IDROCUZIONE

Arresto cardiaco in seguito ad immersione in acqua.

L’annegamento per idrocuzione, o “shock termico”, avviene generalmente dopo un’immersione troppo rapida in acqua in seguito ad un’esposizione al sole. Aggravano la situazione altri fattori quali un pasto ricco di grassi o l’ingestione di alcol. Nella maggior parte dei casi il soggetto annega perché l’acqua gli invade i polmoni.
Si consiglia quindi di entrare in acqua lentamente bagnandosi il corpo e la nuca.
Si tratterebbei di un’azione di stimolo che l’acqua esercita sul nervo vago, che, tra le altre funzioni, ha quella di rallentare i battiti cardiaci. Fenomeno presente anche nuotando: il cuore rispetto ad un identico sforzo muscolare compiuto all’asciutto batte ad una frequenza più bassa del dieci per cento ed in modo più regolare.
Viene scatenata in genere da un tuffo: la temperatura cutanea elevata a causa dell’esposizione al sole si abbassa improvvisamente a contatto con l’acqua fredda.
L’idrocuzione è quindi una situazione che può portare il soggetto alla morte per annegamento a causa di una brusca e improvvisa perdita di coscienza subito dopo l’ingresso in acqua. I fattori che possono scatenare questa situazione possono essere diversi: traumatismo determinato dall’impatto improvviso e violento dell’acqua con strutture corporee quali occhi, genitali, che può comportare lo scatenamento di riflessi nervosi che possono portare all’instaurarsi di episodi sincopali.
Le principali operazioni da eseguire (oltre ovviamente alla richiesta di soccorsi) sono: controllare lo stato di coscienza, assicurare la pervietà delle vie aeree, aprendo con le dita la bocca dell’infortunato per rimuovere eventuali corpi estranei, inclinare il capo del soggetto leggermente verso il basso per favorire l’eventuale fuoriuscita di acqua dalla bocca e iniziare immediatamente, se le condizioni dell’infortunato lo richiedono, le manovre di rianimazione cardio-polmonare.
La durata complessiva della sindrome asfittica è di 3-5 minuti nell’annegamento in acqua dolce e di 6-7 minuti nell’annegamento in acqua di mare, ma può variare notevolmente nei singoli casi.

Questa non vuole essere una lezione di medicina, ma una indicazione sulle cause e quindi sulla prevenzione di una patologia che, specialmente in questo periodo, potrebbe manifestarsi.

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