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CALABRONI, API E VESPE

La loro puntura può determinare conseguenze importanti.

I calabroni sono i più pericolosi, perchè una sola puntura può causare la morte.
Ma è davvero così ?
Certamente ! Ma non bisogna avere eccessivo timore, perchè l’esito fatale è raro, dal momento che può essere favorito dalla puntura all’interno della bocca o di una vena.
E questo, per fortuna, non succede spesso…
Se le sostanze iniettate vengono assorbite rapidamente, come nei casi di cui si parlava prima, il Soggetto colpito può andare incontro ad edema della glottide (formazione anatomica che regola l’afflusso di aria nei polmoni), impedendo così il passaggio dell’ossigeno e quindi l’asfissìa.
Nel caso di puntura endovenosa, normalmente nelle vene superficiali degli arti e del collo, il Soggetto colpito può andare incontro ad edema polmonare e quindi ancora a difficoltà di respirazionne e di ossigenazione, che, nei casi più gravi possono portare al decesso.
Quanto descritto è molto legato alla sensibilità dell’individuo colpito.
I Soggetti che soffrono di allergia a sostanze diverse sono di solito più a rischio.
Si può arrivare, come conseguenza della puntura, fino allo shock anafilattico.

Abbiamo parlato finora della puntura del calabrone, perchè, per quanto riguarda le api e le vespe, una singola puntura non provoca generalmente dei quadri clinici molto gravi, mentre punture di più insetti, sommando le quantità di sostanze introdotte, possono essere egualmente gravi.
C’è da segnalare che api e vespe di norma non attaccano, ma rispondono ad azioni di disturbo, spesso attivate inconsapevolmente.
A questo punto un suggerimento per difendersi da un attacco di uno sciame di api o di vespe è quello di allontanarsi più in fretta possibile e di porsi al riparo al chiuso, se possibile, oppure all’interno di un cespuglio, oppure, nell’impossibilità di trovare altre vie di scampo, di mettersi a terra, avendo l’accortezza di ricoprire con gli indumenti tutte le parti del corpo, mani e testa compresi.
Quale è la conseguenza locale della puntura ?
Quasi sempre si riscontra arrossamento e gonfiore (edema), accompagnati da dolore acuto trafittivo, seguito da bruciore e prurito. Possono associarsi manifestazioni di tipo orticarioide, febbre, cefalea, dolori muscolari e segni di insufficienza respiratoria e cardiocircolatoria.
Quale è la terapia ?
Si deve iniziare dalla disinfezione della parte colpita e dall’impiego di farmaci antidolorifici ed antiinfiammatori applicati localmente (pomate antistaminiche o cortisoniche, applicazione di freddo, ammoniaca).
Nei casi più gravi invece è necessario ricorrere il più velocemente possibile a tecniche di rianimazione cardiopolmonare da parte di Operatori specializzati. Sarà quindi opportuno rivolgersi al Pronto Soccorso o al 118.


Quanto ho descritto non vuole assolutamente “fare paura”, ma vuole cercare di darvi un piccolo aiuto in situazioni d’emergenza !
Buone vacanze ! Ciao !

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