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Piano di lavoro per la classe 5

...nella pianificazione delle attività didattiche il docente di matematica tenga conto delle seguenti indicazioni: a) sui temi più nuovi graduare le difficoltà, ma evitare di cadere nel banale; b) nelle questioni di algebra non dimenticare gli aspetti geometrici soggiacenti; c) spostare l'attenzione dallo studio di funzione allo studio dell'influsso dei parametri sull'andamento di una funzione, ...

All’inizio dell’anno scolastico, uno dei principali
impegni del docente è quello della pianificazione delle attività didattiche finalizzata alla buona riuscita delle prove dell’Esame di Stato.

Le passate esperienze hanno messo in evidenza [cifr. F. Arzarello
(Dip. Matematica Univ. Torino) e M. Mosca (I.T.I. “G.Bordoni”,
Torino)]che la formula dell’attuale terza prova presenta certi
rischi e alcuni punti deboli:

a) la forma semplificata della terza prova, ragionevole nei primi
due anni, può preludere ad una

banalizzazione permanente;

b) i docenti possono essere indotti nell’ultimo anno solo ad “addestrare”
gli allievi a rispondere a quelle domande che intendono porre
nelle prove d’esame;

c) la formulazione di quesiti scritti o orali che richiedano di
utilizzare ed integrare le conoscenze e competenze matematiche
in altri ambiti disciplinari può risultare difficoltosa
anche perché in Italia manca una tradizione in merito.

Al fine di preparare in modo adeguato gli allievi a sostenere
la terza prova, si suggerisce di abituare gli allievi ad affrontare
prove simulate che tengano conto delle seguenti indicazioni:

a) sui temi più nuovi graduare le difficoltà, ma
evitare di cadere nel banale;

b) nelle questioni di algebra non dimenticare gli aspetti geometrici
soggiacenti;

c) spostare l’attenzione dallo studio di funzione allo studio
dell’influsso dei parametri sull’andamento di una funzione, ad
esempio chiedere di individuare funzioni che soddisfino a determinate
condizioni (che approssimano dati assegnati, che presentano un
certo andamento quanto a massimi e minimi, crescenza, ecc.), evitando
che la soluzione sia unica, impiegando formulazioni qualitative;

d) proporre problemi di modellizzazione (semplificati, ma che
non siano in contrasto, sotto qualche aspetto, con altri ambiti
disciplinari);

a) usare un linguaggio conciso;

b) lasciare libertà di scelta del procedimento;

c) individuare argomenti circoscritti su concetti fondanti, idonei
ad evidenziare l’effettiva comprensione;

d) per la trattazione sintetica e per i quesiti a risposta singola,
evitare di chiedere definizioni e dimostrazioni di teoremi, e
invece ad esempio chiedere di spiegare perché un enunciato
è errato o di fornire un esempio in cui, cadendo una delle
ipotesi di un teorema, la tesi non vale; di descrivere figure
nello spazio; di trattare aspetti epistemologici della matematica.