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Inhumans - Culture Shock

Ecco la recensione di Shelidon di una storia degli Inumani inedita in Italia!

Inhumans - Culture Shock
(contiene Inhumans #1-#6)
- di Sean McKeever e Matthew Clark
Marvel Comics (23 marzo 2005)

Paperback: 144 pagine
ISBN-10: 0785117555


Ebbene sì, come molti di voi sanno mi sono di recente appassionata agli Inumani, popolo lunare dell’universo Marvel, così quando ho visto in fumetteria questo volumetto originale non ho trovato motivo di resistere. Di che cosa parla questo agile volumetto dal formato insolito? E’ una sorta di New X-men, ma i protagonisti sono cinque giovani (beh, più o meno giovani) di Attilan, la capitale lunare, in viaggio di studio allo Xavier Institute. Beh, più o meno di studio.


Tonja, volto di Julia Styles ma verde e con le ali, membro della guardia imperiale e sulla Luna ama un tizio che viaggia attraverso gli specchi.
Nahrees, volto di Mila Kunis, stronza e sociopatica e con l’elettricità che le esce dagli occhi.
Jolen, volto di Jason Biggs dicono loro, lo stesso razzista bigotto giardiniere che avevamo visto farsi Crystal in Son of M, qui alle prese con vari tentativi di entrare nelle mutande di Nahrees e di conquistare il mondo.
Alaris, volto di Ethan Embry, esterofilo ingenuotto con fenomenali poteri cosmici.
San, l’occhio attraverso cui si svolgono le vicende. Figlio di un membro della guardia imperiale, quarterback della squadra di football (beh, il corrispettivo lunare, ma ho reso l’idea) e ansioso di essere trasformato in qualcosa di ancora più potente dalle nebbie terrigene, diviene una sorta di mostruosità con un potere inutile. Ma è frutto di un fallimento o, piuttosto, una ricchezza affidatagli per portare a termine un disegno più alto e nobile, che vede la fine delle ostilità tra terra e luna?


Fanno brevi comparse Gorgon e Medusa, anche se niente Freccia Nera (sigh). In generale, una storiella leggera sull’incontro tra culture, su storie che potrebbero essere quelle di un qualunque studente Erasmus (beh, di un qualunque studente Erasmus con la testa da Twileek, intendo). Il senso di un approccio come questo è un po’ il senso della fantascienza stessa: uscire dalla realtà, straniarsi, per guardarla con occhi diversi e raccontarne cose che dall’interno sfuggono, portarla alle sue soglie paradossali e vedere quello che succede. Purtroppo, l’amore per le vicende quotidiane, per il teen drama ad ogni costo, fa passare un po’ in secondo piano spunti più interessanti. In ogni caso un ciclo godibile di storie che, i più esperti fra voi mi potranno rispondere, non so se sia mai stato pubblicato in Italia.

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