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L'angolo dell'esperto: L'attività del Licopene

Rubrica a cura del Prof.Addonisio, dermatologo, docente universitario, direttore della scuola quadriennale di medicina estetica IAF-Sim.ben e presidente della Società italiana di Medicina del Benessere. Argomento di maggio: L'attività del Licopene. La rubrica è temporaneamente sospesa, riprenderà a gennaio 2007

Introduzione

 

Diversi studi e ricerche hanno evidenziato l’importanza nella dieta, del consumo di frutta e ortaggi al fine di preservare la salute umana e il benessere fisico, prevenendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari e di alcune forme tumorali. Negli ultimi anni una grande attenzione è stata rivolta al pomodoro e ai suoi derivati in quanto fonti principali di Licopene. Alcuni autori hanno riportato che un consumo abbondante di pomodoro e suoi derivati è inversamente correlato con il rischio di insorgenza di tumori dell’apparato digerente e della prostata. Inoltre sono stati svolti altri approfondimenti riguardo agli effetti benefici del Licopene sia nell’ambito delle malattie infettive, sia nei disturbi dermatologici.

Nella presente esposizione verranno affrontate queste ed altre tematiche per comprendere in che modo il Licopene agisce nell’organismo umano e fino a che punto può risultare utile in differenti campi della prevenzione medica.

 

 

Struttura e biodisponibilità del Licopene

 

Il Licopene, è il principale responsabile del colore rosso del pomodoro maturo e di altri pigmenti gialli e rossi caratteristici di alcuni frutti e verdure, quali per esempio il cocomero, l’albicocca, il pompelmo rosa, l’uva e la papaia. Nel pomodoro il Licopene si trova maggiormente nella  parte  più  esterna   del  mesocarpo,  dove in seguito alla maturazione del frutto va a sostituire la clorofilla.

Il Licopene viene definito chimicamente un carotenoide aciclico lineare caratterizzato da 11 doppi legami  coniugati e, a differenza del Beta-carotene, non è provitaminico A, cioè non viene trasformato dall’organismo in vitamina A.

In natura il Licopene si trova sotto forma strutturale di isomeri di tipo “trans” e, in particolare, nella frutta e nella verdura fresca la sua percentuale risulta essere di 30 mg per Kilo. Nell’osservazione dei metodi di lavorazione del Licopene, con particolare attenzione al riscaldamento, è stato dimostrato che la sua struttura viene modificata portando alla formazione di isomeri di tipo “cis”, che sono stati valutati maggiormente assimilabili dall’organismo umano, mostrando così una maggiore biodisponibilità. Inoltre la quantità di Licopene in tutti i derivati trattati del pomodoro risulta essere molto alta (100-150 mg per Kilo) superando i livelli relativi alla quantità nei pomodori rossi freschi. Dunque nella preparazione culinaria o industriale la struttura del Licopene è apparsa molto stabile anche rispetto a quella della vitamina C.

L’organismo umano non è in grado di sintetizzare il Licopene, ma una volta assunto si ritrova in concentrazioni più alte nel fegato, nei testicoli, nelle ghiandole surrenali e nella prostata. Assumere ogni giorno attraverso i pasti una piccola quantità di Licopene (50-100 mg) per almeno   30   giorni    protegge   le lipoproteine dall’ossidazione, purchè l’organismo disponga di quantità normali di vitamina E. L’accumulazione del Licopene nell’organismo lo difende anche nei periodi in cui eventualmente non è possibile assumerlo. L’aggiunta di flavonoidi potenzia inoltre l’attività antiossidante del Licopene.

La biodisponibilità  per l’uomo   del   Licopene   è fortemente influenzata dalla concomitante presenza di lipidi nella dieta, in quanto questi hanno un ruolo fondamentale di estrazione dei carotenoidi dalla fase acquosa con formazione di micelle miste, attraverso le quali i carotenoidi vengono assorbiti dagli enterociti e trasferiti ai tessuti in modo automatico come lipofili.

I chilomicroni nell’intestino sono i responsabili del trasporto del Licopene e di altri carotenoidi, attraverso i vasi linfatici, dalla mucosa al sangue.

 

 

Attività del Licopene
 

E’ stato dimostrato che rispetto ad altri carotenoidi il Licopene possiede un’altissima capacità antiossidante e antiradicali liberi e questa sua funzione lo rende una sostanza molto interessante relativamente alle sue molteplici applicazioni terapeutiche. Da tempo si conosce l’importanza degli antiossidanti nell’agire contro l’invecchiamento cellulare e la proliferazione cellulare causa di molteplici malattie degenerative, quali i tumori e alcune patologie cardiovascolari; in particolare, gli studi svolti sul Licopene, confermano questi dati e riportano altre importanti informazioni relative alla prevenzione ed intervento in diverse aree della medicina.

Il Licopene, come antiossidante, interviene a intrappolare l’ossigeno facendo diminuire le mutazioni nel Test di Ames. Inoltre il Licopene inibisce la crescita delle cellule cancerogene interferendo con l’aumento dei fattori di ricezione del segnale e l’avanzamento del ciclo cellulare senza causare alcun tipo di effetto tossico o di apoptosi cellulare. E’ stato osservato inoltre che la combinazione di bassi livelli di Licopene con la 1,25-diidrossivitamina D3 era sinergica agli effetti sulla proliferazione cellulare e agli effetti di differenziazione sulla progressione del ciclo cellulare nel delimitare le cellule HL-60 della leucemia promielocitica, condizionando alcune interazioni a livello nucleare o subcellulare. Il Licopene e la luteina interagiscono sinergicamente come antiossidanti e ciò potrebbe essere correlato al posizionamento dei diversi carotenoidi nelle membrane.

A Chicago nel 1997 venne misurata la quantità di Licopene ed altri carotenoidi nel sangue di 578 uomini con cancro della prostata, e i dati vennero confrontati con quelli ricavati dall’analisi di 1294 individui sani. Mentre gli altri carotenoidi erano ugualmente presenti negli individui ammalati e in quelli senza cancro,  il Licopene  era  molto  basso

nei pazienti con cancro alla prostata. Più grave era il cancro, più basso era il livello di Licopene nel sangue, cioè si ammalavano più facilmente e più gravemente gli individui che non avevano assunto sufficienti quantità di Licopene. Si concluse che la somministrazione giornaliera di estratti di pomodoro (ricchi di Licopene) riduceva significativamente il rischio di avere un cancro alla prostata.

Studi molto recenti sulle cellule umane  e  animali

hanno individuato la funzione del gene 43 nel regolare l’azione del Licopene che interviene a migliorare la comunicazione a livello delle porte di giunzione intercellulari (GJC). La GJC è deficitaria in molte forme di tumori e il ripristino di questa funzione è associato ad una riduzione della proliferazione cellulare.

Il tumore dell’apparato digestivo (cancro dell’esofago, dello stomaco, del colon, del retto) è tra i più frequenti in tutto il mondo e presenta caratteristiche eziologiche e processi biologici molto particolari. Uno dei primi studi che hanno esaminato il ruolo del Licopene nella prevenzione del cancro all’esofago venne svolto nell’Iran del Nord dove questo tipo di patologia è fortemente diffusa. Venne dimostrato che il suo consumo settimanale in un gruppo di soggetti presi in esame era associato alla riduzione del rischio di tumore all’esofago del 40%. Più di recente un altro studio di controllo svolto in Italia ha riportato che il consumo settimanale di sette o più porzioni di pomodori in un gruppo campione, rispetto ad un altro campione che ne consumava solo due porzioni settimanali, era associato ad una riduzione del rischio di cancro del 50%. Inoltre è stato valutato che alte concentrazioni di Licopene nel sangue sono associate ad una diminuzione del rischio di cancro alla mucosa gastrica.

Buoni risultati nell’applicazione sull’organismo umano sono stati ottenuti anche nel tumore al pancreas che risulta essere una patologia di oscura eziologia e particolarmente devastante a causa del suo insidioso innestarsi, che viene individuato solo a stadi avanzati, e che mostra una irrilevante risposta positiva alle terapie mediche. Anche per questo tipo di patologia è stato rilevato che i soggetti con più alti livelli di Licopene nel sangue avevano una probabilità cinque volte inferiore di sviluppare un tumore al pancreas.

Uno studio di controllo svolto su un campione di donne con neoplasia cervicale intraepiteliale ha dimostrato che il Licopene è risultato il solo carotenoide che interviene a ridurre il rischio di tumore alla cervice. Per quanto riguarda l’azione sul tumore alla mammella possiamo sottolineare i dati emersi da una ricerca effettuata su un campione di topi, trattati con 7,12-dimetil-benzantracene (DMBA), che avevano manifestato questo tipo di patologia. Ai topi era stato somministrato olioresina di pomodori ricchi di Licopene attraverso iniezioni intraperitoneali effettuate nelle due settimane precedenti all’esposizione di DMBA e per un periodo di 16 settimane successive alla formazione del carcinoma. Questi topi, rispetto a quelli del gruppo di controllo, svilupparono un numero inferiore di tumori con un volume minore.

Uno studio su cellule in coltura riporta che il Licopene inibisce la proliferazione di cellule cancerogene mammarie MCF-7.

I disturbi cardiovascolari risultano essere tra le principali cause di mortalità nella maggior parte dei paesi industrializzati; Il Licopene come importante antiossidante agisce anche contro l’ossidazione del Colesterolo LDL che è considerata una delle cause più rilevanti nella formazione della placca ateromasica responsabile a sua volta di vari disordini vascolari quali per esempio l’ostruzione delle arterie coronariche, le arteriopatie in genere e quindi un eventuale inizio e sviluppo dell’arteriosclerosi. E’ importante sottolineare, dunque, l’azione di questa sostanza nel prevenire infarti ed ictus.

Un’altra possibile applicazione del Licopene è rappresentata dall’azione protettiva che esso esercita sulla pelle in caso di lunga esposizione ai raggi UV. L’esposizione alla luce ultravioletta, e quindi anche al sole, provoca effetti sia a breve che a lungo termine. A lungo termine si hanno degli effetti sicuramente non graditi, come per esempio l’invecchiamento cutaneo, che purtroppo può aumentare anche il rischio di sviluppare alcune forme di tumori epiteliali. Oggi si sa però che gli effetti nocivi dei raggi ultravioletti sono causati in parte dalla formazione di specie reattive dell’ossigeno, dallo stress ossidativo e dall’azione dei radicali liberi, i quali possono danneggiare la struttura del DNA delle cellule, causare un’alterazione delle proteine e delle attività enzimatiche, produrre la perossidazione dei lipidi, e causare danni alle membrane cellulari.  Inoltre è stato dimostrato che i raggi UV provocano una riduzione dei livelli di carotenoidi nel plasma. Per questi motivi si ritiene che l’assunzione di Licopene, grazie alla sua elevata azione antiossidante, possa essere un importante mezzo di difesa per la nostra pelle nei confronti del fotoinvecchiamento e di eventuali processi di cancerogenesi.

Uno studio svolto su pazienti risultati positivi al test dell’HIV ha mostrato che le concentrazioni nel siero di Licopene, a-carotene e b-carotene erano basse in particolare in quei soggetti che presentavano infezioni più gravi con un numero inferiore di cellule CD4+ “helper”.

Ridotte concentrazioni di Licopene nel siero sono state osservate nei bambini affetti da HIV.

Nonostante sia impossibile affermare che il Licopene intervenga a ridurre il rischio di contrarre HIV, è invece possibile sostenere che  l’abbassamento delle concentrazioni di antiossidanti nel sangue, possa essere associato a fenomeni metabolici caratteristici dell’infezione da HIV.

Essendo oramai accertata l’azione antiossidante del Licopene è interessante infine ricordare il ruolo che può assumere nel prevenire danni ossidativi del Sistema Nervoso Centrale che spesso sono causa dell’instaurarsi di patologie neurologiche quali l’Alzheimer e il morbo di Parkinson.

 

 

Conclusioni

 

Come è stato possibile osservare, sulla base di quanto esposto sopra, gli effetti benefici del Licopene sono molteplici e le controindicazioni all’assunzione di questa sostanza praticamente inesistenti. Una dieta ricca di Licopene è consigliata a tutte le età, a partire dai dieci mesi di vita, poiché la prevenzione di alcune patologie è condizionata anche da un’alimentazione equilibrata in grado di fornire all’organismo tutte quelle sostanze nutritive e protettive che possono intervenire a migliorare la salute ed il benessere fisico, e quindi la qualità della vita di ogni individuo.

 

 

 

 Prof. Tommaso Addonisio

 

 

 

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