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L'angolo dell'esperto: La papaya

Rubrica a cura del Prof.Addonisio, dermatologo, docente universitario, direttore della scuola quadriennale di medicina estetica IAF-Sim.ben e presidente della Società italiana di Medicina del Benessere. Argomento di gennaio-febbraio 2007

La papaya è una pianta della famiglia delle Caricacee (latino scientifico Carica papaia), detta anche albero dei meloni, originaria del sud del Messico e della vicina America centrale,attualmente diffusa in tutti i paesi tropicali e subtropicali
Il suo frutto è molto apprezzato, soprattutto dall’industria alimentare. Il suo colore è giallo quando è maturo, verde quando ancora immaturo. La sua composizione percentuale in micronutrienti e non è così ripartita: 86,8% acqua,12,8% carboidrati, vit. E, vit. C, vit A, riboflavina, niacina, tiamina., calcio, fosforo, ferro. La vitamina C, come noto a tutti, è dotata di proprietà antiossidanti e antiradicali liberi oltre che stimolante il sistema immunitario. Il suo contenuto nel frutto della papaya equivale a 84 mg/kg. Un altro importante costituente della papaya è rappresentato dall’α-tocoferolo (vit.E). Il fabbisogno dietetico giornaliero raccomandato di vit.E, è pari a 10 mg per i soggetti maschi adulti e a 7.6 mg per le femmine in età adulta. Essa ha un valore protettivo nei confronti di molteplici patologie: cardiovascolari, cutanee, otorinolaringoiatriche e neoplastiche. Infatti la vitamina E protegge le membrane cellulari dai processo di degradazione (lipoperossidazione), grazie alla sua attività antiossidante e anti-radicali liberi. Ha inoltre proprietà vasoprotettive e elasticizzanti cutanee. Il contenuto di vit. E nei germogli di papaya è pari a 113mg/kg. La vitamina A (contenuto nel frutto della papaya pari a 10,9 mg/kg), rigenera i tessuti epiteliali e incrementa la funzionalità degli annessi pilosebacei.
Tutte le parti della pianta contengono un lattice in cui sono contenuti enzimi cosiddetti cistein-proteinasi, appartenenti alla famiglia delle chitinasi di classe II. Tra queste la principale è la papaina. Questa si presenta come una polvere grigia, solubile in acqua, dotata di marcata azione proteolitica in un PH compreso tra 4 e 6.5.
La papaya viene utilizzata in medicina per la cura della dispepsia, oltre che in varie preparazioni per uso topico; infatti alcune preparazioni tradizionali a base di papaya vengono utilizzate in Africa e in Jamaica, per la terapia delle ustioni in età pediatrica e per le ulcere cutanee croniche in età adulta. La papaya infatti, e in particolar modo gli enzimi in essa contenuti, oltre ad avere una azione cheratolitica, possiede proprietà esfolianti e antimicrobiche sull’epidermide, facilitando l’eliminazione del tessuto necrotico, la formazione di tessuto di granulazione e impedendo infine fenomeni di sovrainfezione batterica in sede di lesione.

I germogli di papaya contengono alcuni tipi di flavonoidi (1264 mg/kg ). I flavonoidi sono dei polifenoli. con proprietà antiossidanti e antiradicali liberi, antinfiammatorie, antiaggreganti piastriniche, antitrombotiche e antiallergiche .Inoltre essi inibiscono la sintesi di numerosi enzimi implicati nei processi di genesi tumorale, come le lipossigenasi e le ciclossigenasi. oltre a rappresentare una fonte di riserva di vitamina C.
La papaina costituisce da un punto di vista funzionale il costituente fondamentale della papaya (viene estratta nella sua forma attiva, quando il frutto è ancora verde e quindi immaturo). Infatti le sue proprietà cheratolitiche, rigeneranti il tessuto collagene, eutrofiche, antisettiche, rappresentano delle caratteristiche fondamentali per l’utilizzo in dermocosmesi.
Alla luce di quanto esposto in precedenza, possiamo dunque concludere che il frutto della papaya, oltre ad essere dotato di proprietà sistemiche (digestive, antiparassitarie, antiossidanti etc.) è altresì assai idoneo all’utilizzo in dermo-cosmesi.
In particolare, esso può rappresentare una alternativa valida ed efficace agli AHA ( alfa-idrossiacidi), ad esempio all’acido glicolico.

ATTIVITA’ ANTIAGING DELLA PAPAYA
La papaia è una pianta della famiglia delle Caricacee ( latino scientifico Carica papaia), detta anche albero dei meloni, originaria del sud del Messico e della vicina America centrale. Attualmente è diffusa in tutti i paesi tropicali e subtropicali.
Il suo frutto è molto apprezzato, soprattutto dall’industria alimentare.
Il suo colore è giallo quando è maturo, verde quando ancora immaturo.
Tutte le parti della papaia contengono un lattice in cui sono contenuti enzimi cosiddetti cistein-proteinasi, appartenenti alla famiglia delle chitinasi di classe II: la papaina o pepsina vegetale, la papaiotina o papas, la chimopapaina, la caricaina e una glicol-endopeptidasi.
La papaina si presenta come una polvere grigia, solubile in acqua, dotata di marcata azione proteolitica, soprattutto nel campo di ph compreso tra 4 e 6,5; è formata da una catena polipeptidica con peso molecolare di circa 21000.
Mediante la separazione del lattice di papaia su gel cromatografico, con substrato contenente (NH4)2SO4, è possibile identificare 3 diversi picchi: picco1, corrispondente alla caricaina, picco2 corrispondente alla chimopapaina, picco3 alla glicol-endopeptidasi, picco 4 alla papaina.
La papaina viene utilizzata in medicina per la cura della dispepsia, oltre che in varie preparazioni per uso topico ( cura delle ustioni e ulcere croniche ).

La papaia infatti, e in particolar modo gli enzimi in essa contenuti, oltre ad avere un’azione cheratolitica, hanno proprietà esfolianti ed antimicrobiche sull’epidermide, facilitando l’eliminazione del tessuto necrotico, la formazione di tessuto di granulazione e impedendo infine fenomeni di sovrainfezione batterica in sede di lesione.Kermanshai et al, hanno dimostrato che gli estratti di papaia posseggono anche proprietà antielmintiche. L’introduzione nella dieta di donne nel post-partum della papaia con il beta carotene, ha determinato un incremento del contenuto in vitamina A ed in ferro del latte materno.
La papaia contiene inoltre alcuni tipi di flavonoidi. I flavonoidi sono dei polifenoli con la struttura dei difenilpropani. Le 4 classi principali sono: ossiflavonoidi ( flavoni, flavonoli,etc.), antocianine, isoflavoni e i derivati del flavon-3-olo ( catechina e tannini ). Essi hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie,antiaggreganti piastriniche, antitrombotiche e antiallergiche e possono inibire la sintesi di numerosi enzimi implicati nei processi di genesi del tumore, come le lipossigenasi e le ciclossigenasi.
Prof. Tommaso Addonisio
www.tommasoaddonisio.it

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