Un primo contatto

Una volta trovato il modo a noi congeniale per rilassarci e liberare la mente da pensieri ed emozioni (Ida Di Donato, uno dei massimi esperti in tema di energie sottili, definisce questa fase "Abbattimento del mentale e del sensorio"), possiamo iniziare ad esplorare i mondo che stanno sopra di noi.

Stiamo per affrontare i mondi che stanno al di sopra di noi, i mondi sottili, ultraterreni, abitati da Spiriti Guida. Un viaggio che ci arrichisce ogni volta che lo affrontiamo. Ci muniamo ancora di carta e penna per scrivere le nostre emozioni e sensazioni alla fine del contatto.

 

Prima di procedere con la tecnica di rilassamento scelta, decidiamo quale tipo di entità andiamo a contattare. Può essere il nostro Spirito Guida, l’anima di una persona defunta, o in generale possiamo renderci disponibili a ricevere i messaggi di chi ha desiderio di comunicare con noi. Per questi primi esercizi, finchè non abbiamo acquisito sufficiente dimestichezza con la medianità, suggerisco di rivolgerci al nostro Spirito Guida; può risultare più complesso, ma i messaggi che riceveremo non ci spaventeranno.

 

Una volta ottenuto il rilassamento, chiediamo mentalmente di poter parlare con il nostro Spirito Guida e ci rendiamo disponibili all’ascolto. Ricordiamoci che essi sono entità che vanno sempre rispettate e che da loro non “dobbiamo” avere risposte ma “desideriamo” ottenerle. Non assumiamo quindi un atteggiamento di superiorità nei loro confronti.

 

Chiediamo gentilmente se sono disponibili a parlare con noi e se hanno qualcosa da dire. Ricordiamoci anche di farci dire chi sono, cioè se si tratta del nostro Spirito Guida come abbiamo chiesto o di qualche altra entità che si è inserita nel nostro canale. Prendiamo nota, se ci riusciamo, di quello che ci dice, anche se sembrano frasi senza senso. La pratica affinerà la comunicazione.

 

Quando ci è stato detto tutto ciò che dovevano comunicarci, salutiamoli e ringraziamoli del contatto, rinnovando la disponibilità ad incontrarli ancora in futuro. Respiriamo lentamente per ritornare i noi, senza fretta, senza movimenti bruschi. E segnamo sul foglio di carta tutte le sensazioni, emozioni provate e le parole che ci sono state dette. Rileggendole in futuro, ci renderemo conto come quelle parole non venivano da noi, dalla nostra mente.

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