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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 22:06:31 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Varna Pranayama</title>
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	<pubDate>Fri, 03 Mar 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
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    <category>tecniche_di_purificazione</category><category>Meditazione</category><category>Purificazione</category><category>respirazione</category><category>Rilassamento</category><category>Yoga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una tecnica molto semplice, per mezzo della quale potrete trasformare il vostro atteggiamento negativo in positivo e “ricaricare le batterie” conducendo l&#8217;energia universale (prana) a rivitalizzare il sistema nervoso e il piano fisico.<br />
Sdraiatevi sul pavimento in posizione di rilassamento (savasana) favorendo, con il sopraggiungere dell&#8217;immobilità, il rallentamento delle attività fisiche, emozionali e mentali. </p>
<p>Ho già fatto notare in altre occasioni che quando ci si dispone a simili pratiche, sarebbe bene scegliere un luogo silenzioso e confortevole. Meglio evitare di stendersi al sole nelle ore più calde. In caso di necessità ci si può coprire.</p>
<p><EM><STRONG>È bene tenere presente che, durante il rilassamento, si verifica un rallentamento della circolazione del sangue ed un abbassamento della pressione che portano ad una generale sensazione di freddo. Mantenete la mente quieta ma in piena consapevolezza.</STRONG></EM></p>
<p>Contemplate il vostro respiro: fate in pratica da “spettatori” all&#8217;aria che entra nelle vostre narici e che passando nei condotti nasali scende sino ai polmoni. Osservate poi il movimento inverso. </p>
<p>Continuate fino a quando siete così assorbiti da questo movimento da divenire il respiro stesso e avvertite ogni altra percezione, prima passare in secondo piano e poi svanire. </p>
<p>Siate consapevoli solo del “soffio”, null&#8217;altro. In breve beneficerete di un piacevole stato estatico.</p>
<p>A questo punto sforzatevi di portar fuori della memoria il vostro colore preferito. Il vostro colore “psichico” preferito, non quello che ognuno sarebbe portato a scegliere in quel momento per vestirsi, legato ai cambiamenti del piano emozionale, ma quello profondo che appartiene alla natura essenziale e stabile, assai poco soggetta a cambiamenti. Nello stato di assorbimento in cui la pratica vi ha portato diviene facile individuarlo dentro di sé.</p>
<p>Adopratevi per sviluppare quest&#8217;immagine fino a farla divenire reale, concreta, fruibile dai vostri sensi interni. Provate a schiarirla rendendo il vostro colore preferito un po&#8217; più luminoso di come siete riusciti a visualizzarlo.</p>
<p>Ora immaginate che ogni cosa, ad esempio il mondo degli oggetti che vi circonda e persino l&#8217;aria che respirate, sia di quel colore. In un certo senso è come se ciò che si riesce a vedere fosse visto attraverso un filtro e si respirasse aria colorata.</p>
<p>L&#8217;aria passando dalle vostre narici scende nella gola, poi nei polmoni e, questi organi si colorano del colore preferito reso luminoso dal vostro precedente sforzo. Poco dopo l&#8217;aria non esisterà ma state movendo per mezzo del respiro un flusso colorato guidandolo nel vostro corpo, portandolo nell&#8217;area dell&#8217;addome, nel plesso solare.</p>
<p>Trattenete senza sforzo il respiro rimanendo concentrati in questo punto e poi espellete. </p>
<p>Dopo alcune respirazioni, continuate a muovere il flusso colorato e condurlo al plesso solare, tuttavia, mentre trattenete l&#8217;aria, una spirale immaginaria, partendo dall&#8217;ombelico si estende fino a coprire tutta la superficie dell&#8217;addome. </p>
<p>Espirate normalmente.</p>
<p>Ripetete più volte ma in seguito, durante l&#8217;espirazione, ipotizzate di spingere il flusso colorato dall&#8217;ombelico verso la periferia del corpo, in ogni direzione. </p>
<p>Dovete insistere fino a raggiungere una reale sensazione di totale saturazione.</p>
<p>Nell&#8217;immaginazione, il vostro corpo, come un contenitore, deve essere totalmente saturo di quel colore.</p>
<p>Insistete ancora, sempre allo stesso modo: inspirate aria colorata portandola al plesso solare e, mentre trattenete, ideate la spirale in espansione che partendo dal vostro ombelico va a coprire l&#8217;intera superficie dell&#8217;addome; quando espirate, dal plesso solare immaginate di spingerla in tutte le direzioni verso la periferia del corpo; avendo tuttavia già ottenuto una totale saturazione la immaginate uscire dai pori della vostra pelle spingendo così all&#8217;esterno ciò che ancora non vi è riuscito colorare ovvero la vostra residua negatività. </p>
<p>Avverrà così un processo di completa purificazione psico-fisica.</p>
<p>Al primo accenno di stanchezza, fermate il processo d&#8217;autosuggestione e ritornate a prendere coscienza del respiro spontaneo e naturale, del vostro corpo e della sua posizione.</p>
<p>Prima di iniziare a sciogliere la posizione, procedimento da sviluppare con attenta gradualità, “esteriorizzate” la vostra coscienza divenendo consapevoli dei rumori che vi giungono dall&#8217;esterno e della stanza nella quale vi trovate. Soffermatevi ad ascoltarli, senza analizzarli: è il suono della vita intorno a voi. Poi ritornate a prendere coscienza del vostro corpo ed iniziate a muoverlo con piccoli movimenti: muovete prima le dita dei piedi, poi delle mani, ruotate la testa a destra poi a sinistra ed infine individuate quali sono i movimenti spontanei che il vostro corpo desidera fare in quel momento ed assecondatelo. </p>
<p>In seguito portatevi seduti soffermandovi qualche secondo per lasciare normalizzare la pressione del sangue ed infine alzatevi.</p>
<p>Dopo aver svolto correttamente la pratica si può notare che il contenuto della mente risulta modificato e rinnovato in positivo.</p>
<p>(Amadio Bianchi)</p>
 
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	<item>
	<title>Sukha Pranayama</title>
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	<pubDate>Fri, 03 Mar 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
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    <category>pranayama_e_tecniche_di_respirazione</category><category>Ayurveda</category><category>Meditazione</category><category>Respirazione</category><category>Rilassamento</category><category>Yoga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La parola sanscrita sukha indica qualcosa di attinente al piacere alla gioia o alla felicità. La traduzione corretta di Sukha pranayama potrebbe essere: controllo (ayama) del soffio vitale (prana) in modo piacevole o anche facile (sukha), mentre correntemente sono utilizzati i termini “respirazione” piacevole o facile.<br />
Premetto allora che questi esercizi devono essere eseguiti senza sforzo eccessivo e con dolcezza. </p>
<p>Per praticare il pranayama durante le sedute di yoga, in generale, si sceglie una posizione di meditazione come il loto (padma-asana) o la postura del perfetto yogin (siddha-asana) in caso di difficoltà, tuttavia, piuttosto che non praticare, si può stare seduti normalmente, anche su una sedia. Importante però è di avere colonna vertebrale, collo e testa ben allineati in verticale e una volta ottenuta la migliore posizione possibile è bene rimanere immobili fino al termine della pratica.</p>
<p>Un atto respiratorio completo consta di tre fasi: inspirazione (puraka), ritenzione (kumbhaka) ed espirazione (recaka). La ritenzione poi può avvenire al termine di un&#8217;inspirazione (antara-kumbhaka) o a conclusione di un&#8217;espirazione (bahya-kumbhaka).</p>
<p>Prima di iniziare l&#8217;esercizio vero e proprio è bene, per qualche minuto prendere confidenza con questi aspetti attraverso un breve allenamento. Cercare di scoprire un&#8217;agevole durata ideale valida per tutte e tre le fasi e adottarla come unità di misura. Si può fare contando mentalmente ad esempio: inspiro per sei secondi, trattengo sei, espiro sei e trattengo anche a polmoni vuoti sei.</p>
<p>Il sukha-pranayama prevede quattro precise fasi della stessa durata (esempio nove respirazioni per ogni tipo) ciascuna in grado di sviluppare una qualità:</p>
<p>nella prima fase si tende a sviluppare solo l&#8217;inspiro e l&#8217;espiro bilanciandoli tra loro (esempio: inspiro sei, espiro sei) ed è questa la fase comunemente chiamata sukha che sviluppa armonia ed equilibrio.</p>
<p>Nella seconda, la fase loma, s&#8217;inspira, si trattiene a polmoni pieni e si espira (inspiro sei, trattengo a polmoni pieni sei ed espiro sei). La parola sanscrita loma “può” significare positivo, assimilante, convesso, riscaldante ecc. Tale fase, proprio per la ritenzione a polmoni pieni, tende, infatti, a far immagazzinare energia.</p>
<p>La terza fase viloma prevede il seguente svolgimento: inspiro sei (sempre ammesso che tale unità di misura sia l&#8217;ideale), espiro sei e trattengo a polmoni vuoti sei. Viloma sta per negativo, ossidante, concavo, rinfrescante ecc. Infatti, questa respirazione è assai calmante.</p>
<p>Nell&#8217;ultima fase catur (catur è il numero quattro in sanscrito) si sviluppa la respirazione “quadrata” dove tutte e quattro le fasi: inspiro, trattengo a polmoni pieni, espiro, trattengo a polmoni vuoti, risultano perfettamente bilanciate tra loro in relazione all&#8217;unità di misura. Qui si sviluppa l&#8217;autocontrollo.</p>
<p>Vorrei concludere affermando che ognuna di queste quattro fasi, in caso di necessità potrebbe essere usata separatamente per sviluppare le rispettive qualità. In questo caso il numero delle respirazioni da effettuare potrebbe essere deciso in seguito all&#8217;obiettivo da raggiungere. Meglio, tuttavia, per non incorrere in spiacevoli sbilanciamenti, farsi consigliare da un maestro esperto.</p>
<p>Sarebbe inoltre consigliabile, al termine delle pratiche, rilassarsi per qualche minuto sul pavimento in totale stato d&#8217;abbandono, favorendo la ripresa della respirazione spontanea e naturale.</p>
<p>(Amadio Bianchi)</p>
 
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	<item>
	<title>CONOSCERE L&#039;INDUISMO</title>
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	<pubDate>Fri, 03 Mar 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
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    <category>oriente_e_occidente</category><category>Cultura Indiana</category><category>Meditazione</category><category>Rilassamento</category><category>Yoga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nella remota antichità, in India, un principe, fin da bambino, veniva affidato alle cure di un maestro perché innanzitutto lo istruisse sul Dharma, e questo tipo di istruzione doveva precedere tutte le altre, comprese quelle specifiche delle arti marziali, relative alla casta dei guerrieri a cui apparteneva, affinché le sue azioni potessero in seguito essere sempre illuminate dal giusto (Dharma) e per conseguenza portarlo verso la realizzazione e la felicità di se stesso e degli altri.</p>
<p>La cultura spirituale indiana, oserei dire da sempre, suggerisce il risveglio della consapevolezza come via di ralizzazzione.</p>
<p>Ed è proprio per mancanza di consapevolezza che l&#8217;uomo oggi compie le sue azioni scorrette e poi come un bambino si lamenta dei mali di cui lui stesso è causa. Basti vedere cosa accade nella nostra società, dove, senza più etica, si è costretti a vivere nell&#8217;infelicità, nella sfiducia reciproca e nell&#8217;insicurezza. </p>
<p><EM><STRONG>A mio parere è giunto il momento di meditare con maggiore intensità su alcuni principi naturali, per potersi armonizzare con essi.</STRONG></EM> </p>
<p>Tutto deve partire da una comprensione delle fondamentali regole della natura che nella cultura indù prendono il nome di Dharma. </p>
<p>La parola Dharma deriva dalla parola indoeuropea DHR che significa sostenere, mantenere in essere e qualche volta formare. Il Dharma è sia qualche cosa di fisso, stabile, saldo come nel Sanatana Dharma, letteralmente <STRONG>la regola eterna</STRONG>, il vero nome spirituale del movimento che in occidente prende il nome di Induismo, sia la natura delle cose, ciò che le fa essere così come sono e non altrimenti. È in base al Dharma, infatti, che i corpi celesti seguono il loro corso. </p>
<p><EM><STRONG>Il Dharma è, dunque, una qualità della manifestazione così come la fragranza è un Dharma del fiore.</STRONG></EM></p>
<p>Il Dharma tuttavia, analizzandolo da un punto di vista di maggior nostro interesse in questa relazione, è legge della natura e ordine sia del cosmo che della vita personale poiché suggerisce le norme del comportamento individuale.</p>
<p><EM><STRONG>Vivere seguendo il Dharma (il proprio Dharma lo si incontra nella coscienza purificata dall&#8217;ego), significa andare verso la propria vera natura e portare questa in armonia con il Sanatana Dharma (ordine cosmico-legge divina ed eterna) è l&#8217;essenza stessa della religione per un indù.</STRONG></EM></p>
<p>Dal punto di vista pratico e a noi vicino il Dharma diventa come un codice di norme, come quello costituito dagli Yama dello Yoga, intese ad assicurare sia l&#8217;equilibrata relazione con gli altri e ciò che ci circonda, sia la propria salute spirituale.</p>
<p>Gli Yama sono cinque:</p>
<p><STRONG>Ahimsa</STRONG>: non violenza, prima norma etica, prescrizione che si deve osservare e realizzare per poter proseguire lungo la via della realizzazione.<br />
<STRONG>Satya</STRONG>: veracità. Consiste nella coerenza di parole pensieri ed azioni.<br />
<STRONG>Asteya</STRONG>: astensione dal furto, dal prendere cioè ciò che non ci appartiene ma anche sopprimere in sé addirittura il desiderio di tale appropriazione.<br />
<STRONG>Brahmacarya</STRONG>: controllo dell&#8217;istintualità, castità: primo passo dell&#8217;itinerario ascetico.<br />
<STRONG>Aparigraha</STRONG>: non avidità, non possesso.<br />
<EM><STRONG>Per un indù non tentare di seguire il Dharma significa essere nell&#8217;Avidya (parola sanscrita tradotta normalmente con ignoranza). Ma Avidya è non riconoscere la verità e quindi non riconoscere Dio e ciò porta a disastrose conseguenze come in tutta la cultura indù è testimoniato dagli antichissimi poemi epici che assumono grande importanza per chi è alla ricerca di norme comportamentali che si armonizzino con il divino.</STRONG></EM></p>
<p>La spiritualità indiana suggerisce una vita profondamente responsabile dove le azioni siano appunto regolate dal Dharma: tiene conto cioè della grande regola di causa effetto anch&#8217;essa insita nella manifestazione. A tale regola ha dato il nome di Karman o Karma come noi amiamo definirlo comunemente. La parola Karma deriva dalla radice del verbo sanscrito Kr che significa fare, agire. Anche l&#8217;universo stesso è un Karma, è l&#8217;effetto e conseguenza di un&#8217;azione divina.</p>
<p>Nel microcosmo il Karma ci porta di fronte al frutto delle nostre azioni. In altri termini noi risultiamo dal nostro passato ma è anche vero che il nostro futuro risentirà delle azioni che stiamo compiendo ora.</p>
<p>Le azioni corrette portano bene e felicità. Le azioni corrette sono quelle regolate dal Dharma.</p>
<p>Non perdiamo altro tempo, dunque. Impegnamoci seriamente nello studio del Dharma perché questo possa regolare le nostre azioni e condurci ad una illuminata realizzazione piena di Ananda (beatitudine).7</p>
 
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	<item>
	<title>CONGRESSO EUROPEO DI YOGA A SALAMANCA IN SPAGNA</title>
	<link>http://guide.supereva.it/meditazione/interventi/2006/03/246176.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 01 Mar 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1120</dc:creator>
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    <category>news</category><category>Ayurveda</category><category>Cultura Indiana</category><category>Danza Indiana</category><category>Meditazione</category><category>Yoga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG></p>
<p>Con il patrocinio di:<br />
World M.Y.A World Movement for Yoga and Ayurveda<br />
World M.I.F.A. World Movement for Indian Fine Arts</p>
<p>European Yoga Federation<br />
<A href="http://www.europeanyogafederation.net/">http://www.europeanyogafederation.net/</A></p>
<p>Asoc. De Profesores De Yoga Comunitarios de Espagna</p>
<p>Confederazione Ufficiale Italiana di Yoga</p>
<p>Asoc. Nacional Sakura Take Kan de Espagna</p>
<p>Associacion Espanola De Yoga De Las Actitudes de Espagna</p>
<p>Escuela Yogavida, Barcelona, Espagna</p>
<p>Centro di Cultura e Discipline Orientali, Suryanagara, Italia</p>
<p>Scuola Internazionale di Yoga e Ayurveda C.Y.Surya, Italia</p>
<p>TUTTI SONO BENVENUTI</p>
<p>Yoga, Ayurveda, Cultura Indiana, Danza, Musica, Arte, Conferenze, Workshops, Tavole Rotonde, Sat-samgha, Esibizioni, Mostre<br />
<B></B><B></B> </p>
<p>Preghiamo tutti coloro che desiderano proporre conferenze workshop, dimostrazioni, lezioni ecc. di inviare i dati relativi agli argomenti, tutto ciò che è loro necessario per una realizzazione ideale dell&#8217;intervento e di segnalare la lingua preferita per poter organizzare la traduzione simultanea etc.</p>
<p>Per il Gala finale, preghiamo<STRONG> tutti di collaborare con idee, suggerimentiper per aiutare il Comitato Organizzatore a configurare un programma di attuazione &#8220;plurale e democratico&#8221;.</STRONG></p>
<p>Il programma non potrà essere troppo esteso: le conferenze e gli altri lavori proposti saranno pertanto selezionati secondo l&#8217;obbiettivo del Congresso.</p>
<p><STRONG>Tutte le idee, aiuti e suggerimenti per alzare la qualità di questo Congresso saranno molto graditi</STRONG><B></B></p>
<p><B>Tutti coloro che desiderano offrire il loro patrocinio a questo Congresso sono pregati di comunicarlo URGENTEMENTE: il nominativo della loro scuola, associazione o organizzazione ecc sarà posto su tutte le comunicazioni internet ed il materiale stampato</B></p>
<p><A href="mailto:committee@europeanyogafederation.net">committee@europeanyogafederation.net</A></p>
<p><A href="mailto:secretaryat@europeanyogafederation.net">secretaryat@europeanyogafederation.net</A> </p>
<p><A href="mailto:presidency@europeanyogafederation.net">presidency@europeanyogafederation.net</A> </p>
<p><A href="mailto:info@europeanyogafederation.net">info@europeanyogafederation.net</A> </p>
<p><A href="mailto:vicepresidency@europeanyogafederation.net">vicepresidency@europeanyogafederation.net</A>  </p>
<p><A href="mailto:stk@sakuratakekan.org">stk@sakuratakekan.org</A> </p>
<p><A href="mailto:escolayogavida@yahoo.com">escolayogavida@yahoo.com</A> </p>
<p><A href="mailto:suryanagara@tiscali.it">suryanagara@tiscali.it</A></p>
<p><A href="mailto:cysurya@cysurya.milano.it">cysurya@cysurya.milano.it</A></p>
<p><A href="mailto:presidency@worldindianart.net">presidency@worldindianart.net</A></p>
<p><A href="mailto:vicepresidency@worldindianart.net">vicepresidency@worldindianart.net</A><B></B></p>
<p><EM>Associarsi alla European Yoga Federation offre molti vantaggi come ad esempio:</EM><I><br />
<EM>1) avere la propria scuola riconosciuta in ambito Internazionale ( viene subito inviato un certificato comprovante l&#8217;appartenenza alla EYF)</EM><br />
<EM>2) essere informati sull&#8217;attività della Federazione e sull&#8217;attività dei suoi associati</EM><br />
<EM>3) la possibilità di utilizzare la Federazione come veicolo per far conoscere la propria attività.</EM></I></p>
<p><EM>4) avere contatti con maestri riconosciuti in ambito internazionale</EM><I><br />
<EM>5) <B>nessun costo di iscrizione nella categoria &#8220;Osservatori</B>&#8221; (senza diritto di voto) oppure solo 100 Euro nella categoria Full Member (con diritto di voto)</EM><br />
<EM>6) prendere parte ai meeting, convegni o congressi organizzati dalla stessa Federazione.</EM><br />
<EM>7) essere rappresentati da un&#8217;Ente riconosciuto in ambito Internazionale</EM></I></p>
<p><EM>8) l&#8217;opportunità di organizzare eventi culturali con maestri di yoga, ballerini, musicisti e le personalità internazionali di spicco dell&#8217;universo India.</EM><I><br />
<EM>9) e molto altro&#8230;</EM></I></p>
<p><EM>Per associarsi è sufficiente rispondere in modo affermativo a questa e-mail e inviare i dati precisi relativi alla</EM><I><br />
<EM>propria scuola es: nome, indirizzo, telefono, nome del direttore o persona responsabile, e, nel caso in cui si sia costituiti come Associazione. Inviare una copia dello statuto (meglio se per e-mail) solo per permettere</EM><br />
<EM>al Consiglio Direttivo attraverso una visura di poter constatare che lo stesso non risulti essere in contrasto con quello della European Yoga Federation.</EM><br />
<EM>Tenete presente che se lo statuto viene invece inviato per posta va indirizzato a:</EM><br />
<EM>Amadio Bianchi</EM><br />
<EM>President of European Yoga Federation</EM><br />
<EM>via Beccaria, 3 - 27027 Gropello Cairoli (Pv)- Italia</EM><br />
<EM>Se si desidera prendere parte all&#8217;attività della European Yoga Federation</EM><br />
<EM>come Full Member con tutti i diritti, compresi quelli di voto, va inviato</EM><br />
<EM>l&#8217;importo di Euro 100 con vaglia postale intestato a:</EM></I></p>
<p><EM>Amadio Bianchi - President of European Yoga Federation - via Beccaria, 3 - 27027</EM><I><br />
<EM>Gropello Cairoli (Pv) Italia</EM><br />
<EM>o a mezzo banca intestando però il bonifico a:</EM></I></p>
<p><EM>C.Y.SURYA</EM></p>
<p><EM>Banca SANPAOLO IMI - Filiale 07122 - via E.Ponti, 30 - 20143 Milano</EM></p>
<p><EM>CIN G  ABI 01025  CAB 01621  CONTO 100000003528</EM></p>
<p><EM>precisando che il versamento è relativo alla quota annuale per l&#8217;iscrizione alla European Yoga Federation</EM></p>
<p><EM></EM> </p>
<p><EM></EM><EM>La sottoscrizione è valida per un anno a partire dalla data del versamento.</EM><STRONG> </STRONG></p>
<p></STRONG></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20060301000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20060301000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20060301000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20060301000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmeditazione%2Finterventi%2F2006%2F03%2F246176.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Con il patrocinio di:
World M.Y.A World Movement for Yoga and Ayurveda
World M.I.F.A. World Movement for Indian Fine Arts
European Yoga Federation
http://www.europeanyogafederation.net/
Asoc. De[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>L’utilità del non coinvolgimento</title>
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	<pubDate>Wed, 01 Mar 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1120</dc:creator>
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    <category>considerazioni</category><category>Cultura Indiana</category><category>Meditazione</category><category>Rilassamento</category><category>Yoga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG><I>L’utilità del “non coinvolgimento”</I></STRONG></p>
<p>Quando propongo ai miei interlocutori di esercitare il distacco, cioè di mantenere con la realtà quotidiana un rapporto distaccato, essi, in generale, mostrano perplessità. Se poi arriviamo a un chiarimento, rispetto al loro atteggiamento, scopro un certo timore fondato sulla paura di perdere il sapore della vita o sul timore di diventare egoisti più di quanto già sono.</p>
<p>L’uomo moderno, continuamente impegnato nella ricerca di soddisfazione, pratica abitualmente l’emozione, addirittura come forma di nutrimento, e la ricerca in continuità nel diverso, senza rendersi conto che tale strada non ha fine. La via dell’emozione, se mal gestita, non porta alla quiete necessaria per il libero fruire di esperienze legate alla vita interiore.</p>
<p>Il successo di alcuni strumenti moderni, è da attribuire all’attaccamento sconsiderato dell’uomo verso l’emozione : si pensi, ad esempio, all’uso che normalmente si fa della televisione. Essa sarebbe un mezzo ed un invenzione di tutto rispetto se fosse utilizzata in maniera più equilibrata, tuttavia, in generale, riesce dannosa. </p>
<p>Mi auguro che abbiate notato con quale velocità vengono proposte le immagini pubblicitarie. Esse cambiano ogni quattro, cinque secondi. Vi siete mai chiesti il perché ? Una risposta la otteniamo attraverso l’esame di due parametri : nel primo prendiamo in considerazione il rapporto costo-tempo, e nel secondo, il tempo necessario al cervello per una lettura appena sufficiente. A proposito di questo secondo criterio, ho raccolto informazioni fra i tecnici del settore ed ho concluso che nel moderno modo di fare televisione, un’immagine che duri più di cinque secondi, viene giudicata lunga e noiosa.</p>
<p>Vi rendete conto dove stiamo andando e a che velocità dobbiamo continuamente nutrire il nostro mentale ? </p>
<p>Personalmente ritengo che ciò sia, insieme all’insicurezza per la sopravvivenza, una delle maggiori cause della sofferenza da ansia di cui oggi l’uomo tanto soffre e mi sento di affermare che, molto presto, potremmo assistere al dilagare di problemi legati alle allucinazioni.</p>
<p><STRONG><I>L’attaccamento all’emozione e al mentale evidenzia quanto l’uomo di oggi viva nei sensi e nell’esteriorità e quanto poco invece, si dedichi alla conoscenza di se stesso e della sua vita interiore. Ciò potrebbe anche non costituire un problema se non fossero sempre più evidenti i segni di un generale malessere.</I></STRONG> </p>
<p>Questo mio scritto vuole offrire uno spunto per il recupero di un atteggiamento più salutare nei confronti dei fatti della vita attraverso un adeguato sviluppo della qualità del distacco. </p>
<p>In altre parole, il mio suggerimento vuole esortarvi a percorrere una strada sulla quale ci si arricchisce di doti e qualità di comportamento più utili e oggettive e lungo la quale si impara a stare nelle esperienze con tutte le facoltà aquisite senza coinvolgimento. </p>
<p>Per far meglio comprendere i vantaggi che tale strada offre, abitualmente, racconto ai miei allievi una sgradevole storiella che propongo anche a voi sperando che essa vi porti ad un confronto riflessivo :</p>
<p>-alcuni anni orsono, in una zona periferica di Milano, una strada, da poco ultimata, risultava essere molto veloce e pericolosa per mancanza di semafori. Essa, in alcuni punti era stata dotata di strisce pedonali ma, ciò nonostante, i pedoni si trovavano spesso in serie difficoltà nell’attraversarla, in quanto riusciva loro difficile calcolare un sicuro attraversamento. </p>
<p>Accadde che un giorno, un’automobile, investì in pieno un bambino, travolgendolo e schiacciandolo sotto le ruote. </p>
<p>Tre uomini assistettero all’incidente e reagirono in maniera diversa : Il primo, fuggì spaventato&#8230;il secondo svenne&#8230;ed il terzo tentò di intervenire sia per prestare soccorso al bambino, sia all’autista in preda a choc. </p>
<p>La vita, in quell’occasione, procurò ad un terapeuta una grande esperienza : fece confluire tutti e tre i soggetti, anche se con tempi diversi, nel centro dove egli insegnava e praticava lo yoga. Essi si recarono da lui per avere assistenza nel tentativo di superare il trauma che l’incidente aveva loro inferto.</p>
<p>Con il primo soggetto, quello che era fuggito, il terapeuta dovette impegnarsi in un serio lavoro di tre anni poiché, insieme al trauma in se, soffriva di forte senso di colpa che fu assai duro da sciogliere.  </p>
<p>Il secondo lo impegnò per due anni : l’istintiva identificazione nell’incidente (era padre di un bambino all’incirca della stessa età) lo aveva segnato profondamente. Quello svenimento, messo in atto dalla natura per salvaguardarlo, lo aveva protetto da un trauma forse irreversibile ma allo stesso tempo, l’impressione rimasta nel suo subconscio, assumeva le caratteristiche di un problema irrisolto. </p>
<p>Il personaggio che meno impegnò il terapeuta fu il terzo : pochi mesi bastarono per liberarlo dalle residue impressioni che a tratti lo turbavano. Egli risultò dotato di istintiva capacità di non coinvolgimento. Tale capacità gli aveva permesso di rimanere nel reale oggettivo: nonostante anch’egli avesse dei figli, non si era identificato nell’accaduto.-</p>
<p>La storiella, in genere la concludo facendo notare come questo episodio dimostri che quando si è distaccati si è più utili sia a se stessi, sia agli altri : non solo il trauma di questo signore risultò più lieve ma egli fu l’unico in grado di intervenire, portare soccorso ed aiutare gli altri. </p>
<p><STRONG><I>Questa, dunque, è la via da seguire. D’altronde, vi immaginate se un dentista si identificasse con il dolore del suo paziente ? Sicuramente egli non sarebbe in grado di operare correttamente scegliendo il bene.</I></STRONG></p>
<p><STRONG><I>In conclusione, insisto a dire che coltivare il non coinvolgimento non significa perdere la sensibilità ma se mai raffinarla e metterla al servizio di una visione più oggettiva e di conseguenza reale</I></STRONG></p>
<p>Amadio Bianchi</p>
 
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	<description>L’utilità del “non coinvolgimento”
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	<title>World Yoga Forum</title>
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	<pubDate>Sun, 15 Aug 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1120</dc:creator>
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    <category>news</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><TABLE style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none; BORDER-COLLAPSE: collapse; mso-border-alt: solid windowtext .5pt; mso-padding-alt: 0cm 3.5pt 0cm 3.5pt" cellSpacing=0 cellPadding=0 border=1><br />
<TBODY><br />
<TR><br />
<TD style="BORDER-RIGHT: windowtext 0.5pt solid; PADDING-RIGHT: 3.5pt; BORDER-TOP: medium none; PADDING-LEFT: 3.5pt; PADDING-BOTTOM: 0cm; BORDER-LEFT: windowtext 0.5pt solid; WIDTH: 480.9pt; PADDING-TOP: 0cm; BORDER-BOTTOM: windowtext 0.5pt solid; mso-border-top-alt: solid windowtext .5pt" vAlign=top width=641 colSpan=2></TD><br />
<TD style="BORDER-RIGHT: windowtext 0.5pt solid; PADDING-RIGHT: 3.5pt; BORDER-TOP: medium none; PADDING-LEFT: 3.5pt; PADDING-BOTTOM: 0cm; BORDER-LEFT: medium none; WIDTH: 8pt; PADDING-TOP: 0cm; BORDER-BOTTOM: windowtext 0.5pt solid; mso-border-left-alt: solid windowtext .5pt; mso-border-top-alt: solid windowtext .5pt" vAlign=top width=11></p>
<p></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD style="BORDER-RIGHT: windowtext 0.5pt solid; PADDING-RIGHT: 3.5pt; BORDER-TOP: medium none; PADDING-LEFT: 3.5pt; PADDING-BOTTOM: 0cm; BORDER-LEFT: windowtext 0.5pt solid; WIDTH: 480.9pt; PADDING-TOP: 0cm; BORDER-BOTTOM: windowtext 0.5pt solid; mso-border-top-alt: solid windowtext .5pt" vAlign=top width=641 colSpan=2><br />
A Milano - Italia al Forum di Assago in Aprile 2005 (dall&#8217; 8 al 10)   ci sarà il Forum Mondiale di Yoga, la Convention Mondiale di Yoga e il Congresso Mondiale di Yogaterapia &#8220;EUROYOGA 2005&#8243;.</p>
<p>Si potrà anche assistere al 14th World Yoga Championship, con Rhythmic Yoga Sport, Athletic Yoga Sport e Artistic Yoga Sport e che, anche se suscitano nei puristi alcune perplessità, hanno invece già una loro storia: iniziati nel 1989 a Pondicherry (India) si sono svolti in seguito in diversi paesi del mondo.</p>
<p>EuroYoga 2005 si svolgerà durante il “Festival dell&#8217;India: l’Oriente incontra l’Occidente” in programma al Forum di Assago dall&#8217;8 al 17 aprile, il più grande impianto indoor per eventi sportivi, artistici, culturali e congressuali della città di Milano Italia. </p>
<p>Il Festival dell’India, prodotto e organizzato da Forumnet Produzioni S.r.l., società del Gruppo Forumnet, è giunto alla sua quarta edizione e ha toccato nelle precedenti edizioni punte di partecipazione di oltre 20.000 spettatori.</p>
<p>Essendo questo l&#8217;appuntamento di settore più importante d&#8217;Europa ci si attende una straordinaria partecipazione.</p>
<p>Amadio Bianchi</p>
<p>(Segretario Onorario per l&#8217;Europa della Federazione Internazionale di Yoga)</p>
<p><STRONG>Questa Manifestazione Mondiale di Yoga ha il Patrocinio della Federazione Internazionale di Yoga, del Presidente Mondiale di Yoga Sri Swami Maitreyananda, della Yoga Federation of Europe, dell’European Yoga Council e della Yoga Alliance of Europe.</STRONG></p>
<p>*Contatti e-mail: <A href="mailto:cysurya@cysurya.milano.it">cysurya@cysurya.milano.it</A>  </p>
<p>telefonici: 0039-333-5460787, 0039-335-6824330 </p>
<p></TD></TR></TBODY></TABLE></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20040815000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20040815000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20040815000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20040815000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmeditazione%2Finterventi%2F2004%2F08%2F171911.shtml"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>Saper leggere nel corpo umano il passato, il presente, il futuro</title>
	<link>http://guide.supereva.it/meditazione/interventi/2004/08/171914.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 15 Aug 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1120</dc:creator>
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    <category>curiosit_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><EM><STRONG>Da molti anni studio la costituzione corporea: da giovane l&#8217;ho osservata con l&#8217;occhio dell&#8217;artista (facevo il pittore d&#8217;arte), in seguito, specialmente negli ultimi anni, come terapeuta giacché pratico e insegno il massaggio.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Ho potuto constatare che un corpo reca indelebili e spesso inequivocabili tracce del vissuto e delle tendenze psicologiche. Bisogna tuttavia tener presente che, attraverso il sistema nervoso, è connesso al cervello e quest&#8217;ultimo è formato da due emisferi ognuno dotato di peculiari specialità.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>L&#8217;emisfero sinistro si distingue nella gestione di qualità normalmente considerate maschili come l&#8217;attività fisico-materiale o la razionalità, mentre il destro è più in relazione con tipiche doti &#8220;femminili&#8221; come la creatività, la percezione, l&#8217;intuizione.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>La parte destra del corpo è governata dall&#8217;emisfero sinistro mentre la sinistra da quello destro. Questo, ci consente di stabilire, per induzione, il rapporto del soggetto con l&#8217;aspetto femminile o maschile o di attribuire talune disfunzioni al buono o cattivo funzionamento dell&#8217;area dell&#8217;organismo, o celebrale, corrispondente.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Per curiosità vi segnalo che: se incrociando le dita delle mani avete la tendenza a sovrapporre il pollice sinistro, è perché siete più a vostro agio nell&#8217;utilizzo delle qualità cerebrali femminili (il pollice sopra indica la dominante) o, viceversa, per il destro.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Per ritornare a quanto espresso in precedenza, una contrazione attiva nella parte destra del corpo, potrebbe rendere palese uno stato di disagio causato da sofferenza verso l&#8217;aspetto &#8220;maschile&#8221; o viceversa per l&#8217;area sinistra. La sua precisa localizzazione, inoltre, ci permetterebbe di chiarire se è da porre in relazione con l&#8217;aspetto fisico, emozionale o mentale o addirittura con il profondo passato, il presente o il divenire.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Dobbiamo tener presente, inoltre, che l&#8217;emisfero sinistro, di fronte a misurazioni scientifiche, è prevalente poiché tende spontaneamente a entrare in attività prima dell&#8217;altro, determinando un più spontaneo e immediato utilizzo della parte destra del corpo. Per questo, solitamente, sembra essere la più sviluppata.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Non dovrebbe quindi meravigliare che una persona sdraiata e rilassata presenti il piede destro normalmente più aperto e cadente verso l&#8217;esterno rispetto al sinistro, giacché, come si può intuire, la parte destra del corpo è più sciolta. Un piede sinistro più aperto, c&#8217;indurrebbe, invece, a effettuare controlli accurati sul bacino o sulla colonna vertebrale per timore di essere di fronte ad eventuali disagi.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Per ritornare alle aree in cui potrebbero essere dislocati i disturbi, in generale sono propenso a pensare che la parte bassa del corpo (dalla vita in giù) corrisponde alle radici, vale a dire al passato, quella mediana (dalla vita alle spalle) al presente e la superiore (dalle spalle alla sommità della testa) al rapporto con il divenire. Si può anche ritenere la parte bassa come fisico-istintuale, quella mediana emozionale ed infine quella alta intellettuale.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Per una migliore comprensione, ricordiamoci che spesso vediamo persone che presentano un evidente sviluppo maggiore della parte bassa del corpo ed il resto abbastanza corto, come compresso. In generale possiamo ritenere che tali soggetti abbiano avuto una buona adolescenza ma, in seguito, di fronte alle responsabilità della vita, siano andati incontro a serie difficoltà. In altri termini possiamo comparare questa condizione a quella di un alberello che sia aiutato agli inizi della sua crescita con un bastone ma nel momento in cui gli è tolto, ritenendolo sufficientemente forte, va incontro a difficoltà presentando in seguito curve, accorciamenti ecc.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Quanto detto, penso possa essere sufficiente a farvi comprendere perché i nostri interventi terapeutici sono praticati in silenzio, infatti, non abbiamo bisogno di fare domande: il corpo parla!</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Per chiarire sempre di più vi dirò ancora che, come capita spesso oggi, data la qualità della vita, se un assistito tende ad appoggiare le mani sull&#8217;addome è perché ci sta inconsciamente dando chiara indicazione del disagio in quella zona: è come se il corpo tendesse a proteggere il malessere di un&#8217;area debole e scegliesse di farlo in questo modo. In seguito ad un&#8217;indagine, potremmo, infatti, riscontrare disturbi negli organi lì presenti.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Le delusioni e le sofferenze passate si riscontrano in generale sottoforma di contrazione o chiusura e l&#8217;area della sua dislocazione potrebbe chiarirci il livello: se fisico, emozionale o intellettuale.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>L&#8217;ansia invece, dilagante disturbo legato alla qualità della vita odierna, è normalmente in relazione con la preoccupazione verso la sopravvivenza futura. Si può riscontrare su vari livelli ma si manifesta, oggi, specialmente nell&#8217;addome, alterando la salute degli organi digestivi e di eliminazione.</STRONG></EM></p>
<p><EM><STRONG>Sicuramente già sapete che i disturbi di stomaco o intestinali sono in forte aumento così come, per un&#8217;altra ragione, si stanno evidenziando sempre di più (soprattutto dopo l&#8217;avvento del computer) fastidi alle spalle e alle cervicali che, nel caso di una lettura attraverso la funzione dei cakra, potrebbe significare malessere legato alla &#8220;comunicazione&#8221; sempre più difficoltosa a causa dell&#8217;isolamento nel quale l&#8217;uomo si starebbe richiudendo.</STRONG></EM></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20040815000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20040815000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20040815000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20040815000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmeditazione%2Finterventi%2F2004%2F08%2F171914.shtml"/></p>
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	<description>Da molti anni studio la costituzione corporea: da giovane l&amp;#8217;ho osservata con l&amp;#8217;occhio dell&amp;#8217;artista (facevo il pittore d&amp;#8217;arte), in seguito, specialmente negli[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>la dieta ayurvedica</title>
	<link>http://guide.supereva.it/meditazione/interventi/2004/06/162552.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 11 Jun 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1120</dc:creator>
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    <category>alimentazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Ho analizzato molteplici punti di vista, alle volte assai complessi, sulle diete e oggi, dopo anni di studio, posso sostenere che i maestri fondatori dell’Ayurveda hanno pensato e stabilito regole alimentari d’essenziale semplicità. </p>
<p>Secondo loro, anche solo attraverso la lingua siamo in grado di riconoscere non solo le qualità ma anche le conseguenze che un determinato alimento può avere sulla nostra costituzione. </p>
<p><STRONG>Il segreto sta nel sapore: esso, ne rivela il contenuto.</STRONG></p>
<p><STRONG>Attraverso il senso del gusto si possono individuare sei principali sapori chiamati <I>rasa </I>e che qui di seguito elenco: il dolce, l’amaro, il salato, l’acido, l’astringente e il piccante.</STRONG><I> </I></p>
<p><STRONG>La medicina indiana sostiene che se, s’avverte un sapore, significa che si è alla presenza di precise sostanze e, il loro apporto, va indubbiamente ad interferire nella costituzione.</STRONG></p>
<p>Il macrocosmo, il microcosmo, o l’essere umano stesso, deriva dalla caratteristica miscela dei cinque fondamentali elementi (<I>bhuta</I>): terra, acqua, fuoco, aria, etere. Il mondo fisico ad esempio è detto terrestre poiché la terra è il suo principale costituente. </p>
<p><STRONG>Il sapore ci mette in condizione di avvertire la presenza di questi elementi e, ci permette così, di orientare l’alimentazione secondo la nostra costituzione.</STRONG></p>
<p><STRONG>Ecco un’interessante specchietto:</STRONG></p>
<p>1)      il sapore <B>dolce</B> risulta dall’insieme di <B>terra e acqua</B> (dolci, pasta, pane, carne, miele ecc.)</p>
<p>2)      l’<B>amaro</B> da <B>aria ed etere </B>(caffè, verdure amare, radici amare ecc.)</p>
<p>3)      il <B>salato</B> da <B>acqua e fuoco</B> (sale marino, soda, nitrati di sodio ecc.)</p>
<p>4)      l’<B>acido</B> da <B>terra e fuoco</B> (yogurt, pomodori, prodotti fermentati ecc.)</p>
<p>5)      l’<B>astringente</B> da <B>terra e aria</B> (melograno, frutta non matura come il caco o la banana, alcuni ortaggi ecc.) </p>
<p>6)      il <B>piccante</B> da <B>fuoco e aria</B> (peperoncino rosso, ravanello, aglio e cipolla ecc.)</p>
<p>La costituzione, nella medicina indiana, è individuata attraverso il principio dei <I>Tridosha</I>: essenzialmente un <I>dosha</I><B> </B>è una delle tre forze in grado di animare le funzioni del corpo umano come la respirazione, la digestione, l’escrezione, la formazione di nuove strutture ecc. </p>
<p><STRONG>Le tre forze sono: la forza di eliminazione detta <I>vata, </I>quella di combustione <I>pitta</I> ed infine quella di assimilazione </STRONG><I><STRONG>kapha.</STRONG> </I></p>
<p><I><B>Vata</B> </I>è caratterizzato dalla presenza d’<B>aria</B> ed <B>etere</B>, <B><I>pitta</I> fuoco</B> ed <B>acqua</B>, <I>kapha</I> <B>terra</B> e <B>acqua</B>.</p>
<p>Mangiando ad esempio alimenti dolci, aumentiamo l’apporto di terra e acqua nel nostro organismo causando un rafforzamento della forza d’assimilazione <I>kapha</I>. </p>
<p>Ecco perché quando mangiano dolci, pasta o pane tendiamo ad ingrassare, così come quando mangiamo cose dal gusto amaro incrementiamo la forza d’eliminazione <I>vata</I> che tende a farci dimagrire.</p>
<p>Il salato accresce la forza di combustione <I>pitta</I>, mentre con gli altri gusti, come potete costatare, l’acido, l’astringente e il piccante si può innescare un duplice incremento. </p>
<p><STRONG>Bisogna anche osservare che <I>vata</I> è per così dire il movimento, <I>pitta</I> il metabolismo e <I>Kapha</I> la stabilità, la struttura ossea, la pelle e i tessuti; quindi quando incrementiamo una di queste forze le sue caratteristiche si manifestano con maggiore evidenza sia in senso fisico sia psicologico.</STRONG></p>
<p><STRONG>Tutti i sapori dovrebbero essere presenti in una buona dieta ayurvedica ma la quantità deve variare secondo le caratteristiche costituzionali del soggetto.</STRONG></p>
<p><EM>Il medico indiano, attraverso la tipica diagnosi del polso, che consiste nel rilevare la vitalità pulsante d’ogni dosha in tre precisi punti, può stabilire quali gusti far prevalere nella dieta di ciascun soggetto, seconda gli squilibri che il battito presenta.</EM></p>
<p><EM>Egli avrà imparato a tener conto di quanto, queste tre forze della natura, possono interferire secondo l’ora della giornata, della stagione o dell’età: ad esempio nel corpo, durante l’infanzia, è naturalmente presente, in modo assai evidente, l’energia kapha (assimilazione a scopo di accrescimento), nell’adolescenza sarà più evidente la forza pitta (combustione e trasformazione) ed in vecchiaia vata (dimagrimento e secchezza.</EM></p>
<p><STRONG>Seguire in maniera corretta questi principi, porta al controllo, alla stabilità e di conseguenza all’equilibrio della salute.</STRONG></p>
<p><I> </I></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20040611000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20040611000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20040611000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20040611000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmeditazione%2Finterventi%2F2004%2F06%2F162552.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Ho analizzato molteplici punti di vista, alle volte assai complessi, sulle diete e oggi, dopo anni di studio, posso sostenere che i maestri fondatori dell’Ayurveda hanno pensato e stabilito regole[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>I Sapta Bindu e le sette aree del cervello</title>
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	<pubDate>Fri, 11 Jun 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1120</dc:creator>
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    <category>considerazioni</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>Il cervello attraverso le sue sette funzioni dislocate in altrettante aree, permetterebbe all’uomo di sperimentare e beneficiare di sette specie di coscienza.</STRONG> </p>
<p>Potremmo paragonare tale fenomeno a quello della luce solare che, come tutti sanno, scomposta attraverso un prisma, produce uno spettro nel quale si distinguono sette gruppi di colore con una lunghezza d’onda sempre più piccola che va dal rosso al violetto: <STRONG>rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto.</STRONG></p>
<p><STRONG>La luce solare rappresenta la coscienza universale, il prisma il cervello ed i sette fasci colorati le tipiche qualità di coscienza fruibili dall’uomo.</STRONG></p>
<p>Le sette qualità, come già detto, risulterebbero dislocate in altrettante aree e ognuna presenterebbe un apice nel punto detto <B><I>Bindu,</I></B> la cui conoscenza, permetterebbe, ad un operatore,  di stimolare la funzione relativa all’area. </p>
<p>Ecco cosa sono i <B><I>Sapta Bindu</I></B>, conosciuti da alcuni terapeuti indiani.</p>
<p>Proviamo a descriverli: </p>
<p><STRONG>il <I>primo</I>, posto al centro delle sopracciglia sarebbe il fulcro della zona cosiddetta <I>discriminativa</I> del cervello. Le nostre scelte, le faremmo tramite quest’area, ed un suo buon funzionamento consentirbbe di essere lucidi, sottraendoci alla sofferenza causata dal  fumo del dubbio.</STRONG> </p>
<p>Saper sciegliere bene, imparare a distinguere il bene dal male, è, ad esempio, ritenuto così importante per un indù, da ricordarlo in continuazione a se stesso con un vistoso segno, posto, come tutti sanno,  al centro delle sopracciglia. </p>
<p><STRONG>Stimolare tale punto si ritiene possa risvegliare volontà, determinazione e soprattutto chiara visione</STRONG>. </p>
<p>Alcuni Maestri indiani affermano, tuttavia, che un iper-funzionamento dell’area cerebrale in oggetto, potrebbe rendere inclini alla prevaricazione, alla sete di potere e, in generale ad una tendenza alla soppraffazione.  </p>
<p><STRONG>Il <I>secondo</I>, situato alla sommità della fronte, più o meno all’attaccatura dei capelli, sarebbe invece il perno della zona cerebrale che consentirebbe l’esperienza di coscienza<I> del presente e del divenire.</I></STRONG></p>
<p>Qualcuno l’ha paragonata ad un radar che capta le informazioni provenienti dal cosmo. </p>
<p>Una sovraeccitazione di tale area, porterebbe portare a capacità precognitive ma provocherebbe confusione emotiva e di conseguenza decisionale. Tutti coloro che per esercizio o per natura presentano queste facoltà sono difatti assai disturbati sia sul piano fisico, sia mentale e quindi da ritenersi, sempre secondo l’interpretazione indiana, non in equilibrio.</p>
<p><STRONG>Il <I>terzo bindu</I> posizionato al centro del capo, più o meno dove sta la ghiandola pineale, sarebbe vertice della visione interiore, della coscienza <I>“dell’io sono”</I>.</STRONG> </p>
<p>Nel caso di “sovraeccitazione” dell’area di cui è fulcro, avvertono sempre i conoscitori indiani, si paleserebbero talune allucinazioni, in particolare quelle mistiche, come le esperienze di visioni in cui sono incappati alcuni meditanti.</p>
<p><STRONG>Il <I>quarto bindu</I> si trova nella parte posteriore della testa,</STRONG> dove il capo  appoggia quando si è sdraiati sul pavimento senza cuscino, tendendo ad avvicinare il mento allo sterno. <STRONG>Esso potrebbe essere considerato il cardine del subconscio oltre che dell’area destinata al controllo delle funzioni respiratorie</STRONG>. </p>
<p>Qui avrebbero sede le immagini legate alla <B><I>memoria individuale dell’esistenza presente</I></B>. </p>
<p>Parrebbe ovvio dedurre che l’iperfunzionamento di questa zona, porterebbe ad un incontrollata emersione dei famosi <B><I>samskara</I></B> o impressioni legate all’esperienza del vissuto attraversi i sensi. </p>
<p>Un cortocircuito, invece, annullerebbe completamente la memoria individuale causando anche totale amnesia persino nei confronti del proprio nome.</p>
<p><STRONG>Il <I>quinto bindu</I> collocato sette, otto centimetri al di sopra del quarto,</STRONG> per intenderci, dove i preti si facevano la chierica o dove talune sette che scelgono di radersi completamente il capo, lasciano un&#8217;unica ciocca di capelli, <STRONG>potrebbe essere ritenuto il massimo punto del cervello destinato all’<I>esperienza</I> <I>di coscienza e di memoria collettiva</I>,</STRONG> come, ad esempio, la memoria genetica e di razza. </p>
<p>Da qui potrebbe derivare la percezione di ciò che è sempre stato, di ciò che è e di ciò che sarà, a differenza del secondo bindu legato più alle percezioni cosmiche soggettive.</p>
<p>In caso di eccessiva sensibilità in alcuni soggetti, si scatenerebbero fobie come la paura dei topi, dei ragni, dei serpenti, oggi apparentemente ingiustificabili date le attuali esigue proporzioni fisiche di questi animali sul nostro pianeta. </p>
<p>Ciò risulterebbe dalla memoria di dissomiglianti situazioni vissute e sottilmente trasmesse a noi dai nostri avi.  I topi, per fare un esempio, si sono resi responsabili di aver diffuso terribili pestilenze.</p>
<p><STRONG>Il <I>sesto bindu</I> posto alla sommità del capo è fulcro dell’area cerebrale che ci consente <I>le più alte esperienze intuitive</I>.</STRONG> Esso è, per questa cultura, il <B><I>Brahma-Randhra</I></B> “la porta di Brahma” in quanto da qui si potrebbe accedere all’esperienza sovraordinaria. </p>
<p>In quest’area viene collocato e rappresentato il settimo cakra che sovrasta l’attività fisica ordinaria, per alcuni già al di là degli elementi fisico corporei. </p>
<p>Questo dunque sarebbe il luogo di partenza per la realizzazione spirituale, la liberazione dal <B><I>Samsara</I></B> (ciclo delle esistenze), e l’esperienza di coscienza della non dualità.</p>
<p><STRONG>Il <I>settimo ed ultimo bindu</I> si troverebbe addirittura fuori dal corpo.</STRONG> Dieci, dodici centimetri al di sopra della sommità del capo, nell’involucro energetico (<B><I>kosa</I></B>) costituito dal <B><I>prana</I>. </B></p>
<p>Tale involucro, realtà ancora assolutamente materiale anche se estremamente sottile, viene collocato nell’interpretazione indiana tutt’intorno al corpo. </p>
<p>Quando, per un insieme di coincidenze, ci si trova a vivere un’esperienza di coscienza collegata a tale punto la sensazione è di trovarsi <B><I>fuori dal corpo</I></B>. </p>
<p>Accade qualche volta in meditazione o in stati di coscienza particolari, anche di origine traumatica come un incidente stradale, nella quale una coscienza ordinaria più legata all’attività sensoriale viene meno.</p>
<p><STRONG>In conclusione: la precisa conoscenza di tali punti permette ad un terapeuta di intervenire manualmente sui cinque trattabili con le mani per sollecitare la regolare funzione delle aree cerebrali, ridonando al soggetto salute, coscienza e corretta conoscenza.</STRONG></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20040611000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20040611000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20040611000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20040611000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmeditazione%2Finterventi%2F2004%2F06%2F162557.shtml"/></p>
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	<description>Il cervello attraverso le sue sette funzioni dislocate in altrettante aree, permetterebbe all’uomo di sperimentare e beneficiare di sette specie di coscienza. 
Potremmo paragonare tale fenomeno a[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il cibo dell&#039;anima</title>
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	<pubDate>Thu, 10 Jun 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1120</dc:creator>
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    <category>alimentazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Anche i latini affermavano “mens sana in corpore sano”. Oggi potremmo dire che mente sana e corpo sano riflettono un’anima integra.</p>
<p><STRONG>La vita spirituale è una continua presa di coscienza di questi fenomeni e la ricerca della loro causa.</STRONG></p>
<p><STRONG>Essa è consapevolezza e coscienza dei vari piani della costituzione umana e universale, da quello materiale a quello spirituale.</STRONG></p>
<p>Portare la pace sui vari piani dell’essere, arrivando cioè a purificare l’intero complesso psicosomatico, permette di creare più buoni presupposti per lo svolgimento di pratiche spirituali come la meditazione orientale, la preghiera occidentale o la riflessione e contemplazione in genere.</p>
<p>Da questo presupposto consegue che, nella vita spirituale,  l’alimentazione deve essere presa nella giusta considerazione affinchè anch’essa possa facilitare e incrementare la predisposizione necessaria, per condurre il soggetto a stati di concentrazione che possono  portare alle alte esperienze.</p>
<p>Affermo, tuttavia, che la sola alimentazione anche se perfettamente regolata e finalizzata non ha mai portato nessuno all’illuminazione, diciamo che può essere d’aiuto. Può facilitare la calma soprattutto fisica e mentale necessaria ad affrontare prima di tutto la quotidianità e poi le lunghe pratiche interiori.</p>
<p>Si tratta in fondo ancora di conoscenza, ottenuta attraverso la consapevolezza delle reazioni che determinati alimenti inducono nel corpo umano e in altri  piani dell’essere.</p>
<p>In generale, ad esempio gli asceti, soprattutto taluni “maestri” orientali fanno raro uso di cibi troppo eccitanti come quelli piccanti. Evitano la carne rossa che stimola l’aggressività o gli alcolici che eccitano il sistema nervoso. Prediligono il cibo semplice come il riso, il latte, il miele,ecc.</p>
<p>Di diversa opinione sono invece i maestri del Tantra : essi tendono ad usare cibi eccitanti per scatenare l’energia e dopo che ne hanno ottenuto il controllo la finalizzano verso la realizzazione spirituale.</p>
<p>Nelle religioni e discipline spirituali occidentali si incontrano maestri che fanno uso di carne. Gesù, come tanti sanno, mangiava pesce e beveva vino.</p>
<p><STRONG>Come potete intuire, il cibo dell’anima consegue da una variegata visione interpretativa permeata dalla saggezza di varie esperienze.</STRONG></p>
<p>Suggerisco qui di seguito l’alimentazione di una giornata tipo, ricette finalizzate al raggiungimento della pace interiore e al benessere psicofisico. La mia proposta, potrebbe esservi utile anche nella vita pratica, qualora desideraste una maggiore calma riflessiva  e più concentrazione.</p>
<p><B>Le ricette dell’anima :</B></p>
<p><B>colazione</B> :  alla sera, prima di andare a dormire, preparate due bicchieri di acqua tipida e nel primo mettete a bagno una quindicina di mandorle secche con la buccia mentre nel secondo un pugno di uva sultanina.</p>
<p>Lasciate riposare per tutta la notte.</p>
<p>Quando vi alzate, dopo le pratiche spirituali dell’alba, procedete come segue : togliete le mandorle dal bicchiere e buttate via l’acqua, sbucciatele e con un coltello sminuzzatele. Prendete dello yogurt naturale, allungatelo con l’acqua dell’uvetta, aggiugetevi le mandorle tritate, l’uvetta rinvenuta e anch’essa sminuzzata e se vi fa piacere dolcificate con un po’ di miele.</p>
<p><B> pranzo</B> : iniziare con un pinzimonio di verdure crude assortite in olio di oliva o di girasole, poi una abbondante razione di “Chikadi” preparato come segue :</p>
<p>prendete una eguale quantità di riso e di lenticcchie e fatele bollire in acqua salata ( in proporzione doppia del riso e lenticchie insieme) a cui aggiungete un po’ di peperoncino rosso e di cardamomo.</p>
<p>Quando l’acqua sarà stata assorbita, aggiungete un po’ di zafferano e condite con Ghee.</p>
<p>Il Ghee è il burro non salato e chiarificato usato in tutta l’India che si prepara nel seguente modo :</p>
<p>si fanno sciogliere 500 grammi di burro a fuoco lento e si porta ad ebollizione, schiumandolo fino a che diviene completamente chiaro e limpido. Si toglie dal fuoco prima che il suo colore tenda a scurirsi. Si lascia raffreddare, si filtra e quello che rimane lo si conserva in una bottiglia di vetro : è ottimo anche per condire l’insalata in alternativa all’olio.</p>
<p><B>cena </B>: come antipasto una bella insalata di verdure cotte bollite poi polenta e ricotta oppure crescenza.</p>
<p><STRONG>Prima di andare a letto potete prendere una tisana di zenzero dolcificata con miele.</STRONG></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20040610000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20040610000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20040610000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20040610000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmeditazione%2Finterventi%2F2004%2F06%2F162410.shtml"/></p>
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