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Intervista a Oscar Celestini

Intervista al colorista Oscar Celestini!

Ciao Oscar, è un vero piacere farti quest’intervista, ecco la prima domanda… chi è Oscar Celestini?

Oscar Celestini è un disegnatore e poco altro.

Quando nasce la tua passione artistica?

Nasce con mia nonna, che fin dai miei primissimi anni di vita mi intratteneva con disegni disegnini e attività creative di ogni tipo.

C’è qualcuno che ti ha fatto da mentore nel tuo percorso artistico?

A parte mia nonna di cui sopra direi di no, tanti professionisti con cui ho discusso e scambiato nozioni durante gli anni ma niente maestri o simili.

Cosa vuol dire per te essere un colorista?

Essere un colorista significa valorizzare un disegno in bianco e nero, semplificarne la lettura, completarlo. Rendere bellissimo ciò che è già bello. Il colorista è un po’ il distributore di ciliegine sulle torte.

Si è evoluto il tuo modo di colorare nel corso degli anni?

Si, di sicuro evoluto, più esperienza, più armonia, spero (non dovrei dirmelo da solo) più eleganza.

Quali sono i coloristi che ti piacciono di più?

Primo fra tutti Emanuele Tenderini e poi… Io :D

Su cosa stai lavorando attualmente?

Attualmente sono sopra l’ultimo numero della miniserie Image USA Hyperkinetic della quale coloro gli splendidi disegni di Matteo Scalera su folli sceneggiature di Howard Shum, poi al lavoro sul terzo episodio di Unknown Soldier edito da Vertigo DC sulle tavole del fantastico Alberto Ponticelli. Poi ci sono altri lavori come disegnatore per case editrici Italiane, uscirà a Lucca per StarComics, Agenzia Incantesimi n4 che conterrà una mia sfiziosa storiella di 20 tavole.

In che cosa consiste precisamente il tuo lavoro?

Ricevo le tavole in bianco e nero, mi accordo con il disegnatore e-o l’editore su che stile preferirebbero, si fanno delle prove, se il risultato piace a tutti si procede. Per una singola tavola il lavoro è: stesura basi, stesura ombre, aggiustamento atmosfera, effetti speciali, fine!

Che strumenti adoperi per colorare?

Wacom Tablet Intuos3 A4, passo più tempo con lei che con qualunque altro essere vivente. Ah già la tavoletta grafica non è un essere vivente…

Colori lo Spider-Man che viene edito dal Giornalino, cosa si prova a poter lavorare sul personaggio di punta della Casa delle Idee?

Fin da piccolo sono un fan di Spidey per i primi numeri è una grande emozione, poi prevale il professionismo sul romanticismo, prevalgono le grandi corse contro il tempo per stare nei termini di consegna, non è uno scherzo lavorare sull’arrampicamuri!

Qual è stato il personaggio che ti ha dato più soddisfazione colorare in queste storie?

Al primissimo posto Spider-Man, è stato un lusso colorare i primi piani, poi Lizard, poi l’Avvoltoio, un po’ tutti dai!

Come hai iniziato a lavorare su queste storie?

Per passaparola, gli autori avevano bisogno di un colorista serio che prendesse in mano più di una serie (non c’erano soltanto le serie Marvel Italia, in mezzo c’erano pure i ninja Turtles della Mirage e altri personaggi tutti italiani)

Come si svolge la colorazione del Nostro Amichevole Uomo Ragno di quartiere?

Più o meno come ho già scritto prima, stesura basi, ombreggiature, effetti speciali tanti piccoli passaggi che insieme tirano fuori un lavoro presumibilmente gradevole all’occhio e di grande impatto.

Come ti coordini con gli altri artisti, disegnatori, scrittori, che lavorano per queste storie?

C’è sempre molta armonia, nonostante i tempi stretti ci si sente per e-mail o per telefono quando si può, si sta a contatto serrato, altrimenti si rischia che ognuno vada per cavoli suoi e il risultato può essere incoerente, disegno e colore sono una cosa sola, nessuno deve pensare che siano passaggi separati, il risultato finale è uno, poi è un’altra storia che siano necessarie più persone per conseguirlo.

Su quale altro personaggio della Casa delle Idee vorresti lavorare?

Mi piacerebbe mettere le mie manacce sporche di colore su Daredevil, oppure su Wolverine, o ancora su Hulk!!

Secondo te qual è il fumetto colorato meglio attualmente della Marvel Comics?

Ce ne sono troppi e di stili molto diversi, secondo me uno dei migliori artisti che ha potuto vantare la Marvel è Joshua Middleton, virtuoso del disegno ma anche abilissimo colorista, ecco secondo me in alcune sue copertine-illustrazioni c’è dell’eccellenza indiscussa.

Leggi i fumetti della Marvel?

Più che leggo “guardo”, sbircio con attenzione i nuovi spunti creativi, i nuovi stili e tendenze editoriali.

Cosa ne pensi dell’Invasione degli artisti italiani alla Casa delle Idee?

Penso che gli Italiani sappiano disegnare come si deve e in tutti gli stili, siamo gli unici che lavorano in tutto il mondo senza fare una piega seguendo le esigenze più disparate. Ci sappiamo fare, c’è poco da discutere, il mondo dei fumetti da qualche anno a questa parte se ne sta accorgendo.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Il piano è diventare colorista di me stesso, vorrei disegnare per la Francia, collaboro con Soleil come colorista di Skyland, ma presto proporrò qualcosa anche come disegnatore, la strada che vorrei seguire è questa.

I sogni nel cassetto?

Sogni nel cassetto, solite cose banali, star bene con me stesso,non finire in manicomio, avere una persona accanto che non mediti ogni notte la mia morte, fare tante altre interviste come questa, migliorare e diventare un professionista apprezzato da tutti senza scadere in manie da superstar.

Grazie mille Oscar per l’intervista! L’ultima domanda… sei un Skrulls? In bocca a John Jameson per tutto!

Sono uno Skrulls ma solo nei giorni festivi. Crepi John Jameson e grazie dell’intervista, speriamo che qualcuno la trovi utile o almeno divertente.

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