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Thor #122

Ecco la recensione di Shelidon del numero 122 di Thor!

Marvel Comics - ThorSecret Invasion (Secret Invasion, da New Avengers #43 del settembre 2008). Non seguo il crossover ma è almeno la terza volta che vedo ripetuti i concetti di questa storia. Abbiamo capito che gli skrull sostituiti pensano di essere chi sostituiscono: vogliamo andare avanti? Succede qualcosa, prima o poi, o questi l’invasione l’hanno solo pianificata? Per tacer del fatto che la sola presenza di Shanna e del suo allegro compagno è sufficiente a indispormi. Con questo episodio, Bendis ha perso i punti che aveva guadagnato con il precedente.

Regno di sangue (Reign of Blood, da Thor: Reign of Blood #1 dell’agosto 2008). Ancora una volta il motivo del mio acquisto e ancora una volta il pezzo forte dell’albo, almeno dal mio punto di vista. Ci viene mostrata un’altra delle prove di Fraction a confronto con la mitologia, un’altra prova perfettamente riuscita nella mistura tra quella che è la tradizione nordica e quelle che sono la storia e la personalità del dio del tuono nell’universo Marvel. In particolare questo episodio in due parti ci mostra per prima una parte riallacciata all’uccisione del gigante del gelo di cui già avevamo letto in Ages of Thunder. E onestamente non ne ricordo eco nei miti. La seconda è una vicenda che si trova narrata differentemente anche nell’Edda di Snorri: in quel caso è Freya e non l’Incantatrice a trovarsi ospite presso i quattro (e non tre) nani, e tutti e quattro le offrono diversi doni perché passino la notte con lei. Alla fine, su suggerimento di Grerr, si mettono a lavorare su una splendida collana e gliela offrono in dono: di fronte al rifiuto della dea di accettare un regalo tanto bello, richiedono una notte d’amore ciascuno (separatamente, e non tutti insieme come coloritamente accade nel fumetto). I nani sono Berling, Alfrigg, Grerr e Dvalin, nome che agli appassionati di Tolkien non suonerà nuovo. Lo svolgimento non è differente: diversa è la conclusione. Se non ricordo male, è vero che Odino adirato le strappa la collana, ma alla fine la restituisce purché lei lo aiuti a scatenare una guerra sulla terra. Un ruolo assai diverso da quello che gli viene giustamente riservato nel fumetto. Quanto al terzo modulo, è in gran parte prodotto di fantasia, ma non rinuncia a strizzare l’occhio a chi mastica un po’ di mitologia norrena: Sleipnir, il cavallo che nel fumetto è creato da Thor con le ceneri dei suoi otto, è in realtà il cavallo a otto zampe di Odino. Stando sia all’Edda poetica che a quella di Snorri, è figlio di Loki in forma di giumenta e dello stallone infernale Svad… Sval… vabbé, fidatevi. Suddetto cavallo era per altro lo stesso a fare tutto il lavoro durante la costruzione delle mura di Asgard, vicenda che mi pare sia stata comunque narrata nel fumetto, in forma leggermente diversa, qualche numero fa. Un altro giochino interessante. Nel complesso, quindi, l’operazione di Fraction mi diverte molto. Che è quanto si può chiedere da un fumetto come questo.

La morte di Capitan America, atto III - L’uomo che comprò l’America #5 (The Death of Captain America #3: The Man Who Bought America #5, da Captain America #41 dell’ottobre 2008). Basta, per dio, basta.

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