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Cos'è la "cellulite"?

Termine molto usato, anche se tecnicamente scorretto, indica un inestetismo molto conosciuto dalle donne. Ma, in fondo, cos'è la cosiddetta "cellulite"?

Con il termine “cellulite” si intende, nell’uso comune, l’aumento del tessuto adiposo (il “grasso”) in alcune zone, in particolare nella regione supero-esterna della coscia.

In realtà dobbiamo distinguere diverse forme con caratteristiche diverse:

1) Pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica o PEFS: termine difficile da pronunciare che indica una situazione patologica a livello del tessuto adiposo con alterazioni del microcircolo e sintomatologia clinica. Esistono diversi stadi di PEFS, dalla forma più lieve con edema, alle forme avanzate con cute a buccia d’arancia o a materasso;

2) Eccesso di adiposità localizzata: in questo caso non vi sono alterazioni del tessuto adiposo, ma sono un aumento delle cellule (in numero o volume) e, in particolare, nel sesso femminile, nella zona inferiore del corpo; ciò è causa di inestetismi più o meno visibili;

3) Accentuazione del normale habitus ginoide: condizione ereditaria con divario tra il diametro bitrocanterico (fianchi) e quello biomerale (spalle). In pratica si accentua l’aspetto a “pera” del corpo femminile;

4) Ipotonia muscolare: si fa rientrare tra le forme di “cellulite” ma in realtà in questo caso è la caduta del gluteo sulla parte posteriore della coscia, per scarso tono muscolare, appunto, a creare questo inestetismo, con fuoriuscita laterale di un eccesso di tessuto.

Ciauscuna di queste forme ha, naturalmente, trattamenti differenti; in particolar modo occorre riconoscere e trattare la PEFS che è una vera e propria patologia, a differenza delle altre forme, ove il tessuto è normale, ma il danno è esclusivamente estetico. Sono presenti anche forme miste.Tra i vari trattamenti (in continua evoluzione), il più conosciuto è senz’altro la mesoterapia. Ad ogni modo, i migliori risultati si ottengono con trattamenti combinati, tenendo presente che alla base di tutto vi è una corretta alimentazione (attenzione! non le diete drastiche, che invece peggiorano l’inestetismo), e una adeguata attività fisica.

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