
Nel 1142 Guarnerio II, duca di Spoleto e marchese della Marca di Ancona, donò un vasto territorio, compreso tra il fiume Chienti ed il Fiastra, ai monaci Cistercensi. I religiosi, che vennero dall’Abbazia di Chiaravalle di Milano il 29 novembre dello stesso anno, appena giunti iniziarono a costruire il monastero utilizzando il materiale proveniente dalle rovine della vicina città romana di Urbs Salvia, distrutta da Alarico tra il 408 ed il 410 e contemporaneamente avviarono la bonifica dell’area, caratterizzata da estesi boschi e paludi e dalla presenza di lupi, orsi e cervi.
La Chiesa, intitolata a S. Maria di Chiaravalle di Fiastra, monumentale costruzione regolata dalle severe forme cistercensi, tipica del periodo di transizione dal romanico al gotico, è a tre navate, spartite in otto campate, con archi a tutto sesto impostati su colonne con capitelli romanici scolpiti dal monaci stessi.
A fianco della chiesa è ancora oggi conservato il monastero, realizzato anch’esso secondo gli schemi cistercensi, con un bel chiostro ricostruito nel XV secolo.
Nel 1773 l’intera proprietà fu ceduta alla nobile famiglia Bandini e quindi, per volontà dell’ultimo erede di questa, all’attuale omonima Fondazione agraria.
E’ proprio per conservare e valorizzare tale patrimonio che il 18 giugno 1984 la Fondazione Giusdniani-Bandini e la Regione Marche, hanno istituito la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra che è stata riconosciuta, dallo Stato Italiano, il 10 dicembre 1985, come di importanza nazionale e quindi, nel febbraio del 1987, posta anche sotto l’egida del WWF Italia.
Nella Riserva Naturale Abbadia di Fiastra si riconoscono tre diversi ambienti con valenze naturalistiche crescenti: il paesaggio agrario che, pur non avendo un valore naturalistico in senso stretto, rappresenta, in riferimento all’attuale qualità della vita urbana, un patrimonio di primaria importanza; i corsi d’acqua (torrente Entogge e fiume Fiastra) con la loro caratteristica fauna e vegetazione ripariale; la Selva che, estesa per oltre 100 ettari, è il cuore dell’area. E’ un bosco prevenuto quasi intatto fino ai giorni nostri, grazie all’uso oculato che ne fecero i suoi possessori: dapprima i monaci Cistercensi, che avendo bisogno di un luogo solitario e boscoso (il Romitorio),dove ritirarsi a pregare per lunghi periodi, salvarono dal taglio questa meravigliosa foresta; quindi la famiglia Bandini ed infine la Regione Marche, che riconoscendo l’elevato valore di questo biotopo, lo ha dichiarato anche Area Floristica Protetta.
Un posto incantato, immerso nella natura ideale per trascorrere ore spensierate in compagnia di amici o per riconciliarsi con se stessi nel silenzio tipico della riserva Bandini. Durante le passeggiate godetevi i rumori del bosco, il fruscio delle foglie, la corrente del fiume, il cinguettio degli uccelli e non meravigliatevi di fronte al possibile incontro con bambi!
Inoltre per allietarvi il palato con i sapori marchigiani ecco alcune possibilità:
• Ristorante “Le Logge” - Tel. 0733 506788 - www.locandalelogge.it
• Ristorante Bar “Abbadia di Fiastra“, tel. 0733 203552.
• Ristorante Bar “La Foresteria“, tel. 0733.201125.
• Bar Ristoro “La Baita“, tel. 333 7844338.
• Centro Agrituristico “La Fontana“, tel. 0733 514002.
• Agriturismo “La Selva“, tel. 0733 514010.

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