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Thor #121

Ecco la recensione ad opera di Shelidon del numero 121 di Thor!

Thor - Vendicatori Secret Invasion (Secret Invasion, da New Avengers #42 dell’agosto 2008). Come i miei più intimi confidenti sanno, mi sono rifiutata di seguire Secret Invasion e normalmente avrei saltato questa storia, ma la copertina-citazione da Avengers #221 era semplicemente deliziosa, così ho deciso di darle una chance. Direi che non ho fatto male. Innanzitutto i disegni di Jim Cheung aggiungono qualità, arrivando a far sembrare sexy chiunque: salterei addosso al Nick Fury della prima scena, Jessica nuda sul tavolo operatorio - che ve lo dico a fare? - ha decisamente il suo perché ma personalmente nemmeno alla regina skrull direi di no, quadruplo mento compreso. Che dire poi della famosa scena della donna ragno mentre scende le scale, che tanto piace a Lavagna? O della splash page mentre la regina si trasforma? Ed è proprio la trasformazione il pezzo forte di questa storia: per la prima volta l’intera storia del morphing non tracciabile mi appare credibile e, addirittura, aveva il suo pathos. Sono quasi curiosa di vedere come Bendis inserisce la sua House of M in questo carnaio. In sostanza non mi metterò a seguire Secret Invasion per questa storia, ma leggerò con piacere il seguito se il mese prossimo comprerò ancora Thor per… beh, per Thor.

La migliore vista di Asgard (Best View of Asgard, da Thor #10 del settembre 2008). Beh, questa reinvenzione dei personaggi mi piace. Sì. Anche Loki in versione drag queen. Diciamo che senza questo vento di reinvenzione, necessario per combinare qualcosa di buono, sarebbe un po’ fuori luogo la rivelazione su Balder in perfetto stile Luke Odino è tuo padre (ehi… no, non era così…). Coipel è semplicemente in stato di grazia, le sue scene della vecchia Asgard sono meravigliose, così come è riuscito in modo convincente a crearsi due linguaggi per l’interno e l’esterno, un linguaggio iper-decorato, quasi barocco, ed uno più scarno e ruspante fatto di ragazzi con le lentiggini e anziane signore. E il tutto giocando sì con la colorazione, ma senza usare due set di tinte completamente differenti: in fin dei conti è lo stesso luogo, lo stesso piano della realtà, lo stesso momento. Molto molto bravo.

La morte di Capitan America - Atto III: L’uomo che comprò l’America (The Death of Captain America III: The Man who bought America, da Captain America #39 e #40 dell’agosto e del settembre 2008). Ma ancora va avanti?

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