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Costantino Rozzi

Il presidentissimo dell’Ascoli è stato uno dei personaggi più conosciuti delle Marche, grazie alla sua indimenticabile verve. E anche quello che ha ottenuto più risultati.

Da piccoli ogni tanto ci portavano a vedere l’Ascoli in serie A. Una delle cose che si ricordano con più piacere era il fischio finale dell’arbitro dopo che i bianconeri avevano vinto. I tifosi esultavano, partiva la musica, e Costantino Rozzi in tribuna faceva cuocere per tutti un po’ delle famose olive all’ascolana. Ora, non so se questo accadeva sempre, ma quella volta che c’ero io, con il Presidente dell’Ascoli che invitava tutti a festeggiare, me la ricordo ancora con molto piacere.

Costantino Rozzi era un personaggio vero, ruspante, sincero, mai finto o montato: forse era per questo motivo che piaceva tanto a Biscardi, che lo voleva sempre nel suo Processo del Lunedi come icona dei piccoli contro i Grandi del calcio. Rozzi ha portato l’Ascoli a fare un campionato da record in serie B, a conquistare la A fino alle prime posizioni (peccato che non c’erano tutte ‘ste coppe come adesso…), a tenere alto il nome delle Marche in tutta Italia e anche all’estero.

Nel 1968, quando diventò Presidente, l’Ascoli era in C, sei anni più tardi era già in A. Il suo sodalizio con Carlo Mazzone, ascolano d’adozione (ancora oggi vi abita), è passato alla storia: la loro era una coppia esplosiva e spettacolare, che forse ha regalato ai tifosi ascolani i momenti più belli della loro vita da sportivi.