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La domanda e l'offerta si incontrano online

L'impatto degli e-marketplace sui processi di acquisto.

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia una maggiore consapevolezza sulle molteplici opportunità che le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione mettono a disposizione dei responsabili degli Approvvigionamenti e della Supply Chain di ogni organizzazione: cataloghi Web, sistemi di negoziazione online (aste al rialzo o al ribasso e RFP/RFQ - Request For Proposal / Request For Quotation), strumenti di integrazione e di collaborazione lungo la filiera.
Secondo le stime dell’Osservatorio B2B della School of Management del Politecnico di Milano, il valore complessivo dell’e-Commerce B2B in Italia nel 2003 ha superato gli 80 miliardi di Euro, pari a circa il 5% degli scambi totali tra imprese.

In questo articolo parleremo in particolare di uno dei modelli di e-procurement di recente sviluppo e di crescente diffusione tra le imprese: l’e-marketplace.

Che cosa sono gli e-marketplace?
Gli e-marketplace nascono con l’intento di dare vita a mercati sul Web, in cui clienti e fornitori si incontrano per creare nuove opportunità di business. In tali ambienti virtuali vengono offerte prevalentemente informazioni (ad esempio, elenchi di buyer e seller organizzati per categoria merceologica, cataloghi, ecc.), strumenti transazionali (più spesso cataloghi o RFP/RFQ) e di e-intelligence.

Esistono e-marketplace di tipo verticale e di tipo orizzontale, pubblici e privati, globali e locali, promossi da imprese del settore o da terze parti indipendenti. Alcuni e-marketplace sono stati lanciati da grandi imprese acquirenti o da consorzi di grandi imprese (e-marketplace consortili) e fanno grande affidamento sui volumi di acquisto captive proveniente dalle aziende promotrici.

Gli e-marketplace ortodossi, che non hanno dietro di sé tali volumi d’acquisto captive, per rendere redditizio il business hanno necessità di offrire numerosi servizi a valore aggiunto, quali i gruppi d’acquisto, la gestione logistica e amministrativa dell’ordine, servizi finanziari e assicurativi, rating, certificazioni, firma elettronica, servizi escrow per abbattere i rischi sia dell’acquirente, sia del fornitore, ecc.

Le principali fonti di ricavo per un e-marketplace possono essere:

tassa di iscrizione al servizio da parte del buyer o dell’impresa fornitrice;
percentuale sul valore del transato;
compenso fisso per transazione eseguita;
compenso per ospitare il catalogo prodotti di un’impresa;
pubblicità (banners, links, ecc.);
affitto o vendita di SW per il commercio elettronico;
vendita di studi di settore;
servizi a valore aggiunto, quali la logistica e i servizi finanziari;
compensi per consulenze.
Inizialmente gli e-marketplace si sono focalizzati sullo scambio di materiali “indiretti” o sugli acquisti spot di materie prime di tipo indifferenziato, con caratteristiche molto ben definite e quindi gestibili a catalogo e negoziabili essenzialmente sulla variabile prezzo.

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