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Carlo Urbani

Non ci sono molte persone tanto grandi da poter essere chiamate eroi: Carlo Urbani è stato uno di questi, e noi nel nostro piccolo lo vogliamo ricordare dedicandogli questo articolo.

Non può essere un articolo scritto nella sezione Marche di superEva a celebrare la vita di Carlo Urbani, ma nel nostro piccolo è il massimo che possiamo fare, e siamo orgogliosi di farlo. A un anno dalla sua morte, con un libro in uscita su di lui scritto da Jenner Meletti (“Il medico del mondo. Vita e morte di Carlo Urbani”), noi vogliamo raccontarvi di una persona normale che donando la propria esistenza agli altri ha fatto di sé un eroe.

Carlo Urbani era di Castelplanio. Si è laureato in medicina e chirurgia ad Ancona, poi si è specializzato nelle malattie infettive (lavorando a Messina, a Macerata, e nel suo studio di Castelplanio), diventandone uno dei maggiori esperti. Collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e poi con Medici Senza Frontiere, di cui diventa presidente. Proprio come Presidente di Medici senza Frontiere ritira ad Oslo il Premio Nobel per la Pace, alla presenza di 0 (zero) giornalisti italiani.

Se ne va a svolgere la sua professione in Mauritania, in Cambogia, in Vietnam. Va a vivere con la famiglia ad Hanoi, fin quando non scopre una nuova terribile malattia: la Sars. Fa in tempo a dare l’allarme all’OMS, a organizzare le prime contromisure, fin quando di rende conto di averla contratta lui stesso. E ne muore.

Oggi ci rimane di lui la sua vita, esempio di altruismo e bontà, e le sue parole: “Non dobbiamo essere egoisti, dobbiamo pensare agli altri”.