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I Radicali liberi

Rubrica a cura del Prof.Addonisio, dermatologo, docente universitario, direttore della scuola permanente di formazione in medicina estetica Simben di Roma e presidente della Società italiana di Medicina del Benessere. Argomento di ottobre-novembre 2007

I RADICALI LIBERI

I radicali liberi sono molecole instabili in quanto possiedono un elettrone spaiato sull’ultimo orbitale. Questo fenomeno rende queste molecole particolarmente reattive con un risultato altamente destabilizzante per l’ equilibrio elettrico di altre molecole.

Questa interazione è particolarmente veloce ed è causa di una reazione a catena con un effetto fortemente perturbante per la fisiologia dell’organismo.

C’è da dire che tutti i processi vitali in cui partecipa l’ossigeno provocano in via del tutto naturale la produzione di radicali liberi: trattasi, quindi, di un fenomeno biologico che avviene di continuo, a fronte del quale l’organismo si difende provvedendo a disattivare queste molecole dannose con la produzione di sostanze che sono in grado di catturarle e di renderle innocue.

Il problema insorge quando, per vari motivi, anche di natura patologica o legati al processo naturale d’invecchiamento, la risposta in tal senso dell’organismo risulta deficitaria oppure se la produzione di radicali liberi risulta comunque eccessiva.

Consideriamo che la produzione di radicali liberi è un processo naturale e quindi inevitabile nell’ambito del metabolismo aerobico, cioè di quei processi chimici che assicurano la produzione di energia necessaria al corpo umano.

A lato di questo processo naturale, vi sono poi altre circostanze che concorrono ad incrementare la presenza di radicali liberi; in corso di malattie infettive, ad esempio, v’è senza dubbio un aumento della produzione di queste molecole dannose, per il maggior impegno del sistema immunitario che implica tutta una serie di reazioni chimiche che richiedono ossigeno.

L’esposizione alle radiazioni è un altro fenomeno dannoso in cui si verifica un pericoloso incremento di radicali liberi : non trattasi solo dei raggi X usati in medicina ma anche della radioattività naturale o accidentale, così come dell’esposizione prolungata ai raggi solari.

Anche le radiazioni elettromagnetiche, denominate comunemente “elettrosmog”, sono in grado di attivare un pericoloso aumento di queste sostanze e non v’è dubbio che siamo letteralmente circondati da oggetti di uso comune che emettono questo tipo di radiazione.

Purtroppo, a questa serie di fattori, v’è da aggiungere ancora quella condizione che ci sembra forse la più pericolosa, se non altro perché più subdola : trattasi dell’inquinamento ambientale, oggi talmente diffuso da non risparmiare nessun luogo del pianeta.
L’inquinamento ambientale ha peraltro un’azione a vasto raggio e non solo di tipo ossidativi: esso riguarda l’aria che respiriamo, i cibi di cui ci nutriamo ma anche l’acqua, così necessaria alla nostra sopravvivenza. Le sostanze inquinanti sono veramente tante, con effetti spesso poco conosciuti così come non sappiamo nulla della potenziale pericolosità dell’associazione di queste sostanze fra di loro.

V’è un inquinamento diffuso da metalli pesanti ( piombo, mercurio, cadmio, alluminio, nickel, ecc. ), così come v’è un inquinamento da parte di molecole o sostanze chimiche diverse, utilizzate in agricoltura ( fitofarmaci, pesticidi, ecc. ), sprigionate dall’industria o derivanti dall’uso di oggetti, macchine ed utensili vari.

Ora, non v’è dubbio che tutte queste sostanze sono tossiche non solo per il fatto di incrementare la produzione di radicali liberi ma anche e soprattutto per la loro azione, spesso mutagena e quindi potenzialmente cancerogena, sull’organismo umano.

Come se non bastasse, v’è anche il fumo di tabacco, che agisce come un vero e proprio veleno sull’organismo, in quanto ha la proprietà non solo di aumentare la concentrazione di radicali liberi ma immette sicuramente in circolo anche un insieme di sostanze ad azione cancerogena o comunque tossica.

Paradossalmente, spesso anche i farmaci, cioè quelle sostanze prodotte dall’uomo a fini terapeutici, presentano spesso caratteristiche di tossicità in tal senso, considerando che oltre al principio attivo sono presenti sostanze leganti o conservanti o coloranti, la cui innocuità è tutta da dimostrare, soprattutto a lungo termine.

Ora, non v’è dubbio che una presenza eccessiva e continua di radicali liberi nell’organismo è sicuramente causa di conseguenze degenerative, sia in termini di invecchiamento che di possibili patologie insorgenti, soprattutto tumori o malattie cardiovascolari.

Per questo l’assunzione di sostanze che contrastano l’azione dei radicali liberi, aiutando l’organismo nella sua funzione naturale di detossificazione, pone in grado quest’ultimo di contrastare meglio il processo di invecchiamento e di difendersi dall’insorgenza delle malattie degenerative.

Da più di venti anni, ricerche sempre più numerose hanno messo in correlazione molte delle malattie più comuni con un’insufficiente introduzione di nutrienti antiossidanti e di contro con un eccesso di radicali liberi.

Il danno radicalico, cui abbiamo poc’anzi accennato, viene definito come danno ossidativo ed è certamente un rischio cui l’organismo è sottoposto in funzione di più fattori: il tipo di dieta, lo stile di vita, la salubrità dell’ambiente, l’età, lo stato di salute, l’ereditarietà, ecc.
Naturalmente, l’organismo ha la capacità di difendersi da sè dall’azione tossica dei radicali liberi, producendo tutta una serie di molecole attive, che sono in grado di contrastarne l’azione. Se l’individuo ha una buona costituzione sotto il profilo genetico, non è debilitato e possiede uno stato di salute non compromesso, l’attacco dei radicali liberi viene efficacemente contrastato da meccanismi fisiologici naturali, attraverso la produzione di sostanze enzimatiche come, ad esempio, le catalasi, la superossido dismutasi e la glutatione perossidasi, che sono in grado di indurre ed attivare tutta una serie di reazioni chimiche di difesa.

Vi sono inoltre sostanze attive che intrappolano i radicali liberi, inattivandoli: le principali sono il glutatione,la vit. C, la vit. A , la vit. E, il selenio.

Tuttavia, se non c’è un apporto nutrizionale sufficiente di tali vitamine o di oligoelementi necessari per mantenere in efficienza questo complesso sistema di difesa, non v’è dubbio che l’organismo non sarà in grado di far fronte all’attacco continuo che esso subisce.

Senz’altro, la reazione dell’organismo in tal senso riveste un’importanza fondamentale ma può rivelarsi insufficiente a causa di un eccessivo accumulo di radicali liberi, dovuto a tutta quella seri di fattori di cui abbiamo poc’anzi parlato.

Ecco, allora, che la dieta può venire in soccorso a tale scopo, anzi a questo punto si può affermare che solo attraverso l’alimentazione ed un’integrazione mirata siamo in grado di opporci al processo degenerativo innescato dall’eccesso radicalico.

Con quest’obiettivo, la ricerca ha sicuramente individuato a tutt’oggi moltissimi nutrienti a funzione antiossidante, che sicuramente sono in grado di potenziare la normale risposta antiossidativa dell’organismo.

Alle sostanze maggiormente note ( Vit. C, Vit. A, Vit. E, certi oligoelementi, ecc. ), anche perché da più tempo individuate e studiate, si sono aggiunte varie altre sostanze, come i bioflavonoidi, le antocianidine e proantocianidine, il licopene, la curcumina, il resveratrolo, l’acido a-lipoico, l’astaxantina, ecc.

A riprova dei benefici a lungo termine che tutte queste sostanze sono in grado di realizzare, c’è da dire che tra tutti gli esperimenti fatti sugli animali da laboratorio, i migliori risultati per quanto riguarda sia la conservazione dello stato di salute che il rallentamento del processo di invecchiamento si sono ottenuti con diete per l’appunto ricche di principi antiossidanti nonché ipocaloriche, intendendosi con ciò un apporto calorico appena sufficiente ai bisogni dell’organismo e non tale da indurre dimagrimento.

In termini più semplici, ciò equivale a mangiare poco, cioè quanto basta e bene. E’ chiaro che quasi tutti questi esperimenti sono stati effettuati con le cavie, tuttavia ci sono diversi motivi per credere che i risultati estrapolati possano valere anche per gli esseri umani.

Del resto, non è un mistero che gli esseri umani che riescono a vivere più a lungo, superando facilmente la soglia dei cento anni in buone condizioni di salute, si trovano in zone del mondo estremamente povere, poco inquinate e per molti aspetti ancora incontaminate. Questi uomini vivono a lungo nutrendosi poco e con cibi poveri e naturali, lavorando in condizioni naturali e rispettando la natura ed i suoi ritmi: non sono affetti da malattie degenerative e soprattutto si mantengono in buona efficienza fisica e mentale anche in un’età così avanzata.

Con ciò non si vuol dire che bisognerebbe rifiutare il progresso e tutti i suoi vantaggi né che si dovrebbe tornare a vivere come si viveva all’età della pietra, ma sicuramente solo cercando di ritrovare un equilibrio con l’ambiente, rispettando i ritmi e la naturale fisiologia del rapporto uomo-natura, è possibile ottenere e conservare uno stato di benessere.

E’ un fatto che la ricerca, soprattutto negli ultimi anni, ha scoperto e scopre tuttora un numero sempre maggiore di sostanze naturali potenzialmente benefiche per la nostra salute, contenute in particolare in molti alimenti.

Naturalmente, vi sono alimenti che ne contengono in maggior quantità rispetto ad altri, così come è vero che la manipolazione o la cottura o la cattiva conservazione di quest’alimenti spesso comporta una perdita significativa se non la completa distruzione del loro potere antiossidante.

Questo ha condotto a uno studio sistematico di molti cibi, erbe aromatiche, spezie e piante medicinali, nell’intento di individuare dei principi attivi potenzialmente utili per l’uomo.

Non è più un mistero, ad esempio, che i cibi appartenenti alla famiglia delle Crucifere, come le verze, i cavolfiori, il cavolo cappuccio, la rapa, i ravanelli, ecc. siano oltremodo ricchi di sostanze antiossidanti e presentano quindi, tra l’altro, una forte azione preventiva antitumorale.

Anche vari tipi di spezie ed erbe aromatiche, alcune peraltro di comune impiego nelle nostre regioni, hanno mostrato di essere vere e proprie miniere di principi attivi ad azione benefica, molti dei quali sviluppano un’intensa attività antiossidante.

In tal senso, v’è stata la riscoperta anche di bulbi come l’aglio e la cipolla, normalmente usati più per dare sapore alle pietanze ed ai sughi che non come veri e propri alimenti.

Il consiglio che si può trarre dagli studi più recenti in materia di alimentazione naturale è quello di abbondare in frutta e vegetali freschi, di vari tipi e colori, proprio perché contenenti una serie di principi attivi ad azione antiossidante e quindi in grado di aiutare l’organismo a difendersi dall’aggressione ambientale e dai famigerati radicali liberi.

Non v’è dubbio poi che s’impone l’astensione dal fumo di tabacco, considerata la sua pericolosità ed una forte limitazione circa il consumo di alcolici, essendo l’etanolo dannoso in generale per l’intero organismo e non solo per il fegato in particolare.

E’ auspicabile quindi uno stile di vita salutare e una dieta semplice, varia e naturale, cercando di non eccedere in calorie ed in grassi animali ma rispettando ad ogni modo la regola di assumere i nutrienti essenziali di cui l’organismo ha bisogno.

Se ne ricorre la necessità, in considerazione dello stato di salute e di nutrizione nonché dell’età, dell’attività fisica o di particolari condizioni ambientali, può essere utile ricorrere ad un’integrazione con sostanze ad azione antiossidante, tra cui spiccano la vitamina C , l’acido alfa-lipoico, l’astaxantina e la melatonina vegetale per la loro specifica attività a sostegno dei meccanismi di difesa dell’organismo.

Tratto dal libro
“Alimentazione Naturale come fonte di Benessere”
Per info:
Segreteria S.I.M.BEN. tel. 0773-695673
(dal lun. al ven. 9:00 – 13:00)
e-mail: paoladinca@supereva.it

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