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Davvero un bel Gioco.

In questo intervento voglio proporvi un vero e proprio gioco che altro non è che una meditazione collettiva...un po' speciale......


La tecnica di cui si parla in questo mio intervento vorrei chiamarla “Visuo-Meditazione Attiva” in quanto riunisce in sé molte caratteristiche sia della Visualizzazione che della Meditazione.

Per effettuarla bisogna essere un gruppo, non importa molto numeroso, anche se devo dire che grandi gruppi realizzano davvero un bel “lavoro”.

Ma di cosa si tratta?

Molto semplicemente ci si mette seduti in cerchio, su delle sedie oppure, meglio, a terra in un ambiente calmo e confortevole, con una musica dolce in sottofondo e si decide chi deve iniziare la storia.

Si… perchè si tratta di descrivere un po’ per uno i contorni di una storia che si dipanerà grazie alla immaginazione di ognuno dei partecipanti.

Si lascia scegliere un oggetto e da quello si parte Inventando ed aggiungendo ciò che ognuno crede opportuno per la continuazione della storia.

Di solito le persone che seguono la storia e quindi partecipano alla meditazione stanno ad occhi chiusi, ma questa non è una componente obbligatoria.

L’intervento di ciascuno è assolutamente libero nei contenuti e nella lunghezza e quando si desidera si lascia l’intervento al successivo. Si aggiungono così situazioni, personaggi, ambienti…tutto ciò che ognuno crede giusto per la riuscita della storia.

Tantissime volte siamo partiti con le cose piu’ strane, un Girasole, un Cucchiaino da caffe’,….. ma sono sempre venute fuori delle storie bellissime, da brividi con dei contenuti altissimi con dei personaggi straordinari frutto del “sentire” di ogni partecipante.

La cosa piu’ bella è che poi alla fine si riesce anche a scoprire che ogni storia porta con sé una straordinaria morale . . . sinceramente questo non so spiegarlo ma vedo che ogni volta le storie anche se con i personaggi piu’ incredibili (ricordo la storia di un servito di piatti..!!) sono sempre molto speciali ed affascinanti.

Molto bella è l’empatia che si raggiunge tra tutti i partecipanti, al punto tale che spesso ci si immagina cosa avverra’ nella storia ancor prima che si sia detto.

Alla fine della storia dopo che il capoguppo o qualcunaltro intervenga per dire la sua sulla “morale della storia” e quali possono essere gli insegnamenti che il racconto puo’ aver proposto,inizia una condivisione tra tutti i partecipanti.

Di solito una caratteristica di queste condivisioni è quella proprio di aver “visto” le stesse cose,aver provato le stesse emozioni,proprio nello stesso modo.

Luoghi uguali,personaggi vestiti allo stesso modo e dello stesso colore….e questo grazie appunto ad una speciale empatia che si instaura tra tutti i partecipanti.

Questo tipo di meditazione collettiva è molto formativa e riesce a far correre la fantasia di ognuno dei partecipanti, vedrete persone che iniziano in sordina con interventi minimi, quasi vergognandosene, ma poi si apriranno e cominceranno ad esprimere sempre di piu’ di sé, di quel sé che stava prima confinato dentro e che facevano “fatica a tirar fuori”.

Infatti si potranno alternare persone positive a quelle magari negative ma la storia grazie al contributo di tutti si risolvera’ sempre alla meglio con sorpresa anche e soprattutto per coloro che avrebbero voluto “remare contro” .

Sono proprio queste persone, coloro che hanno da guadagnare di piu’ dall’aiuto degli altri che apportano luce dove loro non la vedono e così piano piano il loro sentire negativo si scioglie come neve al sole ,e la storia finisce in un turbine di luce e di speranze positive.

Adesso non rimane che trovare qualche amico e provare a vivere questa esperienza . . . buon viaggio!

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