, Roma 191, Milano 557, Napoli 331.