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Il punto d'incontro

Un dialogo aperto che, si spera, senza pregiudizi, nella consapevolezza della propria identità e della propria diversità e nel rispetto dell'identità altrui.

Oggi il mondo, soffre di un provincialismo culturale basato sul dualismo di un atteggiamento oggettivo, volto all’esterno del mondo occidentale, e di una soggettività introspettiva della società orientale.

Nelle sue forme estreme, ciascuna di queste civiltà è sbilanciata nella propria direzione. Nel vivere armonioso, l’uomo deve integrare entrambi gli ideali se vuole raggiungere interezza per sé e il suo mondo.

Questo, mi sembra, sia il centro principale di questo incontro.

In avvenire, il rimedio agli scismi sociali e alle fissioni psicologiche che hanno intralciato e ostacolato gli sforzi moderni per annullare la divisione dell’umanità, si troverà nella restaurazione dell’unità dei principi, sulla quale si può tentare l’integrazione dei valori e dei raggiungimenti umani.

Sui livelli soggettivi dobbiamo provvedere a sintetizzare nuovamente la personalità umana e ad annientare la doppia coscienza prodotta dalla fissione culturale che fece della negazione di sé, della pacifica civiltà orientale, il concetto preponderante della sua cultura, e dell’aggressivo individualismo, l’ideale dell’uomo occidentale.

A tale scopo, abbiamo bisogno non solo della sintesi politica di una federazione mondiale nella quale i due emisferi funzionino ma anche di una maniera di vivere planetaria, di una etica e di un modo di sentire per sopperire all’impulso poderoso di cui abbiamo bisogno per i grandi compiti che ci attendono.

Il momento mi sembra giunto per fondere l’oggettivo e il soggettivo, la civiltà introversa e quella estroversa per ottenere una grande orchestrazione della cultura.

Il Giappone non fu mai così aggressivo prima che le sue porte venissero forzate dalla presenza del Commodoro Perry nel secolo scorso.

Questi con il falso pretesto di porre in contatto due civiltà lontanissime fra loro, diede il via alla speculazione tipicamente occidentale, fomentando l’odio nell’atavica società giapponese, preparando la strada a quei tristi eventi che avrebbero poi portato alle terribili conseguenze del nostro secolo.

Ciò che è avvenuto in Giappone si sta verificando nel resto dell’Oriente (vedi Cina e India con i loro armamenti atomici, che sono anche nazioni ad alta popolazione e di ampia estensione).

L’attività di sintetizzare il mondo deve includere lo sforzo di comprendere e stimare, un richiamo all’Oriente che preservi e sviluppi i valori fondamentali delle sue culture.

Mentre l’Occidente cerca i princìpi su cui fondare un modo di vivere fruttuoso e pacifico, nel bene di tutti, l’Oriente può controbilanciare il nostro aggressivo materialismo.

Se questa nuova sintesi vorrà, restaurare l’unità spirituale e culturale del genere umano, il mondo occidentale dovrà farsi umile quando si volgerà all’Oriente.

Il mondo orientale, a causa della sua natura non genererà energia fisica per andare a Occidente mentre noi occidentali siamo andati in Oriente in cerca di mercati (sfoghi dei prodotti della nostra civiltà tecnologica) e siamo ritornati magnetizzati dalle loro energie soggettive e consci di esse.

La nostra aggressiva penetrazione commerciale nei Paesi e tra le loro genti ha avuto per risultato finale, l’imprevisto ricavo di portare in Occidente la loro letteratura, la filosofia e le loro arti.

Siamo in grado, se vogliamo farlo, e con grande rispetto di fondere questa vasta eredità della cultura orientale con sforzo prodigioso unendo le due culture.

Non è necessario considerare il mondo moderno occidentale per avvicinarsi alla meta e quello antico dell’Oriente come due alternative che si escludono a vicenda.

In qualche modo sono semplicemente due diversi linguaggi, per stabilire verità universali sulla natura umana e non antitesi tra le quali si debba scegliere. Che questo non sia una qualche vaga fantasia filosofica ma una necessità urgente e immediata.

Ma come correggere il materialismo e l’egoismo della nostra cultura?

La verità, è che l’unica contropartita al materialismo è l’idealismo, e questo dovrà uscire dallo stesso cuore della scienza come uno sviluppo di evoluzione.

Ricercatori che conoscono i presupposti della scienza devono sintetizzare la conoscenza della natura in un nucleo di principi in cui l’uomo può recuperare i valori primitivi del suo proprio essere, perché essa è degna di reverenza e di rispetto.

Io credo che lo scopo principale di questo nostro incontro, è di far luce sullo sviluppo culturale della razza umana e di considerare quale sia il prossimo passo dello sviluppo mentale.

Vi dev’essere mostrato un futuro spirituale. Questo è quanto oggi si chiede.

La parola spirituale non si riferisce qui a quelle che comunemente sono dette questioni religiose, qualsiasi attività che spinga un essere umano verso una qualche forma di sviluppo (fisico, emotivo, mentale, intuitivo, sociale è essenzialmente spirituale nella sua natura ed è segno di vitalità dell’entità divina interiore.

Mi limito solo a suggerire, tocca a voi dedurre e trarre conclusioni profonde.

Vi chiedo inoltre, almeno per qualche momento un atteggiamento che non sia di critica, di scartare le idee preconcette, ma di coltivare la disposizione a riflettere e soppesare non l’evidenza degli avvenimenti della New Age, ma una struttura interiore più importante di quella esteriore e quindi afferrare un poco lo scopo della nuova educazione futura.

Vorrei che la vostra posizione fosse verticale con uno sguardo orizzontale, anche questa è una frase su cui riflettere.

Studiando l’uomo, nel suo processo dalla condizione animale al suo attuale atteggiamento sempre più intellettuale, mentre avanza con impeto vero un futuro dalle possibilità e occasioni più ampie, si ricordi sempre che per coloro che custodiscono il Piano Divino e per coloro che ne elaborano gli sviluppi, l’aspetto formale della vita è di importanza assolutamente secondaria.

Per concludere, la maturità mentale e spirituale si manifesta con la capacità di usare rettamente il pensiero, in maniera aperta, elastica, obiettiva, comprensiva e saggia, come strumento di conoscenza sia verso il mondo oggettivo, che verso il mondo soggettivo. Poiché il vero amore à connesso con la conoscenza e la conoscenza con l’amore.

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